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Coerenza delle politiche a favore di uno sviluppo sostenibile e della stabilità dell'ordine internazionale

19.3723 · Interpellanza · 2019-06-20

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a spiegare i seguenti punti:

1. Di quali strumenti si serve per controllare la coerenza delle sue decisioni? Prevede un controllo dei risultati o un resoconto annuale? Come viene assicurata la partecipazione della DSC alle decisioni riguardanti lo sviluppo sostenibile dei Paesi del Sud?

2. Nel rapporto del Consiglio federale sono menzionate in particolare le attività della SECO per mobilitare entrate fiscali, soprattutto quelle provenienti dal settore delle materie prime. Il Consiglio federale può stimare quale sia la relazione tra le entrate fiscali mobilitate grazie all'aiuto della SECO e le perdite dei suddetti Paesi a causa della politica fiscale svizzera? Quali possibilità di intervento intravede in riferimento alla coerenza delle politiche per aumentare l'efficacia delle attività della SECO volte a mobilitare le entrate fiscali provenienti dal settore delle materie prime?

Begründung

Come scrive il Consiglio federale nel suo "Rapporto esplicativo concernente la cooperazione internazionale 2021-2024", la coerenza delle politiche è vista come un approccio importante per ridurre le contraddizioni tra gli obiettivi della politica di sviluppo e quelli di altre politiche, tra cui quelle finanziarie, fiscali, commerciali o ambientali. Il Consiglio federale cita per esempio la gestione dei flussi finanziari sleali e illeciti: uno studio americano stima che, tra il 1970 e il 2015, la fuga illecita di capitali dai trenta Paesi africani esaminati (che rappresentano il 92 per cento del PIL del continente) abbia raggiunto 1400 miliardi di dollari statunitensi (USD), un importo che supera del 40 per cento l'aiuto pubblico allo sviluppo versato a loro favore durante lo stesso periodo. Nella revisione paritaria in merito alla cooperazione della Svizzera allo sviluppo svolta nel 2019, l'OCSE giunge alla conclusione che la Svizzera si impegna per rimediare alle conseguenze negative delle sue politiche, in particolare quelle legate al settore finanziario e alle società multinazionali con sede in Svizzera, e le raccomanda di aumentare la coerenza delle sue politiche per lo sviluppo. Nel summenzionato rapporto, il Consiglio federale reagisce a questa raccomandazione dell'OCSE semplicemente osservando che "si adopera per garantire la coerenza delle proprie decisioni".

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le decisioni del Consiglio federale si basano su consultazioni sistematiche dei dipartimenti e degli uffici federali in modo da tenere conto delle diverse posizioni e garantire una maggiore coerenza. Gli uffici coinvolti, come la DSC, si esprimono in merito alla coerenza politica nell'ambito dello sviluppo sostenibile facendo riferimento anche alle materie prime, alle questioni fiscali internazionali e agli investimenti. Già prima della consultazione degli uffici, in seno a forum interdipartimentali (materie prime, questioni fiscali) ha luogo una ponderazione degli interessi relativa alle posizioni dell'Amministrazione federale.

Inoltre, nell'attuare l'Agenda 2030, la Svizzera presta particolare attenzione alla coerenza politica. In questo caso svolgono un ruolo importante un comitato direttivo, in cui sono rappresentate anche la DSC e la SECO, e due delegati della Confederazione che assicurano il coordinamento. La coerenza politica viene presa in considerazione anche nel monitoraggio della strategia per uno sviluppo sostenibile del Consiglio federale e nel rapporto volontario sull'attuazione dell'Agenda 2030 nel Paese, che la Svizzera redige ogni quattro anni all'attenzione dell'ONU. Questo tema figura anche nel rapporto sulla politica estera del Consiglio federale e nel rapporto intermedio sull'attuazione del messaggio 2017-2020.

2.Il Consiglio federale si impegna costantemente per garantire che la Svizzera rispetti gli standard internazionali vigenti in campo fiscale. Tra gli esempi di misure prese in questo senso ci sono la riforma fiscale approvata il 19 maggio 2019 dagli aventi diritto di voto e l'attuazione di altri standard nel settore dell'imposizione fiscale delle aziende e dell'assistenza amministrativa per fini fiscali, incluso lo scambio automatico di informazioni.

L'OCSE approva in linea di massima la concorrenza fiscale a livello globale, purché non implichi pratiche nocive. Il Consiglio federale condivide questa posizione. La Svizzera fornisce un contributo all'OCSE per il sostegno tecnico ai Paesi in via di sviluppo, in modo tale che possano attuare adeguatamente gli standard globali sulla lotta all'erosione della base imponibile e al trasferimento degli utili e godere di condizioni pari a quelle dei Paesi industrializzati. L'entità delle entrate fiscali nei Paesi in via di sviluppo è influenzata da vari fattori interdipendenti. In questi Paesi, per far sì che la politica delle entrate sia sostenibile nel lungo periodo, sono necessari il miglioramento dell'amministrazione fiscale e l'ampliamento della base imponibile, oltre che la riduzione delle eccezioni e delle agevolazioni. Inoltre, l'impatto delle politiche fiscali estere sulle entrate di un Paese in via di sviluppo dipende anche dalla sua struttura economica.

Per quanto riguarda i flussi finanziari sleali e illeciti (Illicit Financial Flows, IFF), l'Esecutivo è conscio delle loro ripercussioni negative sui Paesi in via di sviluppo, sia in relazione alla mobilitazione di risorse locali per il finanziamento dello sviluppo, sia a livello di indebolimento dello Stato di diritto e dell'obbligo dello Stato di rendere conto del proprio operato nei confronti dei cittadini e delle cittadine. La Svizzera si impegna nell'ambito della cooperazione internazionale per ridurre gli IFF, in particolare nel comparto delle materie prime.

Risposta del Consiglio federale.