19.4511 · Mozione · 2019-12-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato ad adottare ampie misure per proteggere meglio i confini nazionali e per frenare la criminalità transfrontaliera. Oltre a misure di prevenzione e repressione in collaborazione con i Cantoni, il pacchetto deve segnatamente comprendere i seguenti strumenti:
1. Monitoraggio permanente dei reati penali transfrontalieri come base per adottare le misure necessarie in base alla situazione.
2. Definizione di criteri il cui adempimento comporta il ripristino, deciso dal Consiglio federale, dei controlli sistematici al confine conformemente al codice frontiere Schengen.
3. Creazione di appositi dispositivi da parte del Corpo delle guardie di confine (CGCF) e/o della polizia militare affinché l'attività di controllo ai confini nazionali possa essere rafforzata in base alla situazione e senza dover essere limitata in un altro luogo.
4. Intensificazione della collaborazione transfrontaliera con gli Stati confinanti e quelli da cui provengono i turisti del crimine.
5. Creazione delle basi necessarie affinché in caso di persone sospettate di aver commesso atti criminali in Svizzera venga loro negata l'entrata al confine nazionale o esse possano essere immediatamente espulse nel quadro di controlli mobili all'interno del Paese.
6. Acquisizione e maggiore impiego di mezzi tecnici ai fini di una migliore sorveglianza dei confini nazionali.
Se è necessario l'adeguamento delle basi legali, il Consiglio federale deve presentare i relativi disegni di atti legislativi all'Assemblea federale.
Begründung
Sempre più spesso nelle regioni di confine si verificano reati violenti. Si parla di attacchi alle donne, assalti a furgoni portavalori e bancomat, furti con scasso in serie e bande scorazzanti di giovani armati. Negli ultimi mesi soltanto a Perly-Certoux, piccolo Comune di confine ginevrino, sono stati aggrediti quattro donne e un adolescente. Ma anche in Ticino, nella Svizzera orientale, nel Giura, nel Canton Vaud e in altre regioni le autorità locali suonano il campanello d'allarme. La popolazione è insicura e chiede che lo Stato assolva il suo compito principale, ossia garantire il rispetto del diritto e l'ordine pubblico. Nelle regioni di confine la sicurezza del confine spetta a Confederazione e Cantoni.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La garanzia della sicurezza interna è uno dei compiti principali dello Stato che compete ai Cantoni e, in una certa misura, anche alla Confederazione. L'autrice della mozione ha indicato alcune misure che la Confederazione e i Cantoni adottano nell'attività quotidiana al fine di garantire la sicurezza globale dei confini nazionali. Come illustrato in seguito in modo esaustivo, le misure chieste al Consiglio federale rispecchiano gli sforzi in parte già attuati o in fase di sviluppo. Per tale motivo il Consiglio federale propone di respingere la mozione. Tuttavia, il Consiglio federale intende sottolineare che questo respingimento è da considerarsi come un segnale positivo, in quanto mostra che gli obiettivi del Consiglio federale corrispondono alle richieste dei cofirmatari di adottare delle misure come anche alla necessità di far fronte all'insicurezza della popolazione svizzera rilevata dall'autrice della mozione.
1. Lo sviluppo della criminalità transfrontaliera è monitorata e valutata di continuo sia a livello nazionale sia cantonale. Partecipano a questo processo l'Ufficio federale di polizia (fedpol), l'AFD, le cinque unità di crisi regionali dei corpi di polizia cantonali, diverse piattaforme operative binazionali o trinazionali nonché le unità di analisi dei Centri di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso e Ginevra. Sulla base di tali analisi vengono identificate le esigenze e adottate le misure operative necessarie. Queste strutture o la combinazione di informazioni che esse forniscono permettono già di fare un quadro sufficiente sulla situazione della criminalità transfrontaliera.
2. Il codice frontiere Schengen definisce i criteri per il ripristino dei controlli alle frontiere interne, ovvero la presenza di circostanze straordinarie e di una situazione di forte minaccia. Inoltre, il ripristino di simili controlli deve risultare proporzionato. Il Consiglio federale ha esaminato più volte la questione di una definizione ex ante di tali criteri sul piano nazionale, ad esempio in un breve rapporto all'attenzione della CPS-N del 20 agosto 2014 concernente le condizioni per la temporanea reintroduzione dei controlli alle frontiere interne.
Il Consiglio federale considera inefficace una definizione ex ante di tali criteri, dato che limiterebbe inutilmente già in anticipo il suo margine di manovra. Per decidere in merito al ripristino dei controlli alle frontiere occorre tenere in considerazione diversi fattori, che non possono essere fissati in maniera definitiva. Una simile decisione può essere presa soltanto in caso di un evento particolare e sulla base di una precisa e completa valutazione della situazione.
3. L'ulteriore sviluppo dell'AFD mira, tra l'altro, a eseguire in futuro gli impieghi di rinforzo con i propri mezzi e senza pregiudicare la sicurezza in altri luoghi, dato che tutti i collaboratori dell'AFD attivi a livello operativo verranno riuniti in un'unica unità organizzativa e abilitati a svolgere controlli di merci, persone e mezzi di trasporto. La revisione totale della legge sulle dogane attualmente in corso permetterà in futuro un simile impiego efficiente e flessibile. Da parte sua, l'esercito soddisfa già la richiesta della mozione. Infatti dispone di un dispositivo che gli permette di supportare il CGCF in caso di necessità e a titolo sussidiario, ricorrendo a membri delle formazioni di professionisti e di milizia.
4. L'intensificazione della collaborazione transfrontaliera è un compito permanente. Come già indicato nella risposta all'interpellanza urgente 19.4398 del 4 dicembre 2019 ("Misure urgenti contro la criminalità transfrontaliera"), per le autorità cantonali e federali la lotta alla criminalità transfrontaliera è una priorità. In generale lo scambio di informazioni tra le parti interessate è soddisfacente. Incontri strategici e operativi vengono svolti a cadenza regolare o quando le circostanze lo richiedono. Gli attuali strumenti di cooperazione internazionale, tra cui gli accordi di polizia conclusi con gli Stati confinanti, vengono valutati di continuo e, se necessario, sviluppati e adeguati.
5. Per quanto riguarda la creazione delle basi necessarie per il rifiuto d'entrata o l'espulsione di persone sospette, in Svizzera già oggi gli allontanamenti possono essere eseguiti immediatamente, ciò che effettivamente avviene. Ai sensi dell'articolo 64d della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (RS 142.20), l'allontanamento è immediatamente esecutivo, tra l'altro, in caso di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblici. In caso d'inosservanza della decisione, l'esecuzione dell'allontanamento può avvenire in maniera coattiva. Se necessario, per garantire l'esecuzione dell'allontanamento è possibile ordinare l'incarcerazione. Il Consiglio federale ritiene sufficienti queste basi legali relative all'esecuzione immediata di un allontanamento.
6. Le autorità di polizia e di controllo alle frontiere impiegano e sviluppano vari mezzi tecnici. Le basi legali necessarie sono già disponibili. L'AFD utilizza, ad esempio, fotocamere fisse o mobili, sistemi d'allarme automatico e apparecchi multifunzionali di controllo. Un aspetto importante è anche lo scambio di informazioni con le autorità svizzere ed estere. I sistemi nazionali e internazionali, in particolare nel quadro della cooperazione Schengen, vengono sviluppati e impiegati in tale ottica.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.