Sospendere la chiusura degli uffici postali sino alla fine del trattamento dell'iniziativa cantonale Giura 17.314
19.3749 · Mozione · 2019-06-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale ha il compito di ordinare una moratoria sulla chiusura degli uffici postali e sulle trasformazioni in agenzie postali o servizi a domicilio, applicando le necessarie misure giuridiche e regolamentari, sino alla fine del trattamento da parte delle Camere federali dell'iniziativa cantonale del Giura 17.314, "Migliorare la qualità della rete di uffici postali e rafforzare il ruolo delle autorità comunali in relazione alla distribuzione territoriale degli uffici postali", cui entrambe le Camere hanno dato seguito nell'ottobre 2018.
Begründung
Dopo che il Consiglio degli Stati si era pronunciato a maggio 2018, il 15 ottobre 2018 la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale ha deciso di dare seguito all'iniziativa cantonale 17.314 del Giura sugli uffici postali, mettendo in discussione l'attuale strategia di chiusura degli uffici scelta dalla direzione e chiedendo l'elaborazione di una nuova strategia territoriale. Il testo dell'iniziativa menzionava cinque punti da rivedere, direttamente collegati alle modalità di chiusura degli uffici postali.
Alla luce di quanto precede e senza giudicare a priori l'esito dell'esame dell'iniziativa da parte delle Camere, sembrava legittimo attendersi che la direzione della Posta rinviasse la chiusura dei suoi uffici sino alla conclusione dei lavori.
Tuttavia, dall'ottobre 2018 la direzione della Posta ha confermato le chiusure in corso e ha pubblicato nuovi annunci di chiusure o trasformazioni in agenzie postali, seguendo procedure che l'iniziativa cantonale del Giura, se applicata conformemente al testo a cui le Camere hanno dato seguito, vieterebbe.
Ai Comuni che esprimono l'auspicio che la decisione del Parlamento federale sia intesa come un obbligo di revisione dei termini e delle modalità di chiusura degli uffici, la direzione della Posta risponde pubblicamente di agire come "qualsiasi società che si avvale della legge vigente per seguire la sua strategia finalizzata al rendimento".
Pertanto, in quanto autorità esecutiva della Posta, sembra essenziale che il Consiglio federale ordini alla direzione della Posta di astenersi dal perseguire questa riforma degli uffici postali, rispettando così il lavoro parlamentare che dirà quando e come la Posta potrà proseguire la sua riforma territoriale.
Va inoltre rilevato che Rete Postale non si trova in una situazione finanziaria pericolosa che giustificherebbe il fatto di non concedere al Parlamento il tempo di deliberare sulla strategia futura e di effettuare chiusure a condizioni che il Parlamento potrebbe voler rivedere.
Decine di Comuni, forse più di un centinaio oggi, nonché associazioni cantonali di Comuni come l'ACG di Ginevra, hanno inviato lettere al Consiglio federale chiedendo la sospensione di tutte le chiusure, non essendo state ascoltate dalla direzione della Posta. Il 5 giugno scorso il Gran Consiglio di Berna ha deciso di aderire a questa azione.
Il Consiglio federale deve trattare queste richieste delle autorità elette, essenziali a un funzionamento serio della Confederazione. Esso deve intervenire per garantire che durante i lavori parlamentari la Posta non privi quartieri, villaggi e città, di uffici postali pubblici, utilizzando metodi che non sarebbero più conformi alla legge una volta terminati questi lavori.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha preso sul serio le riserve espresse dalla popolazione e dal mondo politico circa le trasformazioni di uffici postali da parte della Posta Svizzera, e dal 1° gennaio 2019 ha inasprito le prescrizioni in materia di raggiungibilità nell'ordinanza sulle poste.
Ora vige la raggiungibilità a livello cantonale e non più a livello nazionale. Inoltre la disposizione temporale relativa alla raggiungibilità delle prestazioni nel settore del traffico dei pagamenti è stata ridotta da 30 a 20 minuti. Al fine di garantire l'intera offerta di pagamento in contanti del servizio universale anche nelle zone in cui è presente solo un'agenzia, la Posta deve offrire il versamento di contanti sul proprio conto e sul conto di un terzo al domicilio del cliente o con un'altra soluzione appropriata. Inoltre, è stato introdotto un nuovo obbligo secondo cui nelle aree urbane dev'essere garantito almeno un punto d'accesso. Se viene superata la soglia di 15 000 abitanti o impiegati, la Posta deve gestire un ulteriore punto d'accesso. Nell'ordinanza è inoltre stato inserito l'obbligo per la Posta di tenere annualmente con i Cantoni un dialogo sulla pianificazione.
Il Consiglio federale considera tali adeguamenti delle prescrizioni in materia di raggiungibilità come adeguati. Con queste nuove disposizioni vengono attuate le richieste della popolazione e del mondo politico. Inoltre va sottolineato che nell'ambito dei lavori in corso sulla seconda valutazione della legge sulle poste (cfr. art. 3 LPO; RS 783.0) saranno analizzate più approfonditamente anche le tendenze nel settore postale e la loro importanza per quanto riguarda i mandati del servizio universale assegnati alla Posta.
Secondo il Consiglio federale, una moratoria costituirebbe un'eccessiva ingerenza nella libertà imprenditoriale della Posta. Per poter adempiere al suo mandato legale di servizio universale con mezzi finanziari propri nonostante le esigenze della società che cambiano, la Posta necessita di un certo margine di manovra a livello imprenditoriale.
Il Consiglio federale ritiene che una moratoria non sarebbe indicata.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.