19.3777 · Interpellanza · 2019-06-20
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
La politica monetaria condotta negli ultimi anni dalla BNS (tassi di interesse negativi e interventi massicci sul mercato dei cambi) può essere considerata molto accomodante, ma comporta il rischio di creare bolle immobiliari o finanziarie in grado di minacciare la stabilità dell'economia svizzera. Riconoscendo l'esistenza di questi rischi, la Confederazione ha adottato misure macroprudenziali che limitano la libertà degli operatori economici.
1. Per quanto tempo ancora sarà possibile applicare tassi negativi senza che i rischi in termini di stabilità finanziaria diventino insostenibili?
2. In quale misura la regolamentazione macroprudenziale attuata per contrastare questi rischi minaccia i valori della nostra società, in particolare la libertà individuale e il liberismo economico?
3. Mentre questa politica monetaria estremamente accomodante si perpetua, quali altre misure destinate a limitare la libertà degli operatori economici per contenere i rischi legati alle bolle summenzionate bisogna aspettarsi?
4. Dal punto di vista concettuale, non è contradditorio aspettarsi dalla BNS che raggiunga due obiettivi indipendenti - stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria - mentre quest'ultima, a oggi, dispone di una sola leva di comando efficace, ossia l'iniezione di liquidità nel settore finanziario?
I tassi negativi pregiudicano vari importanti attori dell'economia svizzera, in particolare quelli della previdenza professionale.
5. Per quanto tempo ancora questi tassi possono restare negativi senza pregiudicare pesantemente l'economia svizzera e il nostro sistema di previdenza?
Nonostante il fatto che abbiamo vissuto in dieci anni un ciclo economico quasi completo e malgrado le notevoli risorse impiegate, la BNS è stata incapace di indebolire il franco in modo permanente.
6. Al fine di evitare il diniego e la "fuga in avanti", in base a quali osservazioni dovremmo concludere che la BNS non dispone degli strumenti adeguati per condurre la sua politica?
7. La BNS o il Consiglio federale discutono sugli strumenti che occorrerebbe inserire nella legge sulla Banca nazionale per permettere alla BNS di svolgere meglio le sue mansioni a favore della Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
1./5. Secondo le stime della Banca nazionale svizzera (BNS), nel contesto attuale la politica dei tassi di interesse negativi è tuttora adeguata e necessaria per adempiere nel miglior modo possibile il mandato di politica monetaria (garanzia della stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale). Al momento non è possibile valutare per quanto tempo sarà ancora necessario applicare tassi negativi. La BNS analizza costantemente gli effetti collaterali di tali tassi, come ad esempio un possibile surriscaldamento dei mercati immobiliari, la messa in pericolo della stabilità finanziaria e i problemi di investimento per le casse di previdenza. Finora gli effetti collaterali sono parsi accettabili, considerando gli elevati costi per l'economia che verrebbero determinati da un'abolizione prematura dei tassi negativi. In uno scenario di questo tipo si avrebbe un forte apprezzamento del franco, con conseguenze negative sull'evoluzione dei prezzi e della congiuntura in Svizzera. Inoltre, con l'abolizione dei tassi negativi della BNS i problemi legati ai tassi di interesse bassi sarebbero tutt'al più risolti in minima parte, dato che questi ultimi sono legati in ampia misura al basso livello globale dei tassi di interesse, a sua volta fortemente determinato dalle tendenze economiche mondiali e dalla politica delle grandi banche centrali.
2.-4. Oltre al suo compito di base di garantire la stabilità dei prezzi, conformemente alla legge sulla Banca nazionale del 3 ottobre 2003 la BNS ha il compito di contribuire alla stabilità del sistema finanziario (art. 5 cpv. 2 lett. e LBN). La regolamentazione macroprudenziale introdotta dal Consiglio federale su richiesta della BNS, in cui rientrano anche il cuscinetto anticiclico di fondi propri e le esigenze particolari previste per le banche di rilevanza sistemica, serve ad aumentare in modo mirato la stabilità finanziaria. Gli strumenti macroprudenziali sono di particolare importanza nel caso in cui - come negli ultimi anni - la politica monetaria deve mantenere bassi i tassi di interesse per adempiere il proprio mandato. È stato dunque possibile affrontare in modo mirato i rischi di surriscaldamento del mercato immobiliare legati a tassi di interesse bassi e che costituiscono una potenziale minaccia per la stabilità finanziaria mediante misure macroprudenziali, come l'aumento del cuscinetto anticiclico di fondi propri. Attualmente le autorità incaricate di svolgere compiti concernenti la stabilità finanziaria (l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA, il Dipartimento federale delle finanze e la BNS) valutano un inasprimento della regolamentazione macroprudenziale volto ad arginare i rischi per la stabilità finanziaria. A tale scopo, l'Associazione Svizzera dei Banchieri sta considerando una maggiore autodisciplina delle banche nella concessione di ipoteche per immobili d'abitazione da reddito. La regolamentazione macroprudenziale è uno dei tanti strumenti economici a disposizione e, se applicato con moderazione, non rappresenta alcuna minaccia per i valori della libertà individuale ed economica.
6./7. Nel suo rapporto del 21 dicembre 2016 sulla politica monetaria in adempimento dei postulati Bischof 15.3091, Rechsteiner Paul 15.3367, Bischof 15.4053 e Cramer 15.3208, il Consiglio federale ha trattato anche la questione degli strumenti di politica monetaria. Nel rapporto si è giunti alla conclusione che la BNS dispone degli strumenti necessari per raggiungere i propri scopi anche in condizioni sfavorevoli. L'attuale strategia di politica monetaria è efficiente e sufficientemente flessibile per superare situazioni difficili quali una crisi finanziaria, un forte apprezzamento o il perdurare dei tassi di interesse bassi. Le conclusioni formulate nel rapporto sono tuttora valide. Si seguiranno con attenzione i nuovi sviluppi e le discussioni in merito.
Risposta del Consiglio federale.