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19.4625 · Postulato · 2019-12-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a spiegare in un rapporto quando e come la Confederazione ricorre alla tattica degli incentivi mirati (o "spinte gentili"), su quali basi giuridiche e con quali risorse (finanziarie e personali).

Secondo quali criteri viene tracciato il confine tra informazione oggettiva e neutrale, da un lato, e condizionamento e pilotaggio paternalistici, fuorvianti o dettati da secondi fini politici, dall'altro?

È inoltre invitato a esaminare possibili soluzioni, come l'introduzione di avvertenze, per rendere più trasparenti in generale e nei casi concreti questi condizionamenti statali mirati.

Begründung

Sempre più spesso lo Stato ricorre alla tattica delle "spinte gentili" o del "nudging", termine tecnico usato per denotare questo fenomeno, al fine di indurre nella popolazione i cambiamenti voluti. I cittadini e i consumatori vengono spinti nella direzione auspicata con una serie di espedienti e pressioni psicologiche che fanno leva sul bisogno di conformismo o insinuano sensi di colpa. Questi apparenti "piccoli aiuti" mirano in realtà a influenzare le persone, spingendole a fare la scelta "giusta" secondo le regole della politica vigente. Questo concetto suscita accese discussioni nel mondo scientifico, che però finora non hanno coinvolto la politica. I critici deplorano che questi sottili interventi sul comportamento alterino le preferenze dei cittadini nell'intento di rieducarli. Gli esempi in Svizzera non mancano: si tratta soprattutto di campagne di prevenzione, sensibilizzazione, formazione e relazioni pubbliche, ma anche di studi commissionati e sondaggi, che si avvalgono di avvertenze, label, condizionamenti visivi e modifiche della struttura decisionale, di opzioni preimpostate e altro ancora. Questo fenomeno interessa soprattutto i settori sanitario, energetico, ambientale e dei generi voluttuari, ma anche il comparto alimentare e quello della sicurezza sul lavoro. Si parla di "spinte gentili" proprio perché, pur non impartendo ordini o divieti, questo approccio punta a influenzare le nostre emozioni e i nostri istinti irrazionali in modo di per sé manipolatorio, insidioso e difficilmente oppugnabile. A differenza di chiari divieti e regolamentazioni, questi condizionamenti mirati non sono contestabili con metodi legali o democratici. È importante quindi renderli visibili affinché possano essere discussi e contestati anche nei processi pubblici.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA; RS 172.010) stabilisce i principi che regolano l'attività della Confederazione, comprese le modalità con cui l'Amministrazione federale deve svolgere i propri compiti.

Il "nudging" è uno strumento di regolamentazione che può essere adottato dalla Confederazione e dall'Amministrazione nell'adempimento dei loro compiti e che può risultare efficace se permette di raggiungere un obiettivo ben definito con costi relativamente ridotti per l'economia nazionale. Le "spinte gentili" da parte dello Stato devono però essere presentate in modo trasparente. Nel quadro del processo di regolamentazione tutti i dipartimenti, e tramite le consultazioni pubbliche tutte le cerchie interessate, possono prendevi parte.

Il Consiglio federale concorda con l'autore del postulato sul fatto che i "nudges" devono essere visibili per poter condurre il dibattito politico. L'informazione dell'opinione pubblica è anche un mandato costituzionale del Consiglio federale e dell'Amministrazione. La Confederazione ha definito i principi di una comunicazione trasparente nelle Linee direttrici della Conferenza dei servizi d'informazione "Informazione e comunicazione di Consiglio federale e Amministrazione federale".

Il gruppo di esperti per il futuro del trattamento e della sicurezza dei dati si è già occupato di questo approccio in adempimento della mozione Rechsteiner 13.3841. Nel suo rapporto finale raccomanda di verificare regolarmente l'impatto di queste spinte statali oltre alla loro legittimazione democratica e alla loro trasparenza. I provvedimenti di "nudging" che non raggiungono gli obiettivi devono essere interrotti. La Confederazione dispone già degli strumenti necessari per la loro valutazione, in particolare le valutazioni (legislative), l'attività di verifica del Controllo federale delle finanze e le analisi d'impatto delle regolamentazioni.

Il Consiglio federale ritiene che con questi strumenti si possa già garantire un impiego efficace e trasparente dei "nudges" e che l'elaborazione di un rapporto non avrebbe un valore aggiunto tale da giustificare le risorse necessarie.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.