19.3816 · Interpellanza · 2019-06-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Da quando il Consiglio federale è a conoscenza dei nuovi rischi per la salute che, secondo lo studio dell'Empa Gasomep, derivano dai veicoli con motore a iniezione diretta di benzina (motori GDI)?
2. Quanti sono in Svizzera i veicoli interessati dal problema? Quanti, al controllo d'immatricolazione, risultavano dotati di un filtro antiparticolato per motori GDI efficace (capacità di ritenzione di ca. il 98 per cento) e quanti ne erano invece sprovvisti?
3. Dati i rilevanti rischi per la salute che secondo lo studio derivano dai veicoli con motori GDI sprovvisti di apposito filtro, non sarebbe opportuno effettuare un retrofit anche per i veicoli esistenti?
4. Quali passi intende intraprendere il Consiglio federale affinché i veicoli di nuova immatricolazione siano conformi agli standard tecnici attuali?
5. È lecito supporre che i costruttori conoscessero da anni questi pesanti effetti negativi per la salute e li abbiano (di nuovo) deliberatamente taciuti?
6. Alla luce degli scandali scoppiati finora in seguito al superamento, in condizioni di guida reale, delle emissioni di CO2, NOX e, a più riprese, di particolato, l'industria automobilistica non dovrebbe essere ritenuta responsabile di deliberate e ripetute violazioni gravi della legislazione sulla protezione dell'ambiente e della salute ed essere quindi chiamata a risarcire i danni?
Begründung
I sistemi a iniezione diretta, ormai in circolazione da anni, producono in media 63 volte più particelle ultrasottili di fuliggine di un'auto diesel di sei anni munita di filtro antiparticolato, ma possono arrivare a liberarne fino a un massimo di mille volte in più. Rispetto al nerofumo emesso dai veicoli diesel, queste particelle contengono da 6 a 38 volte più sostanze cancerogene (cosiddetti idrocarburi aromatici policiclici; IPA) che, una volta inalate, finiscono, attraverso i polmoni, nell'apparato circolatorio, rimanendo di fatto per sempre nell'organismo umano, come affermato dal ricercatore dell'Empa Norbert Heeb. Secondo lo studio interdisciplinare Gasomep, il potenziale cancerogeno di questi gas di scarico è inoltre fino a 17 volte più elevato che nel caso del veicolo diesel con filtro antiparticolato esaminato, mentre il livello di benzo(a)pirene risultato dalle analisi è fino a 1700 volte superiore al limite fissato dalla direttiva UE sulla qualità dell'aria. I veicoli con motori GDI di nuova immatricolazione sono tenuti a rispettare gli stessi valori limite di particolato dei motori diesel soltanto dal 1° settembre 2018.
Stellungnahme des Bundesrates
1./5. Il progetto di ricerca interistituzionale GasOMeP, condotto tra il 2013 e il 2017, è stato finanziato dagli Uffici federali dell'ambiente (UFAM) e dell'energia (UFE). A prescindere da detto progetto è da tempo risaputo che i motori GDI producono particelle di fuliggine. Pertanto già dal 2009 la norma Euro 5 ha fissato limiti alla massa di particolato emesso. Nel 2014, con la norma EURO 6 è stato inoltre introdotto un limite al numero di particelle, in seguito inasprito, tanto che da settembre 2018 le vetture nuove possono essere immatricolate solo se dotate di filtro antiparticolato.
2. Alla fine del primo trimestre 2019 erano circa 980 000 i veicoli con motore a iniezione diretta di benzina in circolazione, di cui il 5,6 per cento dotato di filtro antiparticolato. Le prescrizioni più severe si rivelano tuttavia efficaci per quanto riguarda le nuove immatricolazioni: mentre nel 2018 solo il 18 per cento dei veicoli era munito di filtro, nell'anno in corso lo è già il 74 per cento.
3. Effettuare il retrofit di un moderno impianto di scarico installando componenti dall'efficacia duratura è tecnicamente quasi impossibile. Per questo non esistono standard internazionali per filtri antiparticolato da installare in retrofit sui veicoli a motore GDI.
Considerate le prescrizioni sui gas di scarico vigenti per le nuove immatricolazioni, nel frattempo più severe, e il progressivo rinnovo del parco veicoli (cfr. risposta 2), difficilmente ci si può attendere l'introduzione di standard di questo tipo.
4. Le normative sui gas di scarico costantemente inasprite da parte dell'Unione europea sono adottate simultaneamente anche in Svizzera.
6. Il Consiglio federale si è già espresso sulle possibilità di sanzionamento ai sensi della legislazione ambientale rispondendo all'interpellanza Thorens Goumaz 16.4026, "Caso Volkswagen. Procedura semplificata per i consumatori, rispetto del diritto della concorrenza e del principio di precauzione". Le considerazioni ivi esposte al punto 2 rimangono valide.
Risposta del Consiglio federale.