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Garantire a lungo termine la sostenibilità economica in combinazione con la biodiversità nel bosco

19.4222 · Interpellanza · 2019-09-26

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Secondo i ricercatori del Politecnico federale di Zurigo i cambiamenti climatici possono essere rallentati con l'imboschimento delle foreste. Il bosco è uno dei più preziosi regali della natura: fornisce ossigeno, stocca il CO2 e produce il legno, un'esclusiva materia prima rinnovabile. Come vogliamo gestire in futuro questo regalo? Quanto il bosco soffra e si stia trasformando è purtroppo sempre più evidente. Questo sviluppo colpisce anche specie arboree importanti dal punto di vista economico: ad esempio l'abete rosso, la principale fonte di reddito dell'economia forestale, ma anche l'abete bianco e il faggio. Mi interessa pertanto conoscere la posizione del Consiglio federale in merito al bosco del futuro. Per utilizzare il bosco anche in futuro occorrono misure adeguate. Numerose imprese della filiera del legno dipendono dal bosco quale fornitore di materia prima per i loro posti di lavoro e di formazione. È nell'interesse generale che la biodiversità conservi anche in futuro la sua importanza.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Come deve essere strutturato il bosco del futuro per quanto riguarda il bosco di produzione e quindi in riferimento all'importante e molto auspicabile utilizzo del legno in armonia con la biodiversità?

2. Quali sviluppi concreti si attende il Consiglio federale per le specie arboree principali abete rosso, abete bianco e faggio nei prossimi dieci, venti e trent'anni?

3. Quali contromisure possono essere pianificate e quali specie arboree devono essere piantate oggi se le specie arboree menzionate mancheranno sempre più a causa della siccità e degli organismi nocivi?

4. Quali raccomandazioni concrete emana il Consiglio federale all'attenzione di proprietari di boschi, aziende forestali e industria del legno?

5. Con quali misure e in che entità la Confederazione può aiutare nella lotta contro gli organismi nocivi, in particolare il bostrico, e nel trattamento del legno infestato? Dove non può aiutare? E quali possibilità e disposizioni la Confederazione può cedere ai Cantoni?

6. Come immagina in termini concreti il Consiglio federale una silvicoltura più adattata al clima e quale sostegno può fornire la Confederazione ai proprietari di boschi e alle aziende forestali?

7. Con che celerità possono essere attuate le misure previste, in considerazione del fatto che un albero deve crescere per cinquanta a settant'anni prima di poter essere utilizzato a scopi economici.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Secondo la legge federale sulle foreste, la Confederazione e i Cantoni adottano provvedimenti che sostengono la foresta nella capacità di adempiere le sue funzioni durevolmente anche in condizioni climatiche mutate (art. 28a della legge forestale; LFo; RS 921.0). Pertanto, il bosco del futuro deve essere resiliente contro il cambiamento climatico e continuare ad adempiere tutte le sue funzioni. In questo contesto l'economia forestale svolge un ruolo particolarmente importante. La gestione del bosco deve provvedere a popolamenti forestali misti, strutturati e ricchi di specie arboree poiché sono più stabili e resistenti agli eventi estremi come le tempeste e gli organismi nocivi.

2. Il programma di ricerca pluriennale Bosco e cambiamenti climatici dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), così come altre ricerche condotte in Svizzera e all'estero, prevedono per i prossimi decenni una grave situazione di pericolo per gli abeti rossi in molte stazioni dell'Altipiano svizzero. I periodi di siccità estiva del 2018 e 2019 lasciano inoltre presupporre che il cambiamento climatico si ripercuoterà sempre più anche sugli abeti bianchi e sui faggi, indebolendoli o causandone addirittura la morte in alcune zone. I processi sembrano progredire più velocemente di quanto finora supposto.

3./4. Nell'ambito degli Accordi programmatici, la Confederazione garantisce ai Cantoni aiuti finanziari globali per i provvedimenti volti a migliorare la redditività della gestione del bosco. Vi rientrano la cura di giovani popolamenti e l'adattamento mirato di popolamenti boschivi specifici per stazione ai mutamenti delle condizioni climatiche, così come l'ottenimento di materiale di riproduzione forestale per la diversità genetica di specie arboree importanti nei popolamenti da seme. Il Consiglio federale non fornisce alcuna raccomandazione diretta ai proprietari di boschi, un compito che rientra nella competenza dei Cantoni. Tuttavia, la Confederazione promuove e sostiene al riguardo la formazione e la formazione continua del personale forestale.

5. Per prevenire la diffusione di danni boschivi occorre trattare gli alberi infestati da bostrico tempestivamente e nella misura necessaria (raccolta, decorticazione). Nel suo parere sulla mozione von Siebenthal 18.3925, il Consiglio federale ha già indicato che la Confederazione, con l'ultima revisione della legge forestale (in vigore dal 1° gennaio 2017), ha creato i presupposti giuridici per consentire l'assunzione di provvedimenti adeguati contro i danni boschivi (cause ed effetti) anche al di fuori del bosco di protezione e di sostenerli nell'ambito degli Accordi programmatici (art. 37a LFo). La Confederazione sostiene inoltre la ricerca e il monitoraggio e diffonde i dati raccolti.

6./7. La ricerca ha dimostrato che un bosco ben strutturato e ricco di specie arboree, con turno ridotto o con un processo di rigenerazione permanente, resiste meglio alle conseguenze del cambiamento climatico. Per questo la Confederazione promuove la cura di giovani popolamenti e la piantumazione di querce e di specie arboree rare. Nel bosco protetto possono essere finanziati provvedimenti complementari (ad es. per migliorare l'efficacia protettiva del bosco o per contrastare i danni boschivi). L'adeguamento del bosco al cambiamento climatico è un processo continuo per i prossimi decenni e molti proprietari di boschi hanno già iniziato a promuovere specie arboree resistenti al clima, anche con il sostegno della Confederazione e dei Cantoni.

Risposta del Consiglio federale.