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19.4564 · Interpellanza · 2019-12-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La piazza mediatica svizzera è chiamata ad affrontare sfide considerevoli. Per questo motivo, nell'agosto 2019 il Consiglio federale ha deciso di elaborare entro l'estate del 2020 un pacchetto di misure a sostegno dei media. L'obiettivo è sostenere i media online e i giornali e migliorarne le condizioni quadro. Nulla è stato comunicato a proposito dell'attuale situazione della SSR e delle 34 emittenti radiotelevisive con partecipazione al canone.

Anche i volumi di finanziamento (canone per i media + introiti pubblicitari) della SSR e delle emittenti radiotelevisive private con partecipazione al canone mostrano un andamento in forte calo. Queste aziende sono anch'esse direttamente interessate dai mutamenti attualmente in corso nel mercato pubblicitario e sono costrette ad adottare drastiche misure di risparmio. I proventi del canone a favore della SSR sono contingentati da più di due anni a 1,2 miliardi. Nel caso delle emittenti private titolari di una concessione (radio locali, TV private), la quota di partecipazione al canone si attesta fissa a 81 milioni di franchi, anche in questo caso senza tener conto degli introiti pubblicitari in ribasso.

Questa situazione potrebbe arrivare a compromettere nei prossimi anni l'adempimento del mandato di prestazioni della SSR e delle emittenti radiotelevisive con partecipazione al canone. Un simile sviluppo sarebbe palesemente in contrasto con l'idea di servizio pubblico. Il 4 marzo 2018 una netta maggioranza degli elettori svizzeri ha votato a favore di una forte presenza del servizio pubblico nell'ambito dei media. Ciò implica un finanziamento stabile - per la SSR e per le 34 emittenti private con partecipazione al canone.

Anche il Consiglio federale, come ribadito nel suo rapporto del giugno 2016 sul servizio pubblico nell'ambito dei media, auspica a lungo termine un finanziamento della SSR e del servizio pubblico regionale nella misura prevista sinora. Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Alla luce di questi sviluppi generali, il Consiglio federale ritiene opportuno, oltre al pacchetto di misure in allestimento per promuovere i media online e i giornali, procedere anche all'esame della situazione della SSR e delle emittenti radiotelevisive private con partecipazione al canone?

2. È tuttora dell'avviso che il volume di finanziamento della SSR e delle 34 emittenti radiotelevisive con partecipazione al canone debba essere mantenuto nella misura attuale?

3. Ha l'intenzione di vagliare misure volte a compensare il calo degli introiti pubblicitari? Quanto ritiene urgente questo tipo di provvedimento?

Stellungnahme des Bundesrates

Risposta alla domanda 1:

Conformemente all'articolo 36 LRTV il Consiglio d'amministrazione della SSR notifica ogni anno al DATEC il conto di gruppo, il conto annuale, il preventivo e la pianificazione finanziaria. Sulla base di questi documenti, il Consiglio federale viene informato sull'evoluzione economica della SSR.

Nel quadro delle proroghe delle concessioni è stata esaminata, tra le altre informazioni, anche la pianificazione finanziaria a medio termine per il periodo 2020-2023 (conto economico, bilancio, conto dei flussi di tesoreria) delle emittenti regionali. È quindi nota anche la situazione finanziaria delle emittenti regionali.

Il Consiglio federale non ritiene necessario, per il momento, avviare ulteriori verifiche.

Risposta alla domanda 2 e 3:

Nell'estate del 2019, le emittenti radiofoniche e televisive regionali con partecipazione al canone hanno dimostrato in modo credibile di essere in grado di finanziare gli investimenti e il funzionamento per il periodo 2020-2023. Si sono basate sull'attuale ripartizione dei proventi del canone. Con l'aumento della quota di partecipazione al canone da 67,5 milioni di franchi a 81 milioni di franchi a partire dal 1° gennaio 2019, sarà raggiunto il massimo legale pari al 6% del canone.

Al momento dell'elaborazione del budget 2019, la SSR ha anticipato il calo degli introiti pubblicitari e il limite massimo di 1,2 miliardi proveniente dal canone radiotelevisivo a carico delle economie domestiche e delle imprese, adattando in seguito le proprie strutture alle nuove circostanze. I risparmi sui costi, tuttavia, a volte accumulano un certo ritardo prima di fare il loro effetto. In linea di principio la SSR deve essere in grado di reagire a breve termine alle fluttuazioni del mercato con una pianificazione aziendale lungimirante, tutto questo fa parte del rischio imprenditoriale. Al momento i ricavi d'esercizio esposti al mercato, e quindi non garantiti, ammontano a circa il 20 per cento dei ricavi totali.

Il Consiglio federale seguirà comunque da vicino l'evoluzione dei ricavi commerciali della SSR. Allo stesso tempo analizza i proventi derivanti dal canone a carico delle economie domestiche e delle imprese e ne determina l'ammontare e l'utilizzo anche in una prospettiva a lungo termine con l'obiettivo di evitare forti fluttuazioni.

Nel determinare il canone radiotelevisivo a partire dal 2021, il Consiglio federale terrà in considerazione il fabbisogno finanziario a medio termine per i diversi utilizzi e l'evoluzione del mercato.

Deciderà a metà del 2020 in merito ad un eventuale adeguamento del limite massimo di partecipazione al canone.

Risposta del Consiglio federale.

Il Consiglio federale come intende assicurare la stabilità nel finanziamento del servizio pubblico in ambito mediatico (SSR e 34 emittenti radiotelevisive private con partecipazione al canone)? | Lexipedia | Lexipedia