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19.3803 · Mozione · 2019-06-20

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre un meccanismo di finanziamento che compensi interamente o in parte l'importo differenziale dei contributi al secondo pilastro obbligatorio dovuto alla riduzione del grado di occupazione o alla cessazione dell'attività lucrativa dopo la nascita di un figlio, sia per la madre che per il padre. La compensazione dovrà durare fino a che il figlio avrà iniziato la scuola dell'obbligo.

Alle madri che prima della gravidanza non esercitavano alcuna attività lucrativa andrà corrisposto un importo minimo LPP.

Begründung

Uno dei problemi che penalizza le donne nella loro vita è la perdita di anni di contribuzione nell'ambito del secondo pilastro se decidono di smettere di lavorare o di lavorare a tempo parziale dopo la nascita di un figlio. Lo stesso problema può verificarsi per gli uomini che riducono il loro grado di occupazione o smettono di lavorare per partecipare all'educazione del figlio.

Per le donne, come abbiamo visto il 14 giugno scorso, la penalizzazione dell'avere totale del secondo pilastro è una delle principali preoccupazioni, oltre, naturalmente, alla parità salariale.

Se per il primo pilastro, grazie agli accrediti per compiti educativi, esiste già un sistema di compensazione per i genitori che dedicano alcuni mesi o anni all'educazione dei figli, per il secondo pilastro non vi è ancora alcuna soluzione.

Dopo la nascita di un figlio, un meccanismo dovrebbe consentire ai genitori di colmare totalmente o in parte le lacune contributive del secondo pilastro obbligatorio, fino al momento dell'inizio della scuola dell'obbligo. A tal fine, si potrebbe esaminare la possibilità d'introdurre un pagamento tramite l'istituto collettore. Se la madre non aveva un lavoro prima della nascita del figlio, le verrebbe corrisposto un importo minimo LPP.

Questa misura permetterebbe di evitare la penalizzazione dovuta alle lacune contributive nell'ambito del secondo pilastro e di compensare, almeno in parte, una delle disparità che le donne subiscono durante la vita lavorativa.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Come rileva l'autrice della mozione, nel secondo pilastro vi è effettivamente un notevole divario tra le rendite degli uomini e quelle delle donne, tanto più nel caso delle madri. Secondo il rapporto di ricerca pubblicato nel 2016 dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sulle differenze tra le rendite di vecchiaia degli uomini e quelle delle donne in Svizzera ("Ecart de rentes en Suisse. Différences entre les rentes de vieillesse des femmes et des hommes", in Aspects de la sécurité sociale, rapporto di ricerca n. 12/16; disponibile in tedesco e in francese, con riassunto in italiano), la rendita delle donne che hanno avuto figli è inferiore del 25 per cento rispetto a quella delle donne senza figli e nel caso delle coppie con figli il divario è del 41 per cento rispetto a solo il 17 per cento per le coppie senza figli. La differenza è in gran parte dovuta a interruzioni o riduzioni dell'attività professionale delle donne per motivi familiari, in particolare per l'accudimento dei figli. Dallo studio emerge che il divario dipende chiaramente dal grado di partecipazione delle donne al mercato del lavoro. È dunque importante che le donne che lo desiderano possano aumentare il loro grado di occupazione per beneficiare di una previdenza professionale più elevata. Affinché le donne e le coppie con figli possano svolgere i loro compiti educativi ed esercitare al tempo stesso un'attività lucrativa che consenta loro di costituire rendite individuali di vecchiaia soddisfacenti, è essenziale mettere a loro disposizione un numero sufficiente di posti per la custodia di bambini complementare alla famiglia a prezzi accessibili.

Se si accogliesse la mozione, tuttavia, s'imporrebbe ai datori di lavoro e a tutte le persone assicurate obbligatoriamente secondo la legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP; RS 831.40) l'obbligo di sussidiare le lacune contributive di determinate categorie di persone. Ciò creerebbe un nuovo, considerevole problema di finanziamento del secondo pilastro obbligatorio, che si trova già in una situazione di squilibrio finanziario, in particolare a causa dell'attuale aliquota minima di conversione e dell'evoluzione dei rendimenti sui mercati finanziari. Inoltre, una tale soluzione comporterebbe un aumento degli oneri sociali e dunque un nuovo ostacolo alla partecipazione delle donne, e in particolare delle madri, al mercato del lavoro, il che avrebbe un effetto negativo non solo per la loro previdenza professionale, ma anche per l'economia svizzera, che potrebbe quindi soffrire ancora di più della carenza di personale qualificato.

La misura proposta dall'autrice della mozione andrebbe inoltre a vantaggio solo degli assicurati che hanno optato per un determinato modello familiare e percorso professionale, a scapito e a spese di tutti gli altri. Permetterebbe quindi di compensare le lacune contributive di determinate categorie di persone, tralasciandone però altre, ad esempio quella di chi perde l'impiego.

Sarebbe inoltre in contraddizione con il principio fondamentale della LPP indissolubilmente legata all'esercizio di un'attività professionale e all'esistenza di un rapporto di lavoro e che mira essenzialmente a compensare una perdita di reddito da lavoro. Il meccanismo previsto dalla mozione sarebbe quindi estraneo all'attuale sistema del secondo pilastro.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.