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19.4556 · Interpellanza · 2019-12-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nel 2009, nell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) è stato introdotto l'obbligo di post-equipaggiamento delle macchine di cantiere. A seguito di tale decisione, le imprese di costruzione hanno investito oltre un miliardo di franchi in filtri antiparticolato. Le emissioni di PM delle macchine di cantiere sono state ridotte di oltre il 90 per cento. Tuttavia, contrariamente alle garanzie che aveva dato l'UFAM a suo tempo, si sta cercando di introdurre altre misurazioni supplementari mediante ordinanza (art. 14 OIAt).

Il Consiglio federale è pertanto invitato a pronunciarsi sulle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale riconosce gli investimenti effettuati dal settore edile per l'installazione a posteriori di filtri antiparticolato e i successi ottenuti nella riduzione delle emissioni di PM, come documentato anche nella banca dati del settore non stradale dell'Ufficio federale dell'ambiente (2005: 284,8 t/a, 2010: 81,4 t/a, 2015: 39,7 t/a)?

2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui, dopo gli investimenti di oltre un miliardo di franchi e i miglioramenti ottenuti, non è più economicamente sostenibile esigere misurazioni supplementari più estese, che violerebbero oltretutto l'articolo 11 capoverso 2 LPAmb? In caso contrario, come lo giustifica?

3. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui il rapporto tra costi e benefici di queste misurazioni separate è del tutto insoddisfacente e che le analisi finora effettuate vengono incontro all'esigenza dei controlli periodici (art. 45 LPAmb)?

Con l'introduzione dell'articolo 19b OIAt (prova di conformità da parte di fabbricanti, importatori e responsabili dell'immissione sul mercato), la procedura per le nuove macchine di cantiere è stata armonizzata con quella dell'UE. Il fabbricante, soprattutto sotto la minaccia di multe elevate nell'UE, garantisce l'esattezza dei suoi valori di emissione dei gas di scarico. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui con le misurazioni supplementari si creano doppioni con una regolamentazione superflua? In caso contrario, come lo giustifica?

Stellungnahme des Bundesrates

La fuliggine diesel è cancerogena e deve essere ridotta al minimo. I filtri antiparticolato nei motori diesel riducono efficacemente le emissioni di fuliggine e devono funzionare bene per tutto il loro ciclo di vita. Le emissioni di fuliggine cancerogena rilasciate dai motori diesel con filtri antiparticolato difettosi sono di gran lunga più elevate di quelle dei motori i cui filtri funzionano correttamente.

Alla domanda 1

La mozione Jenny (05.3499) ha incaricato il Consiglio federale di armonizzare sull'intero territorio nazionale l'esecuzione delle norme di controllo dell'inquinamento atmosferico per l'impiego di macchine di cantiere equipaggiate con filtri antiparticolato. La modifica del 19 settembre 2008 dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; 814.318.142.1) ha dato seguito a tale mandato. Il Consiglio federale riconosce gli investimenti effettuati dal settore edile per post-equipaggiare macchine e apparecchi di cantiere con filtri antiparticolato efficaci, secondo il principio del "chi inquina paga". Le riduzioni delle emissioni di particelle così ottenute sono notevoli e provano quanto sia efficace la misura.

Alle domande 2 e 3

Le emissioni delle macchine di cantiere omologate per la circolazione su strada sono sottoposte a controllo periodico ufficiale da parte del servizio della circolazione. Dal 1994 le emissioni dei fumi vengono misurate con opacimetri. Le macchine di cantiere non omologate per la circolazione su strada non sono soggette a controllo ufficiale da parte del servizio della circolazione. Secondo l'OIAt, la manutenzione dei gas di scarico delle macchine deve essere fatta eseguire dal detentore o dal gestore delle stesse. Anche in questo caso è previsto l'uso di opacimetri. Questi apparecchi non sono comunque in grado di rilevare le particelle ultrafini emesse dai motori moderni e sono quindi inadatti per valutare la funzionalità dei filtri antiparticolato. Per questo motivo è stato sviluppato un nuovo metodo che prevede la misurazione del numero di particelle.

Per le macchine nuove non omologate per la circolazione su strada a partire dalla norma EURO V (anno di fabbricazione 2019 o 2020, a seconda delle prestazioni), la Confederazione ha elaborato un aiuto all'esecuzione che prevede la misurazione del numero di particelle per la manutenzione dei gas di scarico. Detto documento non è ancora stato pubblicato, poiché finora è stato omologato un solo apparecchio per la misurazione del numero di particelle, testato dall'Istituto federale di metrologia (METAS). Con la mozione Moser (19.3381), il Consiglio federale ha dichiarato che si impegnerà affinché le procedure per la verifica delle emissioni da adottare nel quadro del controllo periodico ufficiale vengano continuamente aggiornate allo stato attuale della tecnica. L'aggiornamento serve a individuare in modo affidabile i sistemi di post-trattamento dei gas di scarico difettosi, in particolare i filtri antiparticolato, e interessa tutti i veicoli diesel omologati per la circolazione su strada, comprese le macchine di cantiere.

Alla domanda 4

Con l'omologazione il fabbricante dichiara di rispettare i valori limite d'emissione al momento della messa in circolazione di macchine e apparecchi. I controlli delle emissioni durante il ciclo di vita della macchina non costituiscono una duplicazione dello sforzo, in quanto i componenti rilevanti per le emissioni possono diventare difettosi e devono essere sostituti. La misurazione del numero di particelle è il metodo più adatto per verificare la funzionalità dei filtri antiparticolato. La Confederazione sostituirà la misurazione mediante opacimetro con il nuovo metodo basato sul numero di particelle non appena ci saranno le condizioni per farlo, ad esempio quando saranno disponibili gli appositi strumenti di misurazione.

Risposta del Consiglio federale.