La "Casa dell'altra Svizzera": un luogo vivo dedicato alle vittime di internamenti amministrativi
19.4397 · Interpellanza · 2019-12-03
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti.
1. Sostiene la proposta della CPI di istituire a Berna una "Casa dell'altra Svizzera", dedicata alle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale?
2. È disposto a svolgere i lavori progettuali necessari per istituire un tale centro di competenza in collaborazione con la città e il Cantone di Berna, le persone internate e altri attori?
3. Oltre al lavoro progettuale, in che modo la Confederazione può sostenere concretamente la realizzazione di questo progetto?
Begründung
Il 2 settembre 2019, il rapporto della Commissione peritale indipendente (CPI) sugli internamenti amministrativi in Svizzera tra il 1930 e il 1981 è stato consegnato alla consigliera federale Karin Keller-Sutter. Il 15 novembre è stato discusso nella Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, che ne ha preso atto. Il rapporto rileva che nel corso del XX secolo "almeno" 60 000 persone sono state oggetto, in base a misure coercitive, di un internamento amministrativo a tempo indeterminato in circa 650 istituti. Questo documento indica chiaramente una prassi sistematica da parte del sistema giuridico dell'epoca, che imponeva valori morali e violava diritti fondamentali.
Nel rapporto, la CPI formula raccomandazioni per la riabilitazione delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale. Oltre a prestazioni finanziarie, propone l'istituzione di una "Casa dell'altra Svizzera" quale luogo vivo della memoria. Questo progetto mira a riunire sotto lo stesso tetto, nella capitale federale, il sostegno all'impegno civico e l'accesso alla conoscenza. Ma ancor più, conferisce visibilità pubblica e legittimità alla storia delle misure coercitive a scopo assistenziale e alle persone oggetto di tali misure.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha già rilevato nella sua risposta all'interpellanza Rechsteiner 19.4271 ("Raccomandazioni della Commissione peritale indipendente Internamenti amministrativi") che il processo di riparazione e di analisi storica delle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 non termina con il riconoscimento delle ingiustizie subite dalle vittime e il pagamento dei contributi di solidarietà. In questo contesto, i risultati delle ricerche della CPI pubblicati a settembre 2019 e le conclusioni cui giungerà il Programma nazionale di ricerca 76 "Assistenza e coercizione" saranno determinanti per decidere in merito agli ulteriori passi. Singole richieste tratte dalle raccomandazioni della CPI sono state riprese in interventi parlamentari, in particolare a livello federale, e alcune già trattate, come quella di abrogare o prorogare il termine per la presentazione di domande di contributi di solidarietà. Il Consiglio federale si è dichiarato disposto ad attuare rapidamente le decisioni che il Parlamento prenderà in favore delle vittime.
1./2. La CPI ha lanciato l'idea di fondare una "Casa dell'altra Svizzera", destinata in particolare a rappresentare un luogo della memoria che conferisca visibilità pubblica e legittimità alla storia delle misure coercitive a scopo assistenziale e alle persone oggetto di tali misure. Secondo l'articolo 16 della legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE; RS 211.223.13) spetta in primo luogo ai Cantoni creare tali simboli commemorativi. Il Consiglio federale approva pertanto che il Cantone e la città di Berna nonché eventualmente privati promuovano l'iniziativa di una tale "Casa dell'altra Svizzera".
3. Nel processo di riparazione il Consiglio federale si concentra, oltre che sulla diffusione dei risultati delle analisi scientifiche relative alle misure coercitive a scopo assistenziale, sul potenziamento del sostegno finanziario a progetti di aiuto reciproco. A tal fine, nel quadro della discussione del preventivo 2020 il Parlamento ha aumentato sostanzialmente il pertinente credito per i prossimi anni. Alla luce della situazione è ipotizzabile che le richieste e i progetti correlati all'idea di una "Casa dell'altra Svizzera" che adempiono i criteri fissati per un progetto di aiuto reciproco vengano sostenuti finanziariamente dalla Confederazione.
Risposta del Consiglio federale.