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Immigrazione clandestina, l'Italia riapre i porti. Il Consiglio federale è pronto a sospendere Schengen?

19.4082 · Interpellanza · 2019-09-19

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il "nuovo" governo italiano (uno dei più a sinistra della storia della Repubblica) ha riaperto i porti della vicina Penisola all'immigrazione clandestina, cambiando radicalmente la linea dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini (Lega).

Se il Ticino - e quindi la Svizzera - ha potuto beneficiare di un numero inferiore di domande d'asilo da parte di migranti economici sbarcati in Italia, ciò si deve in buona parte alla politica rigorosa adottata da Salvini.

I risultati del cambiamento di rotta del "nuovo" governo italiano si sono visti ben presto, ed infatti il numero di clandestini sbarcati in Italia è triplicato nel giro di soli dieci giorni.

Di recente la nuova presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha dichiarato che occorre ripensare le regole di Dublino: l'intenzione è evidentemente quella di allentare, se non cancellare, i rinvii Dublino.

Di conseguenza, la Svizzera (Ticino in particolare) deve attendersi in futuro un aumento del flusso dei migranti economici in arrivo dall'Italia senza più la possibilità di effettuare i rinvii Dublino, per lo meno non con le modalità con cui questi erano fino ad ora possibili.

Chiedo al Consiglio federale:

1. Il Consiglio federale è preparato ad un possibile importante aumento del flusso di migranti economici in arrivo dall'Italia a seguito delle nuove politiche governative italiane?

2. Qual è la posizione del Consiglio federale di fronte all'ipotesi di indebolimento o abbandono delle regole di Dublino? È pronto il Consiglio federale a sospendere, in tal caso, l'applicazione di Schengen?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale si impegna a mantenere le buone relazioni bilaterali nel settore della migrazione anche con il nuovo governo italiano. Le cifre pubblicate dalle autorità italiane (fonte: Ministero dell'Interno, Dipartimento della Pubblica sicurezza) mostrano che il numero di sbarchi registrati l'anno scorso (circa 21 000 persone) è diminuito di circa l'80 per cento rispetto al 2017 (circa 103 000 persone), e nell'anno in corso (quasi 7000 persone, stato a settembre 2019) si è ridotto ulteriormente di circa due terzi in rapporto al 2018. Il Consiglio federale segue comunque con attenzione gli sviluppi sulla rotta del Mediterraneo centrale intrattenendo un contatto regolare con le competenti autorità italiane.

Le capacità di accoglienza previste, nelle sei regioni procedurali, per le procedure d'asilo celeri eseguite dal 1° marzo 2019 sono in grado di assorbire fluttuazioni fino a 24 000 domande d'asilo all'anno. Al momento i centri federali d'asilo previsti non sono ancora tutti operativi, ma permettono già di alloggiare fino a 20 000 richiedenti l'asilo all'anno. Nel 2019 il numero di nuove domande d'asilo dovrebbe essere inferiore a questa cifra.

2. Il regolamento di Dublino definisce il quadro legale che disciplina a livello europeo la competenza per il trattamento di una domanda d'asilo. Il Consiglio federale è consapevole che questa regolamentazione presenta lacune che in parte hanno gravato notevolmente i Paesi alle frontiere esterne di Schengen. Da anni si adopera pertanto in favore di una riforma strutturale a lungo termine che renda il sistema Dublino più equilibrato e resistente alle crisi. Secondo la nuova Commissione europea, la riforma del sistema d'asilo in Europa resta prioritaria. Il Consiglio federale sostiene gli sforzi profusi in tal senso dalla Commissione. L'obiettivo è migliorare la ripartizione della responsabilità tra gli Stati Dublino e contrastare in maniera efficace la migrazione secondaria in Europa.

Nel complesso, la cooperazione Dublino resta importante e vantaggiosa per la Svizzera. Senza l'associazione a Dublino, la Svizzera sarebbe competente per l'esame materiale di tutte le domande d'asilo presentate nel nostro Paese. In tal modo, una parte considerevole dei richiedenti l'asilo di competenza di un altro Stato Dublino resterebbe per lungo tempo in Svizzera. Il sistema Dublino ha finora permesso di sgravare in maniera importante il settore dell'asilo e dei rifugiati in Svizzera. Per questi motivi, la sospensione dell'accordo di Schengen - e quindi anche di quello di Dublino - non sarebbe una via percorribile per la Svizzera, in quanto non contribuirebbe a rendere più efficiente il sistema d'asilo svizzero.

Risposta del Consiglio federale.

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