19.4463 · Mozione · 2019-12-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare il diritto federale affinché sia possibile effettuare versamenti al pilastro 3a del coniuge o del partner registrato senza attività lucrativa.
Begründung
All'inizio del 2020 sarà discussa in Parlamento la riforma dell'AVS (AVS 21) e sarà posto in consultazione un avamprogetto di riforma della previdenza professionale. Entrambe le riforme sono necessarie. Non si deve però dimenticare il terzo pilastro della nostra previdenza per la vecchiaia, ossia la previdenza individuale, che va rafforzata e modernizzata. A tal fine bisognerebbe introdurre la possibilità di effettuare versamenti al terzo pilastro del coniuge o del partner registrato senza attività lucrativa. Ciò permetterebbe di compensare lacune che sorgono in seguito al ritiro temporaneo dal mercato del lavoro (p. es. dopo la nascita di un figlio). Ovviamente gli importi versati dovrebbero essere esenti da imposte.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Effettuare versamenti esenti da imposte al pilastro 3a del coniuge o del partner registrato senza attività lucrativa sarebbe in contraddizione con la concezione stessa del pilastro 3a, che, contrariamente all'assicurazione popolare AVS e analogamente alla previdenza professionale, è un'assicurazione che presuppone lo svolgimento di un'attività lucrativa. Pertanto, le persone inattive non possono esservi assicurate. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno respinto la possibilità di rendere accessibile il pilastro 3a alle persone senza attività lucrativa già in diverse occasioni (iniziativa parlamentare Nabholz 96.412 "Apertura del pilastro 3a ai gruppi di persone che non esercitano un'attività lucrativa" e mozione Markwalder 11.3983 "Apertura del pilastro 3a alle persone senza attività lucrativa").
Inoltre, il disciplinamento favorirebbe fiscalmente i coniugi e i partner registrati senza attività lucrativa rispetto alle persone senza attività lucrativa celibi o nubili. Un tale privilegio fiscale non si giustificherebbe, a maggior ragione perché le ulteriori possibilità di deduzione fiscale andrebbero concretamente a beneficio soprattutto delle economie domestiche che conseguono un reddito imponibile superiore a 100 000 franchi. Attualmente, infatti, soltanto un terzo delle economie domestiche titolari di un conto 3a, ovvero soltanto il 13 per cento di tutte le economie domestiche soggette alle imposte, riesce a versare alla previdenza individuale fiscalmente agevolata l'importo massimo deducibile annualmente.
Di conseguenza, la misura proposta offrirebbe in primo luogo vantaggi fiscali supplementari alle economie domestiche con redditi elevati, che dispongono già di sufficienti possibilità di risparmio e di previdenza, mentre per la stragrande maggioranza della popolazione non contribuirebbe affatto all'auspicato rafforzamento della previdenza individuale. Inoltre, comporterebbe perdite fiscali impossibili da quantificare.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.