19.4007 · Interpellanza · 2019-09-11
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
La sfrenata immigrazione dall'Unione europea comporta gravi ripercussioni sulla salute delle nostre assicurazioni sociali. Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Le rendite transitorie proposte dal Consiglio federale vanno intese come ammissione che l'immigrazione sfrenata spinge i lavoratori svizzeri più anziani a ricorrere alle assicurazioni sociali, poiché in caso di perdita del lavoro in età avanzata non hanno praticamente possibilità di trovare di nuovo un impiego adeguato in un mercato del lavoro contraddistinto da un'offerta eccessiva di cittadini UE e frontalieri?
2. Se come sostiene il Consiglio federale l'immigrazione sfrenata alimenta il benessere, perché
- il tasso di povertà stagna invece di diminuire;
- aumenta la disoccupazione fisiologica?
3. Come si spiega che la Svizzera latina, in gran parte costituita da regioni con molti frontalieri, registra tassi di disoccupazione strutturalmente più elevati rispetto alla Svizzera tedesca?
4. A partire da quando le persone immigrate in virtù dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone percepiranno prestazioni AVS superiori ai contributi da loro versati?
5. Quanti di loro trascorrono la vecchiaia in Svizzera e percepiscono inoltre prestazioni complementari?
6. Quanti lavoratori immigrati dall'UE sono considerati "working poor", ossia dipendono dal sostegno dello Stato nonostante svolgano un'attività lucrativa?
Begründung
Secondo il messaggio concernente l'iniziativa popolare "per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)", l'immigrazione sfrenata non comporta spese sociali più elevate. In ogni caso il presunto aumento del benessere grazie all'immigrazione non si riflette in una diminuzione delle spese sociali. Nonostante i buoni dati economici, il tasso di povertà resta infatti irriducibilmente costante. Il rapporto annuale 2017 sulle assicurazioni sociali parla di rischi finanziari per le assicurazioni in ragione dell'aumento dell'immigrazione e constata che dopo ogni rallentamento dell'economia aumenta la disoccupazione fisiologica. Nel suddetto messaggio si presumono semplicemente cause strutturali per i tassi di disoccupazione più elevati nella Svizzera occidentale e in Ticino.
D'altra parte, quanto a lungo gli immigrati versano contributi nella nostra previdenza per la vecchiaia e quali diritti alla rendita avranno in futuro non è rilevante soltanto per la prossima revisione dell'AVS.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le prestazioni transitorie fanno parte del pacchetto di misure adottato il 15 maggio 2019 dal Consiglio federale per rafforzare il potenziale di manodopera residente. Gran parte del pacchetto consta di misure tese a migliorare le opportunità sul mercato del lavoro, in particolare per le persone più anziane. Le prestazioni transitorie intendono permettere alle persone che hanno perso il posto dopo aver lavorato a lungo e che non riescono a reinserirsi professionalmente di superare in maniera dignitosa il periodo tra l'esaurimento del diritto all'indennità dell'assicurazione contro la disoccupazione dopo i sessant'anni e il raggiungimento dell'età pensionabile. Il fatto, assodato, che le opportunità di reinserimento professionale delle persone più anziane che hanno perso il posto sono minori di quelle dei lavoratori più giovani non è in alcun modo correlato all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC).
2. Negli ultimi anni l'immigrazione ha ben risposto alla domanda di specialisti e ha pertanto contribuito a rafforzare l'economia.
Il tasso di povertà non dipende direttamente dall'andamento economico, bensì è influenzato da numerosi fattori sociali e individuali. Si focalizza inoltre sul segmento dei redditi più bassi. Il livello generale di vita in Svizzera è misurato in base al reddito medio disponibile, aumentato nettamente tra il 1998 e il 2016. La disoccupazione aumenta e diminuisce in funzione dell'andamento congiunturale. L'andamento della disoccupazione dopo la crisi finanziaria è stato influenzato in maniera determinante dal fatto che la congiuntura economica è stata frenata a più riprese dalla crisi dell'euro e dal conseguente apprezzamento del franco svizzero. La quota dei disoccupati di lunga durata in rapporto ai disoccupati complessivi è sì aumentata, passando dal 13,1 per cento al 21,4 per cento tra il 2009 e il 2010, ma si è di nuovo stabilizzata al 16,3 per cento nel 2017. Il Consiglio federale non prevede un consolidamento della disoccupazione a un livello elevato.
3. Le differenze strutturali constatate tra il tasso di disoccupazione registrato nella Svizzera tedesca e quello riscontrato nelle regioni latine del nostro Paese non sono riconducibili a un unico fattore. Infatti, anche le specificità delle strutture economiche e demografiche influiscono sul livello di disoccupazione. A titolo di esempio, Cantoni svizzero-tedeschi con un'elevata percentuale di frontalieri quali Basilea Città, Basilea Campagna o Sciaffusa registrano anch'essi tassi di disoccupazione inferiori a quelli dei Cantoni di Ginevra, Neuchâtel e Vaud.
4. Non sono disponibili analisi dettagliate a tale proposito. Tuttavia, se si presume un periodo medio di contribuzione di circa 25 anni per le persone immigrate nel quadro dell'ALC, ciò significa che la prima ondata di pensionamenti non dovrebbe verificarsi prima del 2032. Ma dato che immigrati più giovani continueranno a versare contributi in favore dell'AVS, probabilmente le rendite percepite supereranno i contributi versati soltanto in un futuro lontano. Ciò dipende tuttavia in misura determinante dalla futura evoluzione dell'immigrazione nel quadro dell'ALC.
5. A fine 2018 129 300 persone provenienti dallo spazio UE28/AELS ricevevano una rendita di vecchiaia in Svizzera. 26 100 persone percepivano prestazioni complementari alla rendita di vecchiaia.
6. Nel 2016 5621 cittadini UE/AELS immigrati in Svizzera nel quadro dell'ALC dopo il 2002 esercitavano un'attività lucrativa beneficiando nel contempo dell'aiuto sociale. Ciò corrisponde all'1 per cento di tutte le persone di questo gruppo esercitanti un'attività lucrativa. Ad esse vanno aggiunte 4154 persone immigrate dall'UE prima dell'introduzione dell'ALC. In quest'ultima categoria la quota di persone attive beneficianti dell'aiuto sociale ammontava all'1,4 per cento.
Risposta del Consiglio federale.