19.4633 · Interpellanza · 2019-12-20
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Investimenti effettuati attraverso il mercato finanziario svizzero generano molte più emissioni di CO2 dell'intera popolazione svizzera ed economia messe insieme. È quindi da considerare positivamente che l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) sostenga le preoccupazioni del movimento per la protezione del clima.
Diversi interventi ancora pendenti chiedono al Consiglio federale di adeguare le basi legali affinché la piazza finanziaria svizzera tenga conto dei rischi climatici e in particolare la Banca svizzera nazionale (BNS) persegua una politica di investimento coerente con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima (Mo. Badran 18.3921, Mo. Thorens 19.3766). In considerazione di quanto precede, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Quanto CO2 verrebbe emesso, all'incirca, se si bruciassero tutte le riserve di carbonio registrate nei libri contabili delle imprese di cui la BNS detiene azioni o obbligazioni (volume calcolato in tonnellate secondo la quota di partecipazione della BNS)?
2. Quanto CO2 verrebbe emesso, all'incirca, se tutte le centrali elettriche a carbone, a gas e a petrolio venissero gestite fino alla fine del loro ciclo di vita dalle imprese di cui la BNS detiene azioni o obbligazioni (volume calcolato in tonnellate secondo la quota di partecipazione della BNS)?
3. La BNS ha assunto collaboratori con conoscenze specialistiche al fine di valutare i rischi climatici?
4. La BNS intende assumere un ruolo esemplare per quanto riguarda una strategia di investimento sostenibile, orientata al futuro e coerente con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Il Consiglio federale non dispone di stime attendibili sulle emissioni di CO2 generate da imprese di cui la BNS detiene azioni nel proprio portafoglio. La BNS non fornisce informazioni sulla ripartizione dei suoi investimenti finanziari per settore industriale e per impresa. Inoltre, è probabile che le imprese di cui la BNS detiene azioni od obbligazioni non calcolino le loro emissioni di CO2 o, perlomeno, non pubblichino i dati ottenuti.
Grazie ai testi di compatibilità climatica iniziati dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dalla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) e offerti dal 2020 a tutte le casse pensioni svizzere, assicurazioni, banche e tutti i gestori patrimoniali, è possibile analizzare in che misura le azioni e le obbligazioni delle imprese seguono un percorso rispettoso del clima. Questi test possono essere condotti anche dalla BNS. Essi non permettono però di quantificare le emissioni di CO2 generate dalle imprese.
3. La BNS è incaricata di condurre la politica monetaria; tra i suoi compiti rientrano, tra l'altro, l'analisi dei rischi e la valutazione del loro impatto sulla stabilità dei prezzi e delle finanze. I rischi climatici e ambientali fanno parte dei rischi che la BNS deve valutare per adempiere al suo mandato. Per la BNS, la questione fondamentale è come integrare gli effetti dei cambiamenti climatici nei modelli macroeconomici che fungono da base della politica monetaria. Il Consiglio federale non sa se la BNS ha aumentato il proprio organico per affrontare queste tematiche specifiche.
4. L'Accordo di Parigi sul clima è rivolto agli Stati. Il raggiungimento degli obiettivi è di competenza del legislatore. In Svizzera l'applicazione dell'Accordo avviene mediante la legge sul CO2, trattata attualmente dal Consiglio degli Stati. L'Accordo di Parigi sul clima non è direttamente incentrato sulla politica di investimento delle banche centrali.
Il mandato della BNS risulta dall'articolo 99 della Costituzione secondo cui la BNS deve condurre una politica monetaria nell'interesse generale del Paese. La legge sulla Banca nazionale (LBN; RS 951.11) concretizza il mandato costituzionale, compresa l'indipendenza della BNS. Infatti, né il Consiglio federale né l'Assemblea federale possono impartire istruzioni alla BNS. La politica di investimento della BNS compete alla Direzione generale (art. 46 LBN).
La BNS tiene conto dei criteri ambientali, sociali e di governance (criteri ESG), escludendo dal suo portafoglio azioni di determinate imprese i cui prodotti o metodi di produzione violano gli standard o i valori fondamentali svizzeri. Questa politica di esclusione è indipendente da considerazioni legate al rischio o al rendimento. I criteri si fondano sui valori sanciti nella legislazione svizzera nonché nelle convenzioni e nei contratti applicabili a livello internazionale adottati dal nostro Paese. La BNS esclude anche le imprese considerate "particolarmente irresponsabili" perché causano "gravi danni ambientali".
Dall'aprile del 2019 la BNS è membro della rete "Network for Greening the Financial System" (NGFS), composta da banche centrali e autorità di vigilanza. Con l'adesione al NFGS, la Svizzera intende partecipare allo scambio di esperienze per comprendere e prevenire meglio il possibile impatto dei rischi climatici sugli sviluppi macroeconomici e sulla stabilità finanziaria. In tale contesto, nell'ottobre del 2019 la NGFS ha pubblicato un rapporto contenente diverse direttive non vincolanti per la politica di investimento delle banche centrali.
Risposta del Consiglio federale.