19.4375 · Postulato · 2019-09-27
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Per evitare la penalizzazione anticostituzionale di determinate coppie sposate nei confronti delle coppie di concubini che vivono la stessa situazione economica, il Consiglio federale è incaricato di esaminare l'opportunità di introdurre in materia di imposta federale diretta un quoziente familiare, nel modo in cui viene applicato nel Cantone di Vaud.
Begründung
Durante l'ultima sessione, per diversi motivi il Consiglio degli Stati non è entrato in materia sul messaggio del Consiglio federale concernente la modifica della legge federale sull'imposta federale diretta (Equità dell'imposizione delle coppie e delle famiglie). Una soluzione che meriterebbe di essere esaminata dal Consiglio federale è il quoziente familiare, nel modo in cui viene applicato nel settore della fiscalità del Cantone di Vaud. Tale sistema consente un'imposizione più equa delle coppie e delle famiglie rispetto ai concubini. Il quoziente è fissato all'1,8 per cento per coppia e allo 0,5 per cento per ciascun figlio a carico. Il quoziente familiare per una coppia con due figli sarà dunque pari a 2,8 per cento.
L'autorità fiscale cantonale determina il reddito di questa coppia e lo divide per 2,8. Il reddito complessivo della coppia calcolato dall'autorità fiscale sarà tassato a questa aliquota. Il Consiglio federale deve valutare anche questa soluzione ai fini di un'imposizione più equa delle coppie e delle famiglie.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il sistema del quoziente familiare previsto nel Cantone di Vaud costituisce una forma particolare di imposizione con splitting. Il modello si basa su una tariffa unitaria, applicata sia alle persone sole sia ai contribuenti coniugati.
Nel sistema del quoziente familiare i coniugi sono tassati congiuntamente, le coppie non sposate individualmente. L'entità del divisore (quoziente) permette di tenere conto della diversa capacità economica dei coniugi e delle persone sole. Contrariamente ai sistemi di splitting tradizionali, in questo caso il reddito complessivo della famiglia non è diviso per un divisore fisso, bensì per un divisore variabile a seconda delle dimensioni dell'economia domestica, ovvero per un quoziente familiare commisurato al numero delle persone che compongono la famiglia. Anziché prendere in considerazione la deduzione per figli, si tiene conto delle spese per questi ultimi mediante un quoziente specifico.
Negli ultimi anni, nell'ambito di analisi e rapporti esaustivi, il Consiglio federale ha esaminato l'eliminazione della penalizzazione fiscale dei coniugi nell'ambito dell'imposta federale diretta. A tal fine, ha sottoposto a un'accurata verifica numerosi modelli possibili, come l'imposizione individuale, la tariffa multipla con calcolo alternativo dell'imposta così come vari sistemi di splitting, incluso quello del quoziente familiare.
Dopo aver esaminato i modelli in questione, l'Esecutivo è giunto alla conclusione che il modello del calcolo alternativo dell'imposta è la soluzione più indicata per eliminare in modo mirato e rapido la penalizzazione del matrimonio nell'ambito dell'imposta federale diretta. Come già esposto dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Addor 19.3450, il sistema del quoziente familiare è risultato meno adatto del modello proposto per i motivi illustrati di seguito.
Se nel sistema del quoziente familiare alle coppie sposate si applica uno splitting parziale pari a 1,8, come avviene nel Cantone di Vaud, anziché quello integrale, la penalizzazione fiscale dei coniugi non viene eliminata completamente, anzi: nel caso di famiglie con più figli e reddito elevato la progressione viene interrotta in modo netto. Questo effetto può essere attenuato limitando l'agevolazione fiscale accordata alle famiglie con molti figli e reddito elevato (come previsto nel Cantone di Vaud).
Al pari di tutti i sistemi di splitting, il sistema del quoziente familiare sgrava sensibilmente i coniugi. Ne consegue un fiscale molto elevato per le persone sole. Inoltre, i disincentivi al lavoro sono maggiori rispetto ad altri modelli, poiché l'aliquota fiscale marginale è più alta. Ciò è determinato anzitutto dall'imposizione congiunta: l'onere fiscale marginale del partner che realizza il secondo reddito e che reagisce con relativa elasticità non è computato partendo da zero, bensì dall'aliquota marginale del partner che realizza il primo reddito. Per questa ragione, il suddetto sistema crea un effetto deterrente più marcato. In secondo luogo, sgrava in misura particolarmente consistente i coniugi con reddito unico e il coniuge che consegue il primo reddito nelle coppie con doppio reddito. Tuttavia, dato che il sistema del quoziente familiare non tiene conto del tasso di occupazione dei coniugi con doppio reddito, questi reagiscono in modo molto diverso alla riduzione dell'onere fiscale e tendono meno ad attivare la loro forza lavoro rispetto a quanto avverrebbe nel sistema dell'imposizione individuale o del calcolo alternativo dell'imposta. Ne risulta quindi un importante effetto di trascinamento.
Da un esame ulteriore del sistema del quoziente familiare non emergerebbe alcuna nuova informazione essenziale.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.