19.4095 · Interpellanza · 2019-09-23
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il 29 agosto 2019 i media hanno riferito che l'Ospedale universitario di Zurigo ha allestito una nuova unità d'isolamento per il trattamento di pazienti affetti da malattie altamente contagiose quali l'Ebola (www.tagesanzeiger.ch/zuerich/region/neue-isolierstation-fuer-ebolafaelle-am-unispital-zuerich/story/16602697). Oltre che a quello di Zurigo, anche all'Ospedale universitario di Ginevra (HUG) è stato conferito un mandato di prestazioni in tal senso dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS). Secondo quanto dichiarato dalla direzione del laboratorio di microbiologia dell'HUG, il centro ginevrino è in grado di trattare al massimo due pazienti alla volta. In passato per il trattamento di un solo paziente contagiato dall'Ebola a Ginevra sono state impiegate a turno più di venti persone in totale. A causa delle misure di sicurezza sul lavoro l'assistenza sanitaria richiede molto personale. Si pongono pertanto le domande seguenti:
1. Su quale scenario si basa la CDS per allestire la sua pianificazione, ossia quanti pazienti devono poter essere curati contemporaneamente?
2. Secondo la Confederazione quanti centri sono necessari nella situazione attuale?
3. Nella pianificazione si tiene conto del fatto che i sintomi si manifestano solo dopo un periodo di incubazione e che quindi il primo contatto tra le persone che tornano da un viaggio e il sistema sanitario è ripartito tra i Cantoni di residenza?
4. Come coordina la Confederazione l'allestimento e il sostegno delle apposite unità di trattamento dei diversi Cantoni?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nel piano per il coordinamento della prestazione e il finanziamento nel trattamento di malattie del tipo Ebola, elaborato dalla Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità e dall'Ufficio federale della sanità pubblica, si presuppone che in Svizzera possano essere curate contemporaneamente al massimo cinque persone.
2. Per i casi del tipo Ebola è necessario concentrare le prestazioni in poche strutture, in modo da proteggere al meglio il personale e tutta la popolazione dal contagio di un agente patogeno pericoloso e, al contempo, fornire le prestazioni più efficienti possibili. Per questo motivo il mandato di prestazioni è stato conferito agli ospedali universitari di Ginevra e Zurigo, che dispongono del personale e soddisfano gli speciali requisiti infrastrutturali necessari a un trattamento sicuro ed efficace. A Zurigo sono attualmente in corso le necessarie ristrutturazioni architettoniche. Secondo la Confederazione e i Cantoni le capacità a disposizione saranno sufficienti.
3. È improbabile che viaggiatori contraggano il virus dell'Ebola senza accorgersene in una regione endemica e che al loro ritorno in Svizzera contagino il personale medico e infermieristico al manifestarsi della malattia. Questo è quanto chiaramente emerso, anche a livello globale, sia durante la più virulenta epidemia di Ebola mai conosciuta tra il 2014 e il 20116 in Africa occidentale sia durante l'attuale epidemia nella Repubblica democratica del Congo. Ad ogni modo, in caso di fondato sospetto d'infezione, in Svizzera la persona interessata sarebbe immediatamente ricoverata in uno degli ospedali designati, dove verrebbe sottoposta ad accertamenti e, se necessario, curata.
Per l'evacuazione medica di una persona contagiata (p. es. i collaboratori di ONG attive in una regione endemica) si applicano piani appositamente elaborati. Il trasporto nel 2014 dalla Sierra Leone in Svizzera di un medico contagiato dall'Ebola e il trattamento efficace cui è stato sottoposto a Ginevra hanno dimostrato che le procedure previste sono sicure e funzionano.
4. Oltre agli ospedali universitari di Ginevra e Zurigo, non sono necessarie o previste altre strutture per il trattamento di pazienti affetti da malattie del tipo Ebola.
Risposta del Consiglio federale.