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19.435 · Iniziativa parlamentare · 2019-05-09

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

La legislazione svizzera deve essere modificata in modo tale che gli introiti derivanti dalle multe e dalle pene pecuniarie inflitte agli utenti della strada per infrazioni rilevate dagli apparecchi di controllo installati stabilmente confluiscano nel fondo AVS.

Begründung

L'auspicato nuovo disciplinamento di legge dovrà far sì che le istanze che decidono sull'installazione degli apparecchi radar sulle strade non possano essere le stesse di quelle che beneficiano degli introiti così incassati. Destinare gli introiti delle multe e delle pene pecuniarie non più ai Cantoni o ai Comuni interessati ma a un terzo (nel caso qui proposto, l'Assicurazione vecchiaia e superstiti) è la migliore garanzia che tali apparecchi vengano impiegati effettivamente per la sicurezza stradale e non per un esclusivo tornaconto.

Finora nel Cantone di Argovia non vi erano - a differenza di altri Cantoni - apparecchi fissi per il controllo della velocità né sistemi di sorveglianza della fase rossa dei semafori. La recente decisione della città di Baden di dotarsi del suo primo apparecchio radar ha dato origine nelle scorse settimane e negli scorsi mesi ad accese discussioni, sfociate in una procedura giudiziaria e in varie iniziative a livello politico. È stato fra l'altro depositato un intervento che chiede che sulla rete stradale del Cantone di Argovia vengano proibiti i controlli effettuati con radar fissi.

Anche in Argovia ci si sta dunque confrontando con una questione che da decenni si ripropone con regolarità in tutto il resto della Svizzera. Il problema centrale è stabilire se questi apparecchi servono davvero alla sicurezza del traffico stradale o se non vengono piuttosto impiegati per migliorare lo stato delle casse di Comuni e Cantoni. L'opinione pubblica rimane particolarmente contrariata nell'apprendere che, per far quadrare i conti pubblici, le autorità amministrative/autorità di polizia vengono costrette a rimpolpare determinati importi con le multe stradali.

Al testo dell'iniziativa si potrebbe opporre l'argomentazione che non vi è alcun motivo di considerare unicamente gli introiti derivanti dall'utilizzo degli apparecchi fissi. Oppure si potrebbe obiettare che non si dovrebbero considerare soltanto le multe per velocità eccessiva e per mancato rispetto del rosso al semaforo, ma per esempio anche quelle inflitte al traffico stazionario (andava in questa direzione un intervento, rimasto comunque senza esito concreto, depositato nel 2005 dall'allora consigliere nazionale Walter Glur, che proponeva anch'egli una soluzione che andava a beneficio del fondo AVS). Questi problemi di delimitazione potranno essere discussi nel dettaglio in una fase successiva dalla commissione competente, nel caso in cui l'iniziativa venisse accolta nella sua richiesta di fondo. A quel momento si potrà anche discutere dove, all'interno del quadro legale, dovrà trovar posto la disposizione (eventualmente sotto il titolo sesto della legge federale sulla circolazione stradale, dall'art. 104 segg.).

L'integrazione in una legge federale della disposizione qui proposta comporterà una riduzione delle entrate per taluni Cantoni e Comuni. Essa rappresenta tuttavia la soluzione migliore per contrastare il sentimento, sempre più diffuso fra l'opinione pubblica, che il continuo aumento in Svizzera degli apparecchi radar sia dovuto meno a ragioni di sicurezza e più alla volontà dell'ente pubblico di incassare denaro.