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19.4450 · Interpellanza · 2019-12-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nel giugno 2019 diversi giornali, basandosi sui risultati di uno studio commissionato dalla Confederazione e condotto dall'istituto di ricerca indipendente BASS (Büro für arbeits- und sozialpolitische Studien), hanno riferito che una donna su sette perde il lavoro a seguito della maternità. Lo studio giunge alla conclusione che dopo il parto, il 15 per cento delle donne deve prendersi una pausa dal lavoro contro la propria volontà. Spesso (11%) il motivo è da ricondurre a un licenziamento o all'assenza della possibilità di lavorare a tempo parziale. Il quattro per cento delle donne deve rinunciare a lavorare per un certo periodo perché mancano posti per la custodia dei bambini o per altri problemi. Stando allo studio condotto da Bass, siccome il 71 per cento delle madri torna al lavoro solo dopo il periodo di protezione dal licenziamento di 16 settimane (in media si riprende l'attività lavorativa dopo 22 settimane), al ritorno dal congedo le donne non sono protette dal licenziamento. Uno dei motivi per cui le donne tornano al lavoro solo dopo il periodo di protezione dal licenziamento è che considerano il congedo di maternità troppo breve e lo prolungano a proprie spese. Inoltre, l'80 per cento dei casi di gravidanza, le donne non lavorano a tempo pieno fino al parto, ovvero a un certo punto passano al part time.

Per potere discutere con cognizione di causa di misure adeguate, occorre verificare in quale misura i risultati dello studio valgano per le imprese parastatali, quali FFS, Posta e Swisscom. In questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Quante donne tornano al lavoro dopo il congedo di maternità?

2. Quante donne prolungano il congedo di maternità a proprie spese?

3. Quante donne riducono il tempo di lavoro dopo la maternità?

4. Quante madri danno le dimissioni dopo il congedo di maternità?

5. Quante donne vengono licenziate dopo il congedo di maternità?

6. Quali sono i motivi indicati per la riduzione del grado di occupazione, il prolungamento del congedo, il licenziamento o le dimissioni?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale dirige le imprese parastatali FFS, Posta e Swisscom per mezzo di obiettivi strategici; di regola, non interferisce sulle relative attività operative. Il Collegio si aspetta che le imprese perseguano l'obiettivo di una politica del personale progressista e socialmente responsabile, offrendo condizioni d'impiego interessanti e impegnandosi a favore della conciliabilità tra famiglia e lavoro. Le domande formulate dall'autrice dell'interpellanza sono state inoltrate a FFS, Posta e Swisscom.

Domanda 1

Negli ultimi tre anni, il 94 per cento delle collaboratrici delle FFS è tornato al lavoro dopo il congedo di maternità (2017: 93%, 2018: 95%, 2019: 94%).

Nel 2018, l'81 per cento delle collaboratrici della Posta ha ripreso la propria attività lavorativa dopo il congedo di maternità (i dati 2018 della Posta sono rappresentativi anche per il 2017 e il 2019).

Negli anni 2017-2019 presso Swisscom la percentuale di rientro dal congedo di maternità è stata dell'80 per cento circa (2017: 76%, 2018: 79%, 2019: 88%).

Domanda 2

Nel 2019, il 17 per cento delle collaboratrici delle FFS ha prolungato il congedo di maternità prendendo un congedo non pagato. Non sono disponibili i relativi dati per gli anni 2017 e 2018.

Nel 2018 il 34,5 per cento delle collaboratrici della Posta ha prolungato a proprie spese il congedo di maternità.

Nel 2017 il 32 per cento, nel 2018 il 25 per cento e nel 2019 il 17 per cento delle collaboratrici della Swisscom ha prolungato il congedo di maternità prendendo un congedo non pagato.

Domanda 3

Negli ultimi tre anni il 35 per cento in media delle collaboratrici delle FFS ha ridotto il proprio tasso di occupazione dopo il congedo di maternità (2017: 52%, 2018: 31%, 2019: 21%).

Nel 2018 circa il 29 per cento delle collaboratrici della Posta ha ridotto il proprio tasso di occupazione dopo il congedo di maternità.

Negli anni 2017-2019 circa il 26 per cento delle collaboratrici della Swisscom ha ridotto il proprio tasso di occupazione dopo il congedo di maternità (2017: 32%, 2018: 31%, 2019: 21%).

Domanda 4

Le FFS non dispongono di dati al riguardo.

Nel 2018 circa il 22 per cento delle collaboratrici della Posta ha dato le dimissioni dopo il congedo di maternità.

Negli anni 2017-2019 circa il 17 per cento delle collaboratrici della Swisscom ha dato le dimissioni dopo il congedo di maternità (2017: 21,5%, 2018: 19%, 2019: 11%).

Domanda 5

Le FFS non dispongono di dati al riguardo.

Nel 2018 la Posta ha licenziato circa il 2 per cento delle donne dopo il congedo di maternità per motivi economici o legati alla persona.

Nel periodo 2017-2019 Swisscom ha licenziato circa l'1,6 per cento delle donne al ritorno dal congedo di maternità.

Domanda 6

Le aziende non dispongono di dati al riguardo. I motivi della riduzione del tasso di occupazione, del prolungamento del congedo, del licenziamento o delle dimissioni non vengono rilevati e registrati sistematicamente.

Risposta del Consiglio federale.