Introduzione di un fondamento giuridico per applicare sanzioni mirate in caso di gravi violazioni dei diritti dell'uomo e di atti di corruzione da parte di personalità politiche di alto livello.
19.501 · Iniziativa parlamentare · 2019-12-18
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
È necessario proporre fondamenti giuridici che consentano al Consiglio federale di bloccare i conti di politici stranieri di alto livello e di vietare loro di viaggiare nel caso in cui abbiano hanno commesso pesanti violazioni dei diritti dell'uomo o siano coinvolti in gravi casi di corruzione. È inoltre necessario definire presupposti giuridici per queste misure e limitarne la durata a due anni con la possibilità di un'unica proroga. Per i ricorsi contro tali misure deve essere istituito un organo di mediazione indipendente.
Begründung
Le sanzioni economiche globali hanno un impatto indiscriminato su un Paese e possono avere pesanti conseguenze umanitarie per la popolazione civile e per altri Paesi. Ecco perché la Svizzera ha avviato il cosiddetto "processo di Interlaken" volto a sviluppare il concetto delle "smart sanctions" che sanzionano in modo mirato le singole personalità politiche di alto livello che commettono violazioni. Sono diversi gli Stati che nel frattempo hanno integrato tale concetto nel diritto nazionale: un classico esempio ne è il "Global Magnitsky Human Rights Accountability Act" negli Stati Uniti.
In Svizzera esistono già fondamenti giuridici per l'attuazione di misure sanzionatorie contro le violazioni dei diritti dell'uomo e i casi di corruzione, come la legge sull'embargo, la legge sul controllo dei beni e quella sul materiale bellico, la legge sull'assistenza giudiziaria internazionale in materia penale, la legge sugli averi dei potentati e il codice penale. Tuttavia tutte queste fonti giuridiche presentano rispetto alle "smart sanctions" lacune determinanti che rendono impossibile reagire sul piano politico a gravi violazioni del diritto internazionale.
Numerosi esempi tratti dalla storia più recente della politica estera mostrano le lacune esistenti nell'ordinamento giuridico: senza le sanzioni decise dal Consiglio di sicurezza dell'ONU o dall'Unione europea, in politica estera la Svizzera non ha pressoché alcuna possibilità di reagire a gravi avvenimenti e per poter "sanzionare" deve ricorrere a misure concepite per un altro contesto (sospensione dell'accordo di doppia imposizione istituita con l'Arabia Saudita in seguito al caso Kashoggi, sospensione del SAI con la Turchia in seguito alle invasioni nel nord della Siria). Con l'introduzione di sanzioni mirate e ben definite è possibile colmare queste lacune.