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19.4273 · Interpellanza · 2019-09-26

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Quattro anni fa sono stato invitato a visitare a Sciaffusa una casa unifamiliare, una cosiddetta casa unifamiliare Energia plus. Questo edificio a energia positiva (edificio PEB) produceva non solo il 230 per cento del fabbisogno energetico totale, ma alimentava la rete pubblica con la sua considerevole eccedenza di energia solare senza emissioni di CO2. A seguito di ciò, nel dicembre del 2015 avevo presentato la mozione 15.4265, "Edifici con standard energia plus invece dell'80 per cento di perdite di energia".

Il 19 settembre 2016, in occasione della trattazione dell'oggetto nel Consiglio degli Stati, l'ex consigliera federale responsabile per le questioni dell'energia Doris Leuthard aveva dichiarato che gli edifici PEB sono "un'ottima cosa". Questo non ha però impedito al Consiglio federale e alla maggioranza del Consiglio degli Stati di respingere la mozione. Nel frattempo sono passati quattro anni. In un suo recente parere, il 29 maggio 2019 il Consiglio federale ha affermato che il settore degli edifici (35 per cento, ai quali si aggiunge l'industria con una quota del 23 per cento) e quello del traffico sono responsabili rispettivamente del 58 e del 41 per cento delle emissioni di CO2 (Ip. 19.3404). A giudizio del Collegio, il parco edifici presenta tuttora perdite di energia dell'80 per cento circa, specialmente di energie fossili responsabili delle emissioni di CO2 (Ip. 10.3873).

Se si considera che oggi una casa unifamiliare Minergie-P/Energia plus produce, senza generare emissioni di CO2, un surplus di energia solare capace di alimentare oltre venti automobili elettriche oppure visto che le eccedenze di energia solare dello stadio di calcio di Sciaffusa (Lipo Park), edificio con standard Energia plus, sono sufficienti a ricaricare oltre 300 automobili elettriche all'anno, che potranno percorrere 12 000 chilometri senza emettere CO2, sorgono le seguenti domande:

1. Dal momento che gli edifici PEB non riducono soltanto il consumo di combustibili a emissioni di CO2, ma anche quello di carburanti, e considerato che sono anche in grado di generare eccedenze di energia solare da destinare all'alimentazione della rete pubblica o dei veicoli senza emissioni di CO2, alla luce del principio di proporzionalità dell'articolo 5 capoverso 2 della Costituzione federale si pone la seguente domanda: quali misure possono ridurre le emissioni di CO2 più degli edifici Energia plus?

2. Perché gli edifici PEB non sono menzionati né nell'articolo 8 capoverso 2 della legge sul CO2 né nella legge sull'energia, sebbene garantiscano sin d'ora (dopo il termine di due anni relativo al tempo di ritorno energetico EPBT) eccedenze di energia solare generate senza emissioni di CO2 da destinare agli edifici abitativi e commerciali o ai veicoli?

3. Durante il dibattito del 23 settembre 2019 sulla legge sul CO2 è stato ammesso che le misure finora adottate nel settore degli edifici (MoPEC e standard edilizi Minergie) non permettono di raggiungere gli obiettivi fissati dal Consiglio federale e dal Parlamento in relazione all'Accordo di Parigi sul clima. A metà aprile 2019 il Consiglio federale ha confermato una capacità di produzione solare pari a 67 terawattora per anno per i tetti e le facciate degli edifici. Al tempo stesso, lo studio sugli edifici PEB stima una produzione ancora più elevata di energia solare indigena a lungo termine. Considerato il principio di proporzionalità dell'articolo 5 capoverso 2 della Costituzione, ci si chiede nuovamente: quali sono gli argomenti che impediscono di includere gli standard Minergie-P/PEB o altri standard di costruzione analoghi come parte integrante nel Programma Edifici?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è favorevole agli standard edilizi che permettono di ridurre le emissioni di CO2 nel settore delle costruzioni e di potenziare le energie rinnovabili. Gli edifici a elevata efficienza energetica che utilizzano vettori energetici rinnovabili e producono, ad esempio, energia elettrica a partire dal fotovoltaico, grazie al fatto di ridurre le emissioni di CO2 negli edifici beneficiano già oggi dei finanziamenti erogati nel quadro del Programma Edifici della Confederazione e dei Cantoni nonché della possibilità di far valere detrazioni fiscali. Gli edifici Energia plus sono tra le misure che contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO2. Oltre a questo standard edilizio, anche gli standard Minergie, SNBS (standard della costruzione sostenibile svizzera) e Aree 2000 Watt sono strumenti altrettanto efficaci per diminuire le emissioni di CO2.

Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima, sono necessari anche provvedimenti nel settore del traffico - come ad esempio prescrizioni sulle emissioni di CO2 per i veicoli nuovi (automobili, veicoli commerciali leggeri e pesanti) oppure l'obbligo di compensazione per gli importatori di carburanti - oltre che misure nei settori dell'industria o dell'agricoltura.

2. L'articolo 89 capoverso 4 della Costituzione federale (RS 101) stabilisce che le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono in primo luogo ai Cantoni. La legge del 30 settembre 2016 sull'energia (LEne; RS 730.0) e l'articolo 9 della legge del 23 dicembre 2011 sul CO2 (RS 641.71) riguardanti il settore degli edifici si basano su questo principio. Di conseguenza la responsabilità della scelta degli strumenti, ad esempio le prescrizioni riguardanti gli edifici Energia plus, spetta ai Cantoni.

3. Le misure per la promozione degli edifici Energia plus e i risanamenti degli edifici sono stati potenziati con la nuova LEne. I proventi della tassa sul CO2 per il Programma Edifici finalizzato alla riduzione delle emissioni di CO2 negli edifici sono versati ai Cantoni sotto forma di aiuti finanziari globali. Ciò presuppone che in detti Cantoni esista un programma cantonale volto a incentivare il risanamento energetico dell'involucro degli edifici e delle loro installazioni tecniche nonché a sostituire i riscaldamenti elettrici a resistenza o i riscaldamenti a nafta esistenti, basato sul modello di incentivazione armonizzato dei Cantoni (HFM 2015). L'HFM è stato elaborato dai Cantoni in collaborazione con l'Ufficio federale dell'energia. Con le sue misure "M-16: costruzione di un nuovo edificio/costruzione di un nuovo edificio sostitutivo Minergie-P" e "M-12: risanamento totale con certificato Minergie" i Cantoni possono già oggi fornire incentivi sufficienti per la costruzione di edifici Minergie-P e Minergie-A. Conformemente all'HFM, il contributo può ammontare al massimo al 50 per cento degli investimenti.

La produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici installati sulle facciate o sui tetti è sostenuta mediante la rimunerazione per l'immissione in rete di energia elettrica orientata ai costi o la rimunerazione unica (RU). Di conseguenza, gli edifici con standard Energia plus dispongono già oggi di strumenti per la produzione di elettricità e l'incremento dell'efficienza.

Risposta del Consiglio federale.