19.3938 · Mozione · 2019-06-21
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rendere accessibile a tutti la previdenza vincolata del pilastro 3a, indipendentemente dalla situazione reddituale.
Begründung
Il terzo pilastro è una delle colonne portanti della previdenza per la vecchiaia. Per principio possono ricorrervi tutti coloro che conseguono un reddito soggetto all'AVS svizzera, come pure le persone in cerca di lavoro aventi diritto all'indennità di disoccupazione, i frontalieri e i soggiornanti settimanali, i beneficiari di una rendita AI con una capacità di guadagno residua accertata e i pensionati che continuano a lavorare (fino a cinque anni dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento).
Sono invece esplicitamente esclusi dalla possibilità di effettuare versamenti al pilastro 3a le casalinghe e i casalinghi, chi vive di rendita, nonché i coniugi e i partner registrati che collaborano nell'azienda del coniuge o del partner registrato nel quadro dell'obbligo di assistenza coniugale. Questa distinzione ha poco senso, poiché lo scopo principale del terzo pilastro, in combinazione con l'AVS e con la cassa pensioni, è quello di garantire la copertura dei bisogni finanziari nella vecchiaia. Se una famiglia decide che uno dei genitori rimane a casa per accudire i figli, questo genitore non può costituirsi una previdenza per la vecchiaia privata. Lo stesso vale per gli studenti e le persone retribuite a ore che non conseguono un reddito soggetto all'AVS. Queste persone sono doppiamente penalizzate, dato che non versano nemmeno contributi alla cassa pensioni. Nella vecchiaia esse beneficiano pertanto soltanto della rendita AVS. L'apertura del terzo pilastro rafforzerebbe la previdenza per la vecchiaia privata nel suo complesso. Anche già solo piccoli importi o versamenti effettuati da terzi contribuirebbero, nel corso degli anni, alla costituzione di un capitale previdenziale che permetterebbe agli assicurati di essere finanziariamente indipendenti nella vecchiaia.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Contrariamente all'AVS, l'assicurazione universale per la vecchiaia e per i superstiti, il secondo pilastro e il pilastro 3a sono assicurazioni che presuppongono per principio l'esercizio di un'attività lucrativa. Possono dunque assicurarsi nel pilastro 3a soltanto le persone che esercitano un'attività lucrativa e sono affiliate all'AVS. I redditi sostitutivi quali le indennità giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) sono equiparati a un reddito dell'attività lucrativa.
Il Consiglio federale e il Parlamento hanno già esaminato e respinto a più riprese la possibilità di un'assicurazione per le persone senza attività lucrativa nel pilastro 3a, ad esempio nel quadro della mozione Markwalder 11.3983, "Apertura del pilastro 3a alle persone senza attività lucrativa" e dell'iniziativa parlamentare Nabholz 96.412, "Apertura del pilastro 3a ai gruppi di persone che non esercitano un'attività lucrativa". Il Consiglio federale continua a ritenere giusta questa posizione, poiché soltanto riservando la previdenza individuale fiscalmente agevolata (e quindi indirettamente sussidiata dallo Stato) ai soli lavoratori è possibile preservare l'incentivo all'esercizio di un'attività lucrativa. La soppressione di questo incentivo sarebbe economicamente insensata, tanto più in considerazione dell'attuale contesto caratterizzato da una carenza di personale qualificato e da una struttura sfavorevole della piramide delle età. Chi non ha necessità di lavorare, per esempio chi vive di rendita, può palesemente provvedere in altro modo alla propria previdenza. Queste persone possono vivere del loro patrimonio oppure ricorrere al risparmio non agevolato fiscalmente (pilastro 3b). Di regola, grazie alla loro formazione, gli studenti esercitano successivamente un'attività lucrativa ben remunerata e possono così costituire un buon capitale previdenziale, talvolta anche superiore alla media. L'attività lucrativa delle persone che collaborano nell'azienda del coniuge o del partner registrato andrebbe remunerata e dichiarata alle assicurazioni sociali, affinché queste persone acquisiscano il diritto alle prestazioni assicurative.
Nel 2015 soltanto il 63,9 per cento della popolazione attiva ha versato contributi al pilastro 3a. Generalmente sono proprio le persone delle fasce di reddito più basse a non potersi permettere un pilastro 3a per motivi finanziari. Più il livello di formazione, e quindi anche quello di reddito, è elevato maggiore è la probabilità che vengano effettuati versamenti al pilastro 3a (v. UST, Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera 2018, www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/aktuell/neue-veroeffentlichungen.assetdetail.8167606.html; https://www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/aktuell/neue-veroeffentlichungen.assetdetail.8167622.html; d/f). A beneficiare dell'auspicata apertura del pilastro 3a alle persone senza attività lucrativa sarebbero pertanto soprattutto persone che effettuerebbero versamenti in primo luogo a scopo di ottimizzazione fiscale, il che comporterebbe notevoli perdite fiscali.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.