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19.3893 · Mozione · 2019-06-21

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare le necessarie modifiche di legge e di adottare altre misure affinché le identità elettroniche (e-ID) legalmente riconosciute in Svizzera possano essere utilizzate in Europa e, viceversa, le e-ID europee possano esserlo nel nostro Paese. All'occorrenza andranno intavolate trattative volte a concludere pertinenti trattati con l'UE e Stati terzi.

Begründung

In Parlamento è pendente la nuova legge federale sui servizi d'identificazione elettronica (Legge sull'ID), che prevede l'introduzione di un'identità elettronica (e-ID) riconosciuta dallo Stato. Il campo d'applicazione della legge è limitato alla Svizzera. Non è pertanto garantito che in futuro un'e-ID svizzera potrà essere utilizzata anche all'estero, ad esempio nei Paesi limitrofi o in altri Stati dell'UE. Viceversa, non è disciplinato l'impiego di e-ID di altri Paesi in Svizzera. Ciò ostacola le relazioni commerciali elettroniche, fatto incomprensibile alla luce della crescente digitalizzazione e degli intensi scambi economici con i Paesi limitrofi.

Nel suo messaggio concernente la legge sull'ID, il Consiglio federale scrive che il quadro giuridico presentato nel disegno di legge è strutturato in modo da consentire un successivo riconoscimento reciproco dei sistemi di e-ID tra la Svizzera e l'UE (in base al regolamento eIDAS), singoli Stati membri o Stati terzi. A tale scopo occorrerebbe tuttavia ancora concludere pertinenti trattati. La presente mozione intende incaricare il Consiglio federale di avviare i passi necessari affinché le e-ID svizzere possano essere utilizzate senza ostacoli in Europa, e viceversa.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La legge federale sui servizi d'identificazione elettronica (legge sull'ID) intende promuovere comunicazioni elettroniche sicure tra privati e con le autorità. Tali comunicazioni sono sempre più spesso effettuate anche oltre i confini nazionali. Per questo motivo, il Consiglio federale ritiene importante che una futura e-ID svizzera possa essere utilizzata anche nei Paesi limitrofi e in altri Stati membri dell'UE. La soluzione svizzera proposta nel disegno di legge e nel messaggio è stata pertanto impostata in modo da essere equivalente al diritto dell'UE. Un trattato è tuttavia necessario per garantire il riconoscimento reciproco dei mezzi d'identificazione elettronica.

I lavori parlamentari relativi alla legge sull'ID sono in corso. Occorre attenderne la conclusione per conoscere l'impostazione giuridica definitiva della legge. Inoltre, la legge sull'ID e le sue disposizioni esecutive non potranno verosimilmente entrare in vigore prima della metà del 2021. L'eventuale conclusione di un trattato con l'UE al fine di garantire il libero utilizzo dei mezzi d'identificazione elettronica svizzeri dipenderà anche dal clima politico europeo, che influenzerà lo scadenzario e le modalità di tale obiettivo. Al contempo, dato che quasi il 40 per cento degli Svizzeri all'estero vive al di fuori dell'Europa, si tratterà pure di vagliare la possibilità di concludere accordi specifici con alcuni dei principali Paesi d'emigrazione extraeuropei. Occorre puntare a concludere accordi di questo tipo anche con altri Paesi con cui la Svizzera intrattiene intense relazioni commerciali.

Alla luce di questa situazione, il Consiglio federale ritiene prematuro intavolare sin d'ora con l'UE e Paesi terzi trattative volte alla conclusione dei pertinenti trattati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.