La Commissione federale della migrazione vuole legalizzare il soggiorno dei richiedenti l'asilo respinti, in spregio della legge e della volontà popolare
19.4545 · Interpellanza · 2019-12-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Nel suo ultimo rapporto, appena reso noto dalla stampa, la Commissione federale per la migrazione (CFM) propone che i richiedenti l'asilo, la cui domanda è stata respinta, ma che ciononostante continuano a rimanere illegalmente in Svizzera, vengano dotati di un'apposita carta d'identità che ponga fine all'illegalità del soggiorno.
Una simile proposta mira manifestamente a rendere legale il soggiorno illegale in Svizzera dei migranti economici respinti in quanto non hanno diritto all'asilo. In questo modo si premiano i finti rifugiati che rifiutano di lasciare il Paese. La volontà è dunque quella di legalizzare l'immigrazione illegale. Un andazzo allarmante, che va oltretutto a cumularsi con sentenze giudiziarie che di fatto depenalizzano persone colpevoli di incitazione all'entrata illegale in Svizzera.
La Commissione federale per l'immigrazione vuole dunque sabotare la legge sull'asilo, votata dal popolo. Uno scenario come quello auspicato dalla citata Commissione non farà inoltre che incitare l'immigrazione clandestina in Svizzera, promuovendo il "caos asilo". Ciò a maggior ragione dopo la riapertura italiana dei porti allo sbarco di migranti economici.
Chiedo al Consiglio federale:
1. Come valuta il Consiglio federale la proposta della CFM di rilasciare un'apposita carta d'identità ai migranti economici ai quali è stato negato l'asilo ma che ciononostante, invece di lasciare il Paese, continuano a soggiornare illegalmente in Svizzera?
2. Il Consiglio federale condivide il tentativo, da parte di una Commissione federale, di cortocircuitare la volontà popolare e di premiare l'illegalità?
3. Non ritiene il Consiglio federale che la proposta della CFM, se attuata, costituirebbe un potente incentivo all'immigrazione clandestina, legalizzando il soggiorno illegale?
4. Quali misure intende prendere il Consiglio federale affinché i migranti la cui domanda d'asilo è stata respinta lascino effettivamente il paese invece di restarci illegalmente beneficiando dell'aiuto d'urgenza?
5. E' intenzione del Consiglio federale cancellare gli aiuti finanziari a Paesi che rifiutano di riprendere i propri concittadini immigrati illegalmente in Svizzera?
6. Quanto costa la CFM all'anno?
Stellungnahme des Bundesrates
1-3.
Una politica credibile e coerente in materia d'asilo presuppone che i richiedenti l'asilo la cui domanda è stata respinta con decisione passata in giudicato lascino effettivamente la Svizzera. La raccomandazione della CFM citata dall'autore dell'interpellanza, secondo cui occorre rilasciare ai beneficiari del soccorso d'emergenza una carta che li attesti come "registrati" in modo che in caso di controllo non debbano pagare una multa quali persone in situazione irregolare, contraddice questo principio. Inoltre, l'articolo 41 capoverso 1 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) stabilisce che gli stranieri autorizzati a soggiornare in Svizzera di norma ricevono una carta di soggiorno. Ai richiedenti l'asilo è pertanto rilasciato un permesso N e possono restare in Svizzera fino al termine della procedura. Dopo una decisione d'asilo negativa passata in giudicato questo permesso è revocato loro e devono lasciare la Svizzera. Il rilascio di una conferma come proposto dalla CFM equivarrebbe a regolarizzare in maniera generalizzata il soggiorno di tutte le persone oggetto di una decisione d'asilo negativa passata in giudicato. Il Consiglio federale è contrario a questa eventualità, in quanto comporterebbe un aumento delle domande d'asilo ingiustificate in Svizzera e ridurrebbe considerevolmente la disponibilità dei richiedenti l'asilo respinti a partire volontariamente. Inoltre privilegerebbe in maniera ingiustificata i richiedenti l'asilo respinti rispetto agli altri stranieri.
4.
La priorità consiste nel promuovere, tramite l'aiuto al ritorno, le partenze volontarie in caso di domande d'asilo respinte con decisione passata in giudicato. Se gli sforzi a tal fine non producono risultati, i Cantoni possono ordinare misure coercitive per garantire l'esecuzione dell'allontanamento. Negli ultimi anni il numero dei rimpatri pendenti è diminuito, in particolare in ragione della migliore cooperazione con alcuni Paesi di origine. La SEM mira a potenziare ulteriormente la collaborazione con i Cantoni nell'ambito dell'esecuzione degli allontanamenti. Intende in particolare contribuire a risolvere casi complessi e a migliorare la riammissione nei Paesi di origine. Per quanto riguarda i ritorni volontari, l'offerta di aiuto al ritorno nei centri federali è stata potenziata in occasione del riassetto del settore dell'asilo e impostata in maniera degressiva (art. 74 cpv. 5 dell'ordinanza 2 sull'asilo; RS 142.312). Chi opta rapidamente per un ritorno ottiene pertanto prestazioni più elevate.
5.
Il Consiglio federale fa il possibile per migliorare la collaborazione con i Paesi di origine con cui la riammissione non funziona in maniera soddisfacente. Promuove sinergie tra la politica migratoria e altri settori della politica estera. Inoltre, ha più volte indicato che non intende vincolare la cooperazione internazionale della Svizzera alla disponibilità degli Stati esteri a collaborare nel settore delle riammissioni (cfr. parere del Consiglio federale relativo alla mozione Thomas Aeschi 19.4074).
6.
I costi per la CFM ammontano a circa 1,5 milioni di franchi all'anno.
Risposta del Consiglio federale.