19.3856 · Interpellanza · 2019-06-21
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In Europa, gli eventi naturali più letali negli ultimi decenni sono state le ondate di calore. In Svizzera, nel giugno, luglio e agosto dell'estate canicolare 2015, vi è stato un aumento pari a circa 800 decessi rispetto a un'estate nella media. Ciò significa un aumento del tasso di mortalità del 5,4 per cento. Nell'estate canicolare 2003, il tasso di mortalità supplementare fu addirittura del 6,9 per cento. È quanto si evince dal rapporto del 2017 dell'Ufficio federale dell'ambiente "Rischi e opportunità legati ai cambiamenti climatici". Tuttavia, il rapporto evidenzia anche altre minacce per la salute umana derivanti dal cambiamento climatico: la zanzara tigre asiatica si è insediata in Svizzera e si sta diffondendo. La zanzara tigre può trasmettere i virus delle malattie dengue, chikungunya e zika. Anche altre specie di zanzare e zecche, così come piante allergeniche esotiche si diffondono con l'aumentare delle temperature e possono trasmettere o causare malattie all'uomo. Il piano d'azione 2014-2019 "Adattamento ai cambiamenti climatici in Svizzera", che costituisce la seconda parte della strategia del 9 aprile 2014 del Consiglio federale, prevede fra l'altro misure della Confederazione per ridurre i rischi causati dai cambiamenti climatici alla salute umana. Il piano d'azione scade alla fine del 2019. Dal punto di vista della politica sanitaria, sorgono le seguenti domande:
1. Aono state adottate tutte le misure previste dalla Confederazione nell'ambito delle "Informazioni e raccomandazioni sulla protezione contro le ondate di calore"?
2. Tali misure sono sufficienti o ne occorrono altre? Cosa segue al piano d'azione in scadenza?
3. Sono state adottate tutte le misure previste dalla Confederazione per ridurre le isole di calore nelle città?
4. Tali misure sono sufficienti o ne devono seguire altre per consentire alle città di ridurre le isole di calore, così pericolose per anziani, malati e neonati?
5. Le città e i Comuni degli agglomerati urbani potrebbero beneficiare di un sostegno finanziario nel quadro di un programma d'incentivazione della Confederazione per misure volte a ridurre le isole di calore?
6. Quali sono le conoscenze tratte dalla sorveglianza, dall'individuazione precoce e dalla prevenzione di malattie infettive trasmesse da vettori in seguito ai cambiamenti climatici? Negli ultimi cinque anni sono stati osservati sviluppi attribuibili ai cambiamenti climatici?
7. Quali sono i risultati del monitoraggio, svolto negli ultimi cinque anni, delle specie esotiche di zanzare potenzialmente portatrici di malattie?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Tutte le misure previste dalla Confederazione nell'ambito delle "Informazioni e raccomandazioni sulla protezione contro le ondate di calore" che l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sta al momento elaborando sono state attuate. Per conseguire gli obiettivi, i materiali informativi sulla protezione contro le ondate di calore, già elaborati congiuntamente dall'UFSP e dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) dopo l'estate canicolare 2003, sono stati rielaborati nel 2016. Oltre a fornire indicazioni sul comportamento da tenere in caso di canicola, tali materiali servono per sensibilizzare i destinatari, vale a dire la popolazione e gli operatori sanitari e sociali. Sulla base di una valutazione dei piani di misure in caso di ondate di calore emanati dai Cantoni, nel 2017 l'Istituto tropicale e di salute pubblica svizzero (Swiss TPH) ha elaborato per conto dell'UFSP un catalogo di misure utili per ridurre al minimo le conseguenze negative delle ondate di calore sulla salute destinato alle autorità. Con questa toolbox di misure, Cantoni, città e Comuni dispongono di una base valida per pianificare e attuare le misure di protezione della popolazione in caso di ondate di calore. Nell'estate 2018 è emerso che nei Cantoni che avevano attivato piani di misure per far fronte alle ondate di calore (GE, VD, FR, VS, NE, TI), la mortalità legata alla canicola è stata inferiore rispetto a quelli che non avevano adottato simili piani. Il piano d'azione "Adattamento ai cambiamenti climatici in Svizzera" 2014-2019 sarà prorogato per il periodo 2020-2025, nel quale è prevista anche una misura dell'UFSP che mira a far conoscere meglio gli strumenti disponibili per far fronte alle ondate di calore. Oltre a queste misure risultanti dal piano d'azione, periodicamente viene perfezionato anche il sistema d'allerta in caso di canicola predisposto dall'Ufficio federale di meteorologia e climatologia (MeteoSvizzera). L'arrivo e la durata delle ondate di calore sono oggi prevedibili con diversi giorni di anticipo. Le relative allerte sono quindi possibili e contribuiscono in modo significativo affinché le parti interessate (ad es. ospedali, case di riposo ecc.) possano prepararsi alle canicole.
3.-5. Tutte le misure previste dalla Confederazione per ridurre le isole di calore nelle città sono state attuate. Con la pubblicazione "Ondate di calore in città" dell'UFAM e dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), dal 2018 città e Comuni dispongono di una base per uno sviluppo degli insediamenti adattato al clima. Questa pubblicazione contiene la descrizione sistematica di numerose e valide istruzioni operative su come adattarsi allo stress termico, illustrate con esempi concreti. Prendere in considerazione il crescente stress termico nello sviluppo degli insediamenti costituisce il punto di partenza. Soltanto un numero esiguo di Cantoni e città si sono concentrati su questo aspetto, svolgendo analisi climatiche per lo sviluppo degli insediamenti.
Nella corrente fase 2019-2022 del programma pilota "Adeguamento ai cambiamenti climatici", la Confederazione sostiene 15 progetti concernenti lo sviluppo degli insediamenti adattato al clima che, tra l'altro, prevedono l'analisi dell'effetto rinfrescante di materiali da costruzione, rivestimenti stradali e alberi, la verifica della riduzione dello stress termico negli edifici scolastici oppure lo sviluppo di strategie per l'allestimento di aree, quartieri e agglomerati adattati al clima. Le basi scientifiche concernenti le isole di calore in Svizzera sono ancora limitate. Da un lato, mancano misurazioni a lungo termine effettuate in zone urbane, utili per poter trarre indicazioni sui potenziali cambiamenti; dall'altro, esistono soltanto singoli modelli numerici in grado di simulare ad alta risoluzione queste isole di calore. Lo studio "Städtische Wärmensel in der Schweiz - klimatologische Studie mit Messdaten in fünf Städten" di MeteoSvizzera mostra l'effetto delle isole di calore.
6./7. La presenza della zanzara tigre asiatica (Aedes albopictus) è stata registrata per la prima volta nel 2003 nel sud del Ticino. Dal 2015 è presente anche nella Mesolcina meridionale (GR). A nord delle Alpi si registrano sempre più casi di ritrovamenti isolati. Benché l'insediamento sia favorito dal riscaldamento climatico, il primo mezzo di diffusione è il traffico transalpino. Dal monitoraggio della zanzara tigre condotto negli ultimi cinque anni è emerso che è possibile combattere le popolazioni insediatesi nella Svizzera meridionale in modo da escludere la trasmissione di malattie tropicali. Ad oggi, in Svizzera non sono comparse malattie trasmesse dalla zanzara tigre asiatica. La zanzara giapponese (Aedes japonicus), che dal 2007 si è diffusa nell'intero Altipiano germanofono, non è classificata come importante vettore di malattie. I cambiamenti climatici sono la causa di condizioni ambientali più favorevoli per determinate specie invasive, ma non solo: creano migliori condizioni d'insediamento anche per vettori autoctoni come zanzare o zecche. Con l'aumento delle temperature, ad esempio, le zecche possono diffondersi anche a quote più elevate. Di conseguenza, anche l'area di diffusione delle zecche infette da borreliosi può espandersi. Le attività di individuazione precoce e di sorveglianza dei vettori e delle malattie da essi trasmesse proseguiranno e, se necessario, verranno intensificate.
Risposta del Consiglio federale.