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20.007 · Oggetto del Consiglio federale · 2020-03-20

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 20 marzo 2020 concernente la prima aggiunta al preventivo 2020

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 20.03.2020

Il Consiglio federale approva la prima aggiunta al preventivo 2020

Nella sua seduta del 20 marzo 2020 il Consiglio federale ha approvato la prima aggiunta al preventivo 2020, con la quale sottopone al Parlamento dieci crediti aggiuntivi per un importo complessivo di 50,3 milioni di franchi. Due di questi, complessivamente pari a oltre 14,5 milioni di franchi, servono ad attenuare le ripercussioni economiche per le PMI causate dalla propagazione del coronavirus.

Con 28,3 milioni di franchi, l'aumento più consistente riguarda le ulteriori fideiussioni da saldare per la navigazione della flotta svizzera d'alto mare. Si tratta di mutui bancari garantiti per finanziare due navi d'alto mare. Entrambi i proprietari non sono in grado di adempiere i propri impegni di ammortamento convenuti contrattualmente. Inoltre, vi è un ingente volume di ammortamenti dovuti in sospeso. Il credito aggiuntivo permetterà alla Confederazione di adempiere per tempo gli impegni assunti nel quadro dei contratti di fideiussione.

Per attenuare le ripercussioni economiche a breve termine causate dalla propagazione del coronavirus, il Consiglio federale ha deciso una serie di misure e conferito mandati da esaminare tempestivamente. Per due di queste, da adottare subito, ha approvato altri due crediti aggiuntivi (vedi anche il comunicato stampa del 13.3.2020). Alle PMI con problemi di liquidità bisogna innanzitutto agevolare l'accesso a fideiussioni. A tale scopo il Consiglio federale chiede al Parlamento mezzi supplementari per 10 milioni di franchi come contributo alle spese amministrative delle organizzazioni che concedono fideiussioni. Oltre a ciò, viene chiesto un credito aggiuntivo di oltre 4,5 milioni per la promozione dell'esportazione. In tal modo si intende compensare le perdite legate alla mancata partecipazione a fiere del promotore delle esportazioni ufficiale Switzerland Global Enterprise.

Con la prima aggiunta al preventivo, nel bilancio della Confederazione risultano maggiori uscite effettive per 44,0 milioni di franchi, pari allo 0,06 per cento delle uscite autorizzate con il preventivo 2020. Questo valore è nettamente al di sotto della media pluriennale (2013-2019: 0,2 %).

Finanziamento delle misure in relazione al coronavirus Conseguenze sul bilancio della Confederazione:

la propagazione del coronavirus influirà sul bilancio federale in vari settori. Pertanto, già la scorsa settimana il Consiglio federale ha deciso una serie di misure a sostegno dell'economia. Alcune di queste sono state integrate nella prima aggiunta al preventivo 2020. Il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento altre misure nel quadro di annunci ulteriori, messaggi separati o con la seconda aggiunta al preventivo.

Margine di manovra finanziario:

il freno all'indebitamento dispone di un margine di manovra flessibile che permette di fronteggiare situazioni straordinarie e consistenti uscite supplementari. Grazie al basso debito pubblico, la Svizzera si trova una situazione finanziaria di partenza favorevole.

Comunicato stampa del Consiglio federale del 20.03.2020

Coronavirus: pacchetto di misure per arginare le conseguenze economiche

Il 20 marzo 2020 il Consiglio federale ha stanziato 32 miliardi di franchi per arginare le conseguenze economiche della propagazione del coronavirus. Tenuto conto delle misure adottate il 13 marzo, saranno disponibili oltre 40 miliardi di franchi. La prossima tappa è il coinvolgimento del Parlamento. La Delegazione delle finanze (DelFin) delibererà all'inizio della settimana prossima. I provvedimenti di questo ampio pacchetto, indirizzati a diversi gruppi target, sono pensati per preservare l'occupazione, garantire gli stipendi e sostenere i lavoratori indipendenti. Sono state adottate misure anche nel settore della cultura e dello sport per evitare fallimenti e arginare pesanti ripercussioni finanziarie.

L'obiettivo delle nuove misure è evitare il più possibile i casi di precarietà e sostenere le persone e i settori colpiti con un'azione tempestiva e mirata, senza lungaggini burocratiche.

Panoramica delle misure:

Liquidità per aiutare le imprese

Nonostante le indennità per lavoro ridotto, numerose aziende dispongono di sempre meno liquidità per coprire i costi correnti a causa delle chiusure aziendali e del brusco calo della domanda. Bisogna evitare che aziende sostanzialmente solvibili vadano incontro a difficoltà. Aiuti immediati mediante crediti transitori con fideiussioni: affinché le banche possano concedere crediti transitori alle PMI (ditte individuali, società di persone, persone giuridiche), il Consiglio federale avvierà un programma di garanzie della portata di 20 miliardi di franchi, poggiante sulle attuali strutture delle organizzazioni di fideiussioni. Le imprese direttamente interessate riceveranno rapidamente e senza lungaggini burocratiche fino al 10 per cento del fatturato o 20 milioni di franchi al massimo. Gli importi fino a 0,5 milioni di franchi saranno pagati subito dalle banche e garantiti al 100 per cento dalla Confederazione. Gli importi di entità superiore saranno garantiti all'85 per cento dalla Confederazione e subordinati a una breve analisi bancaria. Gli importi creditizi fino a 0,5 milioni di franchi dovrebbero coprire oltre il 90 per cento delle imprese colpite dal COVID. Secondo il Consiglio federale questo meccanismo equivale a un monte complessivo di crediti transitori di 20 miliardi di franchi garantiti dalla Confederazione. Nei prossimi giorni il governo sottoporrà alla Delegazione delle finanze delle Camere federali (DelFin) un credito d'impegno urgente, i cui capisaldi saranno disciplinati in una ordinanza per far fronte a gravi turbamenti, che verrà adottata e pubblicata a metà della settimana prossima. Si potrà rispondere alle domande dei diretti interessati (come inoltrare le richieste di crediti ecc.) solo da quel momento.

- Proroga per il pagamento delle assicurazioni sociali: alle aziende colpite dalla crisi potrà essere concessa una proroga temporanea, senza interessi, per il pagamento dei contributi dovuti alle assicurazioni sociali (AVS/AI/IPG/AD). Le imprese hanno inoltre la facoltà di far adeguare l'importo degli acconti periodici versati ad AVS/AI/IPG/AD qualora la loro massa salariale abbia subìto una sostanziale diminuzione. Lo stesso vale per i lavoratori indipendenti che registrano un crollo del fatturato. La valutazione delle proroghe di pagamento e della riduzione degli acconti è di competenza delle casse di compensazione AVS.

- Apporto di liquidità in ambito fiscale e per i fornitori della Confederazione: le imprese avranno la possibilità di dilazionare i termini di pagamento, senza interessi di mora. Di conseguenza, dal 20 marzo 2020 al 31 dicembre 2020 l'interesse sarà azzerato (0,0 %) per l'imposta sul valore aggiunto, per i dazi doganali, per particolari tasse al consumo e per le tasse d'incentivazione. Durante questo periodo non verranno fatturati interessi di mora. All'imposta federale diretta si applica la stessa regola dal 1°marzo 2020 al 31 dicembre 2020. Infine, l'Amministrazione federale delle finanze ha esortato le unità amministrative della Confederazione ad esaminare con celerità le fatture dei creditori e a bonificarle prontamente, a prescindere dai termini di pagamento, rafforzando così le liquidità dei fornitori della Confederazione.

- Principio della "sospensione" secondo la legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF): in tutta la Svizzera dal 19 marzo 2020 al 4°aprile compreso non si può procedere ad atti esecutivi contro un debitore. Il Consiglio federale ha disposto la cosiddetta "sospensione" nella seduta del 18 marzo 2020.

Estensione e semplificazione del lavoro ridotto

L'indennità per lavoro ridotto (ILR) è uno strumento che permette di compensare temporanei cali dell'attività, preservando i posti di lavoro. L'attuale situazione economica, di portata assolutamente eccezionale, va a pesare fortemente anche sulle persone che lavorano a tempo determinato o con un contratto interinale, oppure che occupano una posizione analoga a quella del datore di lavoro, nonché su coloro che hanno un contratto di apprendistato. È importate pertanto estendere la cerchia degli aventi diritto all'ILR e semplificare le modalità per richiederla, con le seguenti innovazioni:

- L'ILR potrà essere erogata anche ai dipendenti con un contratto a tempo determinato e a coloro che sono al servizio di un'agenzia di lavoro interinale.

- La perdita di lavoro sarà riconosciuta anche alle persone con un contratto di apprendistato.

- L'ILR potrà essere erogata anche a coloro che occupano una posizione analoga a quella del datore di lavoro. Si tratta per esempio degli associati di una società a garanzia limitata (Sagl) che lavorano nell'impresa e sono retribuiti come dipendenti. Ora anche le persone che lavorano nell'azienda del coniuge o del partner registrato possono beneficiare dell'indennità per lavoro ridotto e far valere un importo forfetario di 3320 franchi a titolo di ILR per un posto a tempo pieno.

- Il termine di attesa per l'ILR, che era già stato ridotto, è ora abolito, cosicché scompare la partecipazione del datore di lavoro alla perdita di un'attività lucrativa.

- I lavoratori non devono più compensare le ore straordinarie prima di poter beneficiare dell'ILR.

- Sono state inoltre decise nuove disposizioni urgenti per semplificare il trattamento delle domande e i versamenti dell'ILR. Per esempio ora è possibile anticipare il versamento degli stipendi tramite l'ILR.

Indennità di perdita di guadagno per i lavoratori indipendenti

I lavoratori indipendenti che subiscono una perdita di guadagno a causa delle misure decise dalle autorità per combattere il coronavirus saranno indennizzati, a condizione che non ricevano già altre indennità o prestazioni assicurative. I casi contemplati sono i seguenti:

- chiusura delle scuole

- quarantena ordinata dal medico

- chiusura di un esercizio a conduzione personale e accessibile al pubblico

Questa regola vale anche per gli artisti indipendenti costretti a interrompere l'attività lavorativa perché gli ingaggi vengono cancellati in seguito alle suddette misure o perché devono essi stessi cancellare un evento in programma.

Le indennità sono assegnate su base giornaliera e in analogia con la legislazione sulle indennità di perdita di guadagno. L'importo corrisposto è pari cioè all'80 per cento del reddito e non può superare i 196 franchi al giorno. I lavoratori indipendenti in quarantena o impegnati in compiti di assistenza possono ricevere rispettivamente un massimo di 10 e 30 indennità giornaliere. Le casse di compensazione AVS sono incaricate di verificare la sussistenza del diritto alle prestazioni e di erogare le prestazioni stesse.

Indennità di perdita di guadagno per i dipendenti

Hanno diritto all'indennità di perdita di guadagno i genitori che devono interrompere la propria attività lavorativa per accudire i figli a seguito della chiusura delle scuole e le persone in quarantena ordinata dal medico. Come nel caso dei lavoratori indipendenti, le indennità sono corrisposte su base giornaliera e in analogia alla legislazione sulle indennità di perdita di guadagno (IPG e indennità in caso di servizio o di maternità). L'importo corrisposto è pari cioè all'80 per cento del reddito e non può superare i 196 franchi al giorno. I lavoratori in quarantena possono percepire al massimo 10 indennità giornaliere.

Settore culturale: 280 milioni di franchi sotto forma di aiuti immediati e indennità

Il Consiglio federale si adopera per evitare che il settore svizzero della cultura subisca danni durevoli e per mantenerne al tempo stesso la diversità. L'impatto economico causato dal divieto di svolgere eventi a sfondo culturale (arti dello spettacolo, design, cinema, arti visive, letteratura, musica e musei) sarà arginato grazie ad aiuti immediati e indennità. In un primo tempo il governo mette a disposizione uno stanziamento iniziale di 280 milioni di franchi per due mesi, durante i quali la Confederazione seguirà gli sviluppi in collaborazione con i Cantoni e le organizzazioni culturali. Sono previste le seguenti misure:

- in primo luogo, la Confederazione mette a disposizione fondi per concedere aiuti immediati alle imprese e ai singoli che operano nel settore della cultura. Le imprese senza scopo di lucro, ad esempio fondazioni, possono ottenere prestiti rimborsabili senza interessi per preservare la propria liquidità. Gli operatori culturali possono richiedere aiuti immediati per coprire le spese finalizzate a mantenere il proprio tenore di vita, a condizione che tali spese non siano già coperte dalla nuova indennità di perdita di guadagno concessa in analogia alla legislazione sulle indennità di perdite di guadagno. I fondi sono versati dai Cantoni (alle imprese culturali) o da Suisseculture Sociale (agli operatori culturali).

- In secondo luogo, le imprese e gli operatori culturali possono chiedere ai Cantoni un'indennità per i danni finanziari causati in particolare dalla cancellazione o dal rinvio di eventi o dalla chiusura degli esercizi. L'indennità copre al massimo l'80 per cento dei danni. La Confederazione si assume la metà dei costi sostenuti dai Cantoni.

- Infine, le associazioni amatoriali attive nel campo della musica e del teatro possono ricevere un contributo finanziario a risarcimento dei danni finanziari associati alla cancellazione o al rinvio di eventi.

Sport: 100 milioni di franchi per le organizzazioni sportive

I club, le associazioni e le organizzazioni si trovano in una situazione critica a causa della cancellazione di eventi sportivi sia amatoriali che agonistici, per non parlare dei campionati. Per evitare che lo sport svizzero subisca danni strutturali massicci, il Consiglio federale ha deciso di stanziare:

- 50 milioni di franchi sotto forma di prestiti rimborsabili per superare i problemi di liquidità delle organizzazioni coinvolte in campionati, prevalentemente professionistici, dello sport svizzero o in competizioni agonistiche professionistiche

- 50 milioni di franchi sotto forma di sussidi per le organizzazioni di volontariato che promuovono soprattutto eventi sportivi amatoriali e il cui futuro è ora a repentaglio

Il sostegno offerto è subordinato all'obbligo da parte di federazioni e associazioni sportive di adottare le misure necessarie per garantire la propria liquidità in situazioni di crisi. Tale obbligo sarà sancito nella convenzione annuale tra la Confederazione e Swiss Olympic.

L'ordinanza adottata quest'oggi e valida per sei mesi permetterà inoltre di trovare soluzioni accomodanti in caso di interruzioni delle formazioni e formazioni continue nell'ambito dei programmi Gioventù+Sport e di sport per gli adulti. Lo stesso vale per i corsi di studi alla scuola universitaria federale dello sport di Macolin.

Turismo e politica regionale

Nell'ambito degli strumenti di promozione della politica turistica sono in atto misure immediate già da febbraio di quest'anno. Queste riguardano innanzitutto le attività d'informazione e di consulenza nonché gli interventi per superare i problemi di liquidità. La Confederazione sta rafforzando il suo sostegno rinunciando per esempio a incassare il rimborso per il resto del prestito supplementare concesso alla Società svizzera di credito alberghiero (SCA) e scaduto a fine 2019. La SCA dispone così di altri 5,5 milioni di franchi per prestiti destinati a finanziare retroattivamente gli investimenti che le aziende alberghiere hanno coperto negli ultimi due anni con il proprio flusso di cassa. Nell'ambito della politica regionale la Confederazione ha concesso finora circa 530 milioni a titolo di prestiti attualmente investiti per progetti, 60 per cento dei quali riguardano il settore del turismo. La gestione di questi prestiti è delegata per legge ai Canoni. Per rafforzare la liquidità dei beneficiari, la Confederazione offre ai Cantoni più flessibilità per quanto riguarda le possibilità di moratoria. Ciò permette di sostenere a breve termine soprattutto il settore delle ferrovie di montagna, dove gli ammortamenti sono spesso in scadenza dopo la stagione invernale.

Altri provvedimenti nell'ambito della legge sul lavoro

Nelle circostanze attuali gli ospedali e le cliniche sono messi a dura prova. L'entità dei servizi da erogare è assolutamente fuori dal comune, le risorse di personale scarseggiano e dunque è materialmente impossibile pianificare gli effettivi e ottemperare alle norme di legge. Per questo motivo viene concessa loro, per quanto possibile, maggior flessibilità negli orari di lavoro e nei tempi di riposo. Il principale obiettivo resta quello di proteggere adeguatamente i medici, il personale infermieristico, i collaboratori specializzati e tutti coloro che si stanno adoperando con impegno e professionalità per dominare questa situazione eccezionale.

Comunicato stampa del Consiglio federale del 03.04.2020

Il Consiglio federale aumenta a 40 miliardi il volume delle fideiussioni per il sostegno in termini di liquidità

In occasione della sua seduta del 3 aprile 2020 il Consiglio federale ha deciso di incrementare il programma di fideiussione per i crediti transitori COVID-19. A causa della forte domanda, l'Esecutivo sottopone al Parlamento un aumento dell'attuale credito d'impegno da 20 miliardi a 40 miliardi di franchi complessivi.

Gli ultimi giorni hanno dimostrato che i crediti transitori COVID-19 corrispondono a una reale esigenza e che l'espletamento rapido e senza formalità burocratiche da parte di banche e PostFinance funziona bene. Infatti, al 2 aprile 2020 erano stati conclusi 76'034 accordi di credito per un volume complessivo stimato in 14,3 miliardi di franchi.

A causa della forte domanda il volume delle fideiussioni garantite dalla Confederazione dell'ordine di 20 miliardi di franchi sarà verosimilmente superato nei prossimi giorni. Per questo motivo, il Consiglio federale sottopone alle Camere federali un aumento del credito d'impegno e quindi del volume massimo delle fideiussioni da 20 miliardi a 40 miliardi di franchi. Di questi, 10 miliardi saranno domandati alla Delegazione delle finanze, che si riunirà il 7 aprile 2020, sotto forma di crediti urgenti.

In linea di principio, il Consiglio federale parte dal presupposto che i crediti di aiuto non saranno utilizzati in modo illecito. Tuttavia, la concessione dei crediti senza formalità burocratiche comporta anche un certo potenziale di abuso, cui il Consiglio federale intende opporsi con fermezza. Esso ha incaricato oggi i dipartimenti competenti di attuare rapidamente un piano volto a contrastare gli abusi. Il piano contiene in particolare le seguenti misure:

- l'ufficio centrale designato dalle organizzazioni che concedono fideiussioni verifica tutti gli accordi di credito circa l'osservanza dei requisiti di base e l'utilizzazione multipla di crediti. I crediti che sono stati richiesti indebitamente o più volte saranno rapidamente revocati;

- inoltre, si procederà a un controllo sistematico dei crediti COVID-19, collegandoli ai dati sull'imposta sul valore aggiunto o ad altri dati, per permettere così di verificare le informazioni sulle cifre d'affari fornite dalle imprese e di monitorare palesi discrepanze;

- infine, il Dipartimento federale delle finanze è stato incaricato di presentare immediatamente al Consiglio federale possibili opzioni per inasprire le disposizioni penali e/o di responsabilità nell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19. Oltre alle imprese mutuatarie, anche i loro organi responsabili e quindi le persone fisiche sottostanti devono poter essere perseguiti.

Il 20 marzo 2020 il Consiglio federale ha presentato un ampio pacchetto di misure volto ad arginare le conseguenze economiche causate dalla pandemia di coronavirus. Dal 26 marzo 2020 le banche e PostFinance mettono a disposizione delle imprese toccate la liquidità necessaria sotto forma di crediti transitori affinché riescano a coprire i loro costi fissi correnti, malgrado le perdite di fatturato dovute al coronavirus. La Confederazione garantisce in misura del 100 per cento i crediti fino a 500 000 franchi e in misura dell'85 per cento i crediti che compresi tra 500 000 e 20 milioni di franchi. Il Consiglio federale ritiene che questo strumento aiuti in modo mirato le piccole e medie imprese a superare questa difficile fase senza che queste debbano ricorrere ai contributi a fondo perso della Confederazione. Le imprese che hanno bisogno di liquidità possono ottenerla e rimborsare il mutuo corrispondente in cinque anni.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 04.05.2020

Approvati aiuti a economia per oltre 55 miliardi

Il Consiglio nazionale ha approvato oggi i vari crediti proposti dal Consiglio federale per sostenere l'economia duramente toccata dalla crisi del coronavirus. La camera si è mostrata in alcuni settori più generosa dell'esecutivo. Le spese totali superano i 55 miliardi di franchi.

Tra i crediti approvati, che passano ora al vaglio del Consiglio degli Stati, ci sono una quarantina di miliardi destinati alle imprese con problemi di liquidità, fondi per l'assicurazione contro la disoccupazione e le IPG, oltre 2 miliardi e mezzo per acquistare materiale sanitario e 1,88 miliardi per il settore dell'aviazione. Da notare che parte di queste somme erano già state liberate dalle competenti commissioni. In questi casi l'approvazione del legislativo è dunque retroattivo.

Esprimendosi sulla cosiddetta prima aggiunta al preventivo 2020 della Confederazione, la relatrice commissionale Céline Widmer (SP/ZH) ha ricordato come mai prima d'ora il Parlamento si era pronunciato su crediti di tale ampiezza. Non c'è mai stato un programma come questo, ha aggiunto il ministro delle finanze Ueli Maurer.

Si tratta tuttavia verosimilmente solo di un primo passo, ha aggiunto il consigliere federale sostenendo che saranno probabilmente necessarie ulteriori misure. L'assicurazione contro la disoccupazione potrebbe infatti richiedere fino a 18 milioni di franchi in più: il deficit potrebbe raggiungere 30-50 miliardi di franchi.

Franz Grüter (UDC/LU) ha parlato di "dimensioni storiche". Se è stato possibile evitare gli scenari peggiori, la Svizzera ne subirà a lungo le conseguenze economiche. In questa situazione particolare, una politica finanziaria prudente rimane importante. Per questo motivo l'UDC ha chiesto di moderare gli aiuti nel settore culturale e rifiutare il sostegno agli asili nido.

"Il motore economico della Svizzera deve ora ripartire", ha sostenuto da parte sua Jacques Bourgeois (PLR/FR) a nome del gruppo PLR. Per il friburghese, malgrado i notevoli disavanzi che contraddistingueranno le finanze federali, il freno all'indebitamento non deve in alcun caso essere messo in discussione.

Il gruppo del Centro sostiene sostanzialmente le proposte del Consiglio federale, ma ritiene che i fondi pubblici non dovrebbero essere usati per mantenere in vita strutture obsolete, ha detto Heinz Siegenthaler (PBD/BE). Il centro chiede inoltre di subordinare il versamento degli aiuti all'interdizione di distribuire dividendi.

Il PS ha sottolineato da parte l'importanza della responsabilità per le imprese: "Non dobbiamo, da un lato, iniettare miliardi nell'economia e, dall'altro, dimenticarci chi fa e rischia di più in questa crisi", ha affermato Ursula Schneider Schüttel (FR).

La friburghese ha inoltre messo in guardia dal reagire agli elevati costi con pacchetti di risparmio. Secondo Gerhard Andrey (Verdi/FR), si potrebbe ricorrere alle riserve della Banca nazionale svizzera. Dal suo punto di vista occorre rendere l'economia più sostenibile e più resistente per essere pronti alla prossima crisi. L'ecologista ha anche invitato il plenum a non dimenticare l'altra crisi, quella ambientale.

Fideiussioni: 41 miliardi

Il Parlamento ha poi votato singolarmente le varie proposte di sostegno all'economia. Il maggiore impegno finanziario della Confederazione - 40 miliardi di franchi - è destinato alle fideiussioni per le imprese, soprattutto PMI, che potrebbero trovarsi in difficoltà per mancanza di liquidità. La Confederazione garantirà al 100% i crediti-ponte (crediti Covid-19) fino a 500 mila franchi e per l'85% quelli fino a 20 milioni.

Un ulteriore miliardo di franchi è destinato per garantire i crediti che scadono già quest'anno. Il Nazionale ha poi approvato due mozioni che chiedono al governo di modificare l'ordinanza sul Covid-19 per fare in modo che la garanzia della Confederazione sia allungata da 5 a 8 anni e che non venga imposto alcun tasso di interesse scaduto il primo anno sui crediti-ponte fino a 500 mila franchi.

Queste due misure, è stato sottolineato, permetteranno di dare un margine di manovra supplementare alle PMI. "Il gesto è necessario se vogliamo la sopravvivenza di queste imprese", ha spiegato Fabio Regazzi (PPD/TI). Prorogare il termine di rimborso consentirebbe anche di limitare le perdite della Confederazione in caso di mancato rimborso dei crediti da lei garantiti.

L'UDC era contraria: "si tratta di un cattivo segnale", ha sostenuto Céline Amaudruz (UDC/GE). Anche il consigliere federale Maurer ha espresso dubbi ed ha ricordato come sia già prevista la possibilità di prolungare i termini di due anni nei casi di rigore. Per i tassi d'interesse, secondo il ministro delle finanze occorre mantenere una certa flessibilità. Come detto, il plenum gli ha dato torto adottando i due atti parlamentari, che passano ora agli Stati.

Lavoro ridotto: 6 miliardi

Il Consiglio nazionale ha poi approvato il credito di 6 miliardi di franchi destinati a rimpinguare il Fondo per l'assicurazione disoccupazione. Lo scopo è finanziare le indennità per lavoro ridotto (disoccupazione parziale), uno strumento che consente alle imprese di evitare i licenziamenti.

La misura, ha precisato la relatrice commissionale Widmer, permetterà di evitare di aumentare i contributi salariali. La somma stanziata oggi, ha poi aggiunto il ticinese Alex Farinelli (PLR), non sarà però sufficiente e non sarà pertanto l'ultima.

Il Consiglio federale ha esteso i beneficiari che possono godere di questo strumento e allentato alcune condizioni per farne richiesta, per esempio eliminando il periodo di attesa. Possono far capo alla disoccupazione parziale anche i lavoratori con contratti a termine o temporaneo, gli apprendisti e quei soggetti che la quarantena ha posto in una situazione difficile.

IPG: 5,3 miliardi

Altri 5,3 miliardi di franchi sono stati approvati dalla Camera del popolo per indennizzare, tramite le Indennità per perdita di guadagno (IPG), quei genitori rimasti a casa per prendersi cura dei figli dopo la chiusura delle scuole e per gli indipendenti la cui attività è stata chiusa dall'esecutivo. Riceveranno l'80% del salario, ma al massimo 196 franchi al giorno.

Potranno beneficiare delle IPG anche gli indipendenti che non sono interessati dal divieto di esercitare un'attività lavorativa se il loro reddito non supera i 90'000 franchi e la loro azienda subisce le conseguenze del coronavirus.

Materiale sanitario: 2,59 miliardi

Per acquistare mascherine protettive, respiratori e defibrillatori, il Nazionale ha approvato un credito di 2,59 miliardi, una parte della quale già liberata in precedenza dalle competenti commissione. Tale somma dovrà servire per procacciarsi guanti protettivi, disinfettanti, kit per eseguire test sul coronavirus e medicinali.

Tale voci di spesa comprende anche l'acquisto di un vaccino contro il Covid-19 per complessivi 50 milioni di franchi, malgrado un vaccino non esista ancora. Dieci milioni di franchi sono peraltro destinati alla "Coalition for Epidemic Preparedness Innovations" (CEPI), che vuole sviluppare un vaccino entro l'inizio del 2021.

L'UDC ha chiesto di ridurre di 600 milioni i crediti per l'acquisto di mascherine e respiratori. Per Franz Grüter (UDC/LU) il costo di taluni dispositivi, in particolare delle mascherine, sono calcolati in modo eccessivo. L'esercito paga tali prodotti 1.30 franchi al pezzo, ma ciò corrisponde al doppio del prezzo di mercato, ha sostenuto il lucernese.

In vista del confinamento servono molte mascherine, ha replicato Barbara Gysi (PS/SG). Non è inoltre immaginabile rischiare che il personale sanitario sia sprovvisto di protezioni. Non è poi detto che verrà spesa l'intera somma disponibile, ha precisato la sangallese convincendo il plenum.

Occorre insomma avere un certo margine di manovra, ha aggiunto Damien Cottier (PLR/NE) ricordando come i prezzi sono alquanto volatili. La proposta democentrista è così stata approvata con 136 voti contro 57.

Settore aereo: 1,88 miliardi

Per aiutarlo ad affrontare la crisi, il Consiglio nazionale ha deciso di sostenere il settore dell'aviazione con 1,875 miliardi di franchi. Il pacchetto consiste in 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie Swiss e Edelweiss. Un secondo credito d'impegno di 600 milioni per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

I Verdi hanno chiesto di sopprimere il credito d'impegno sostenendo di non voler aiutare con i soldi del contribuente un settore che già oggi beneficia di privilegi fiscali non concessi ad altri settori della mobilità. Tanto più che il sostegno non è condizionato a obiettivi climatici.

Parlando di Swiss, Christine Badertscher (Verdi/BE) ha ricordato come la società abbia finanze sane e che realizzato milioni di utili negli scorsi anni. Non si capisce bene quindi perché chiede aiuto quando oltretutto i salari sono coperti da altre assicurazioni sociali.

Questi aiuti servono per aiutare rapidamente e efficacemente le imprese del settore per salvaguardare gli impieghi e le connessioni internazionali della Svizzera, per questo motivo ci opponiamo a sottoporli a ulteriori condizioni, ha spiegato Pirmin Schwander (UDC/SZ). Anche Jean-Paul Gschwind (PPD/JU) ha sottolineato l'importanza del settore aereo - definito strategico da Farinelli - per la piazza economica della Svizzera.

Ueli Maurer ha poi ricordato che nessun franco finirà alla casa madre Lufthansa. I prestiti sono inoltre concessi a condizione che vengono rispettati una serie di condizioni in ambito sociale e di salvaguardia dell'ambiente, ha sottolineato il ministro delle finanze.

Con 98 voti contro 89 e 8 astenuti, il Nazionale ha poi voluto inserire una clausola che obbliga Swiss e Edelweiss a rimborsare entro il 30 settembre alle agenzie di viaggio gli anticipi versate da queste ultime per i voli non avvenuti. Inutile le obiezioni di Maurer secondo cui tale problema andasse risolto in altra sede.

Cultura: 280 milioni

I deputati hanno poi liberato 100 milioni di franchi come aiuto d'emergenza per le imprese culturali senza scopo di lucro e 25 milioni di franchi per gli operatori culturali. Alle aziende saranno concessi prestiti rimborsabili, qualora non dovessero ottenerli da una banca. Per gli operatori culturali, oltre all'indennità per lavoratori indipendenti, sono previsti aiuti finanziari d'emergenza per coprire le spese di mantenimento immediate.

Ulteriori 145 milioni di franchi sono destinati al risarcimento delle perdite, per esempio in caso di cancellazione di eventi. Il risarcimento copre al massimo l'80% della perdita finanziaria. La Confederazione sostiene la metà dei costi coperti dai Cantoni.

Altri 10 milioni sono destinati alle associazioni musicali e teatrali. Essi riceveranno un contributo finanziario per coprire i danni causati dalla cancellazione o dal rinvio di eventi.

L'UDC, per bocca di Pirmin Schwander (UDC/SZ), ha chiesto di ridurre fortemente all'aiuto per il settore culturale. I mezzi messi a disposizione per i lavoratori indipendenti e le PMI dovrebbero bastare per aiutare il settore, ha spiegato lo svittese. Per il democentrista non serve un aiuto ad-hoc.

Damien Cottier (PLR/NE) ha replicato ricordando che il settore culturale è stato uno dei primi ad essere colpito, con la proibizione delle grande manifestazioni decretato a inizio marzo. Le proposte del Consiglio federale, inoltre, tengono conto delle particolarità del settore e, ha fatto notare il neocastellano, sono sussidiarie agli aiuti cantonali. Al voto il plenum l'ha seguito bocciando tutti i tagli proposti dall'UDC.

Asili nido: 100 milioni

Contro il parere del Consiglio federale e dell'UDC, che ritengono il settore di esclusiva competenza cantonale, il Nazionale ha poi anche deciso, con 130 voti contro 60 e 6 astenuti, di sostenere con 100 milioni di franchi gli asili nido e altre strutture.

Questi fondi serviranno a compensare i contribuiti dei genitori che sono venuti meno. Il sostegno è necessario per evitare l'annientamento di anni di sforzi volti a promuovere l'accoglienza extrafamigliare dei bambini, ha precisato Christian Dandrès (PS/GE). "I cantoni dispongono dei mezzi finanziari per aiutare il settore, bisogna rispettare la ripartizione dei compiti", ha replicato, invano, il consigliere federale Maurer.

Sport: 100 milioni

Per mitigare la situazione critica in cui si trovano i club, le associazioni e le organizzazioni dopo la cancellazione di eventi sportivi sia amatoriali che agonistici, la Camera del popolo ha liberato 100 milioni di franchi, suddivisi a metà tra prestiti a condizioni agevolati e contributi a fondo perso.

Protezione civile: 23,4 milioni

Per l'impiego della protezione civile, il Nazionale ha liberato 23,4 milioni. Ciò corrisponde a 840 mila giorni di servizio a 27,50 franchi cadauno.

Sessione straordinaria: 4,1 milioni

Per coprire le spese per la sessione straordinaria in corso a Bernexpo, il Nazionale ha approvato un credito di 4,1 milioni. Lo sforzo logistico è notevole. Per i lavori parlamentari non serve solo il mobilio corretto, ma anche impianti per la diretta video e il voto elettronico, oltre che sale per le riunioni dei gruppi, luoghi per interviste e un adeguato sistema di sicurezza.

La proposta dell'UDC di ridurre di mezzo milione tali costi è stata bocciata. con 137 voti contro 56. Da notare che anche la sessione parlamentare di giugno si svolgerà negli spazi di Bernexpo.

Carne: 3 milioni

Dato che i ristoranti sono chiusi, attualmente si vende meno carne. Per evitare il crollo dei prezzi, la Confederazione sostiene lo stoccaggio della carne con 3 milioni di franchi. I fondi sono trasferiti all'interno del bilancio agricolo e sono quindi neutrali rispetto al bilancio.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.05.2020

Approvati aiuti a economia per 57 miliardi

Dopo il Consiglio nazionale ieri, oggi anche il Consiglio degli Stati ha approvato i vari crediti proposti dal Consiglio federale per sostenere l'economia duramente toccata dalla crisi del coronavirus.

Il Parlamento si è mostrato in alcuni settori più generoso dell'esecutivo. Le spese totali superano i 57 miliardi di franchi. Tra le due camere rimangono tuttavia alcune divergenze su turismo e affitti.

Tra i crediti approvati ci sono 40 miliardi destinati alle imprese con problemi di liquidità, 6 miliardi fondi per l'assicurazione contro la disoccupazione e 5,3 miliardi per le IPG, oltre 2 miliardi e mezzo per acquistare materiale sanitario e 1,88 miliardi per il settore dell'aviazione, senza dimenticare gli aiuti urgenti a cultura e sport. Da notare che parte di queste somme erano già state liberate dalle competenti commissioni. In questi casi l'approvazione del legislativo è dunque retroattivo.

Questi importi storici dovrebbero essere unici, ha rassicurato Peter Hegglin (PPD/ZG) a nome della commissione. Se ciò dovesse riproporsi, le finanze pubbliche non potrebbero sopportarlo. Non c'è mai stato un programma come questo, ha confermato il ministro delle finanze Ueli Maurer. Si tratta tuttavia verosimilmente solo di un primo passo, ha aggiunto il consigliere federale sostenendo che saranno probabilmente necessarie ulteriori misure, in particolare per l'assicurazione contro la disoccupazione.

L'UDC ha tentato invano di ridurre in particolare i crediti per la cultura e di respingere in toto gli aiuti urgenti agli asili nido, ma la maggioranza del Parlamento non l'ha seguita.

Asili nido: 65 milioni

In seconda lettura, la Camera del popolo si è però allineata a quella dei cantoni mostrandosi un po' meno generosa per quanto riguarda gli asili nido: dopo che ieri il Nazionale aveva attributo loro 100 milioni di franchi, oggi ha ridotto tale importo a 65 milioni di franchi.

Questo aiuto dovrebbe consentire agli asilo nido e alle strutture di di custodia extrafamigliare di compensare i contributi che i genitori non hanno versato durante il periodo di semi-isolamento, ha spiegato Peter Hegglin (PPD/ZG) a nome della commissione.

Gli asili nido hanno ricevuto aiuti da parte delle autorità comunali e cantonali, ha replicato il "senatore" Werner Salzmann (UDC/BE). In taluni cantoni, i genitori hanno pagato le fatture nonostante la chiusura delle strutture. A suo avviso, il budget della Confederazione è già sufficientemente colpito dalla crisi per aggiungervi ulteriori oneri.

Tale considerazioni sono state condivise dal ministro delle finanze Ueli Maurer e proprio per questo il Consiglio federale non ha previsto un sostegno alle strutture di custodia extrafamigliare nei suoi crediti urgenti. Non si tratta di sapere se occorre aiutare o meno gli asili nido, ma di determinare chi paga, ha sottolineato Maurer. E spetta ai cantoni farlo, ha aggiunto invano il consigliere federale.

Cultura: 280 milioni

Al pari del Nazionale ieri, gli Stati hanno oggi accordato un credito di 280 milioni per alleviare il mondo culturale (teatri, design, cinema, arti visive, letteratura, musica e musei) duramente toccato dalla crisi del coronavirus sotto forma aiuti immediati e indennità.

Nel dettaglio il Parlamento ha liberato 100 milioni di franchi come aiuto d'emergenza per le imprese culturali senza scopo di lucro e 25 milioni di franchi per gli operatori culturali. Alle aziende saranno concessi prestiti rimborsabili, qualora non dovessero ottenerli da una banca. Per gli operatori culturali, oltre all'indennità per lavoratori indipendenti, sono previsti aiuti finanziari d'emergenza per coprire le spese di mantenimento immediate.

Ulteriori 145 milioni di franchi sono destinati al risarcimento delle perdite, per esempio in caso di cancellazione di eventi. Il risarcimento copre al massimo l'80% della perdita finanziaria. La Confederazione sostiene la metà dei costi coperti dai Cantoni.

L'UDC avrebbe auspicato ridurre l'importo delle compensazioni per le imprese e gli attori culturali di 45 milioni di franchi. Pur riconoscendo la loro importanza e i loro problemi, Hansjörg Knecht (UDC/AG) ha sottolineato la differenza di trattamento tra i vari settori. La Confederazione non può sostituirsi a un'assicurazione casco totale, ha aggiunto. Ma a larga maggioranza, i "senatori" hanno mantenuto il credito di 145 milioni, come fatto ieri dal Nazionale.

Altri 10 milioni sono destinati alle associazioni musicali e teatrali. Essi riceveranno un contributo finanziario per coprire i danni causati dalla cancellazione o dal rinvio di eventi.

Fideiussioni: 40 miliardi

Il Consiglio degli Stati ha poi votato senza grandi discussioni le varie proposte di sostegno all'economia. Il maggiore impegno finanziario della Confederazione - 40 miliardi di franchi - è destinato alle fideiussioni per le imprese, soprattutto PMI, che potrebbero trovarsi in difficoltà per mancanza di liquidità. La Confederazione garantirà al 100% i crediti-ponte (crediti Covid-19) fino a 500 mila franchi e per l'85% quelli fino a 20 milioni.

La Camera dei cantoni, contrariamente a quello del popolo ieri, ha poi respinto due mozioni che chiedono al governo di modificare l'ordinanza sul Covid-19 per fare in modo che la garanzia della Confederazione sia allungata da 5 a 8 anni e che non venga imposto alcun tasso di interesse scaduto il primo anno sui crediti-ponte fino a 500 mila franchi.

I "senatori" hanno invece approvato tacitamente una terza mozione della commissione delle finanze. I crediti garantiti tramite fideiussioni non dovrebbero essere considerati come capitali di terzi per tutta la durata delle fideiussioni. Il Consiglio federale, per bocca di Ueli Maurer, è pronto a seguire la proposta. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi

Lavoro ridotto: 6 miliardi

Le due Camere hanno inoltre approvato il credito di 6 miliardi di franchi destinati a rimpinguare il Fondo per l'assicurazione disoccupazione. Lo scopo è finanziare le indennità per il lavoro ridotto (disoccupazione parziale), uno strumento che consente alle imprese di evitare i licenziamenti.

La misura permetterà di evitare di aumentare i contributi salariali, anche se la somma stanziata non sarà sufficiente e non sarà pertanto l'ultima.

Il Consiglio federale ha esteso i beneficiari che possono godere di questo strumento e allentato alcune condizioni per farne richiesta, per esempio eliminando il periodo di attesa. Possono far capo alla disoccupazione parziale anche i lavoratori con contratti a termine o temporaneo, gli apprendisti e quei soggetti che la quarantena ha posto in una situazione difficile.

IPG: 5,3 miliardi

Altri 5,3 miliardi di franchi sono stati approvati da entrambi i rami del Parlamento per indennizzare, tramite le Indennità per perdita di guadagno (IPG), quei genitori rimasti a casa per prendersi cura dei figli dopo la chiusura delle scuole e per gli indipendenti la cui attività è stata chiusa dall'esecutivo. Riceveranno l'80% del salario, ma al massimo 196 franchi al giorno.

Potranno beneficiare delle IPG anche gli indipendenti che non sono interessati dal divieto di esercitare un'attività lavorativa se il loro reddito non supera i 90'000 franchi e la loro azienda subisce le conseguenze del coronavirus.

Materiale sanitario: 2,59 miliardi

Per acquistare mascherine protettive, respiratori e defibrillatori, entrambe le Camere hanno approvato un credito di 2,59 miliardi, una parte della quale già liberata in precedenza dalle competenti commissioni. Tale somma dovrà servire per procacciarsi guanti protettivi, disinfettanti, kit per eseguire test sul coronavirus e medicinali.

Tale voce di spesa comprende anche l'acquisto di un vaccino contro il Covid-19 per complessivi 50 milioni di franchi, malgrado un vaccino non esista ancora. Dieci milioni di franchi sono peraltro destinati alla "Coalition for Epidemic Preparedness Innovations" (CEPI), che vuole sviluppare un vaccino entro l'inizio del 2021.

Settore aereo: 1,88 miliardi

Per aiutarlo ad affrontare la crisi, i due Consigli hanno deciso di sostenere il settore dell'aviazione con 1,875 miliardi di franchi. Il pacchetto consiste in 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie Swiss e Edelweiss. Un secondo credito d'impegno di 600 milioni per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

I Verdi hanno chiesto invano di sopprimere il credito d'impegno sostenendo di non voler aiutare con i soldi del contribuente un settore che già oggi beneficia di privilegi fiscali non concessi ad altri settori della mobilità. Tanto più che il sostegno non è condizionato a obiettivi climatici. È stato inoltre ricordato che nessun franco finirà alla casa madre Lufthansa.

Contrariamente agli Stati, il Nazionale ha poi ribadito di voler inserire una clausola che obbliga Swiss e Edelweiss a rimborsare entro il 30 settembre alle agenzie di viaggio gli anticipi versate da queste ultime per i voli non avvenuti.

Il Nazionale ha invece seguito in seconda lettura il Consiglio degli Stati, che ha aggiunto alcune esigenze sociali. Il sostegno finanziario sarebbe accordato a condizione che le imprese collaborino con i partner sociali in caso di soppressione di impieghi inevitabili.

Sport: 100 milioni

Per mitigare la situazione critica in cui si trovano i club, le associazioni e le organizzazioni dopo la cancellazione di eventi sportivi sia amatoriali che agonistici, la Camera dei cantoni - al pari di quella del popolo - ha liberato 100 milioni di franchi, suddivisi a metà tra prestiti a condizioni agevolati e contributi a fondo perso.

Turismo: 40 o 67 milioni?

Rimane una divergenza importante tra le due Camere: stamane il Consiglio degli Stati ha deciso, con 33 voti voti contro 5, di attribuire un credito di 67 milioni a Svizzera Turismo. Secondo la Camera dei cantoni, il settore turistico dovrebbe ottenere 27 milioni per compensare con un versamento unico a fondo perso i contributi annui che i diversi fornitori di servizi di Svizzera Turismo (partner regionali, alberghi, impianti di risalita, ecc.) non sono in grado di corrispondere a causa delle attuali difficoltà del settore.

In serata, il Nazionale non ha seguito i "senatori" su questo punto. Si è invece limitato a un credito di 40 milioni volto a finanziare un'ulteriore campagna di marketing per il periodo 2020-2022 che ha l'obiettivo di stimolare la domanda e promuovere l'offerta nelle varie regioni del Paese (soprattutto in quelle meno popolari).

Affitti: 50 milioni?

Altra divergenza tra le due Camere: il Consiglio degli Stati ha deciso di destinare un credito di 50 milioni di franchi in favore degli affitti. Tale credito dipende da una mozione della sua commissione dell'economia che vuole venir in aiuto alle piccole imprese e agli indipendenti che non riescono a pagare le loro pigioni. Il Nazionale, seguendo la sua maggioranza commissionale, invece ha bocciato tale proposta con 107 voti contro 83.

Protezione civile: 23,4 milioni

Per l'impiego della protezione civile, gli Stati - al pari del Nazionale - hanno liberato 23,4 milioni. Ciò corrisponde a 840 mila giorni di servizio a 27,50 franchi cadauno.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati, 06.05.2020

Conclusa sessione, aiuti a economia per 57 miliardi

Con l'approvazione di aiuti all'economia per complessivi 57 miliardi di franchi si è conclusa la sessione straordinaria delle Camere federali. Per rispettare le misure igieniche e, soprattutto, di distanziamento sociale, i deputati si sono riuniti per l'occasione negli ampi spazi di Bernexpo.

In questi tre giorni i parlamentari sono stati chiamati a ratificare, spesso a posteriori, i crediti approvati dal Consiglio federale per far fronte alla crisi. Da notare che è dal 1939, al momento dello scoppio della Seconda guerra mondiale e della votazione dei pieni poteri per il Governo da parte dell'Assemblea federale, che l'esecutivo non governava col diritto d'urgenza.

In totale, come detto, i crediti adottati dalle Camere hanno superato 57 miliardi. Mai il Parlamento nella sua storia si è pronunciato su una somma così elevata. Questi crediti rappresentano l'84% delle spese totali della Confederazione per il 2019.

Da sottolineare poi che i fondi adottati oggi potrebbero non essere gli ultimi: il ministro delle finanze Ueli Maurer ha già affermato che l'assicurazione contro la disoccupazione necessiterà verosimilmente quest'anno di altri 15 miliardi.

Tra i crediti adottati in questa sessione straordinaria, quello maggiore - 40 miliardi di franchi - è destinato alle fideiussioni per le imprese, soprattutto PMI, che potrebbero trovarsi in difficoltà per mancanza di liquidità. Altri 6 miliardi di franchi sono destinati a rimpinguare il Fondo per l'assicurazione disoccupazione. Lo scopo è finanziare le indennità per lavoro ridotto (disoccupazione parziale), uno strumento che consente alle imprese di evitare i licenziamenti.

Altri 5,3 miliardi di franchi sono stati adottati per indennizzare, tramite le Indennità per perdita di guadagno (IPG), quei genitori rimasti a casa per prendersi cura dei figli dopo la chiusura delle scuole e per gli indipendenti la cui attività è stata chiusa dall'esecutivo. Potranno beneficiare delle IPG anche taluni lavoratori indipendenti.

Per acquistare guanti protettivi, disinfettanti, kit per eseguire test sul coronavirus e medicinali il legislativo ha previsto di spendere 2,59 miliardi. Tale voci di spesa comprende anche l'acquisto di un vaccino contro il Covid-19 per complessivi 50 milioni di franchi, malgrado un vaccino non esista ancora.

Le due camere hanno anche adottato i 1,875 miliardi di franchi destinati a sostenere il settore dell'aviazione. Il pacchetto consiste in 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie Swiss e Edelweiss. Un secondo credito d'impegno di 600 milioni servirà per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

La sinistra avrebbe voluto subordinare gli aiuti al rispetto di determinate condizioni ambientali. Le Camere si sono limitate a introdurre requisiti non vincolanti. Gli aiuti dovranno però rimanere in Svizzera e non finire nelle case madri (leggi: Lufthansa) all'estero.

Contro il parere del Consiglio federale, le Camere hanno anche deciso di destinare 65 milioni di franchi agli asili nido e altre strutture. Altri 100 milioni sono stati liberati per lo sport, suddivisi a metà tra prestiti a condizioni agevolati e contributi a fondo perso. Da parte sua la cultura riceverà 280 milioni. Svizzera Turismo otterrà invece 40 milioni per finanziare una campagna di marketing per il periodo 2020-2022.

Il Parlamento ha anche approvato due mozioni che chiedono un aiuto urgente di circa 65 milioni di franchi per garantire la sopravvivenza di giornali, radio e tivù. Non è invece stata trovata una intesa volta a sgravare gli imprenditori dagli affitti commerciali che devono continuare a pagare malgrado la loro attività sia stata chiusa dal Consiglio federale. Una soluzione ai loro problemi potrebbe essere adottata in giugno, durante la sessione estiva.

Oggi il Consiglio nazionale ha anche lanciato un appello alla comunità internazionale e agli Stati coinvolti in un conflitto a deporre le armi e unire le forze per combattere la pandemia di coronavirus. Questa dichiarazione per un cessate il fuoco globale fa riferimento a quella del segretario generale delle Nazioni Unite del 23 marzo, che ha anche ricevuto il sostegno del Consiglio federale.