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20.025 · Oggetto del Consiglio federale · 2020-03-06

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 6 marzo 2020 relativo all’approvazione e alla trasposizione nel diritto svizzero degli scambi di note tra la Svizzera e l’UE concernenti il recepimento delle basi legali sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema d’informazione Schengen (SIS) (Sviluppi dell’acquis di Schengen) e alla modifica della legge federale sul sistema d’informazione per il settore degli stranieri e dell’asilo

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 06.03.2020

Maggiore sicurezza nello spazio Schengen: messaggi relativi al SIS e all'ETIAS

Occorre migliorare il controllo alle frontiere esterne dello spazio Schengen e potenziare in tutta Europa la cooperazione tra le autorità nazionali competenti in materia di sicurezza e migrazione. Nella sua seduta del 6 marzo 2020, il Consiglio federale ha trasmesso a tale riguardo due messaggi al Parlamento: il primo riguarda lo sviluppo ulteriore del sistema di informazione Schengen (SIS), mentre il secondo la trasposizione nel diritto svizzero del regolamento sul sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS).

Già oggi la Svizzera lavora in stretta collaborazione con gli Stati europei nel settore della migrazione e della sicurezza. Dal 2008 ha accesso al sistema di ricerca europeo SIS, che è diventato uno strumento indispensabile per la sicurezza interna, oltre ad agevolare il lavoro della polizia e della autorità di frontiera.

Ulteriore sviluppo del SIS

Il SIS sarà ampliato migliorando la ricerca di persone sospettate di essere coinvolte in attività terroristiche. D'ora in poi potranno essere segnalate in via preventiva anche persone particolarmente vulnerabili, come ad esempio potenziali vittime di matrimoni forzati o della tratta di esseri umani, ma anche minori che potrebbero essere rapiti da un genitore.

Infine, va potenziata anche la collaborazione Schengen nel settore del ritorno. Il futuro SIS agevolerà l'esecuzione degli allontanamenti di cittadini di Stati terzi che soggiornano illegalmente nello spazio Schengen mediante l'obbligo di segnalare nel sistema tutte le decisioni di rimpatrio a carico di cittadini di Stati terzi, rendendole così visibili agli altri Stati Schengen.

Maggiore protezione delle frontiere esterne

Si prevede anche l'introduzione di un sistema automatizzato per individuare i rischi connessi all'ingresso nello spazio Schengen di cittadini di Stati terzi esentati dall'obbligo del visto. A tal fine queste persone devono richiedere online un'autorizzazione ai viaggi soggetta a emolumento prima di iniziare il viaggio. Grazie a questa verifica preliminare, il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi ETIAS incrementerà l'efficacia dei controlli alle frontiere esterne e colmerà le lacune esistenti in termini di informazione e sicurezza.

Nella consultazione i due progetti sono stati accolti perlopiù favorevolmente. Molti partecipanti hanno accolto con particolare favore il fatto che queste nuove misure consentiranno di aumentare la sicurezza negli Stati Schengen. Nella sua seduta del 6 marzo 2020, il Consiglio federale ha adottato i messaggi relativi al SIS e all'ETIAS trasmettendoli al Parlamento.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 17.09.2020

Schengen, no partecipazione a banca dati allargata

Il Consiglio nazionale, grazie all'insolita alleanza tra UDC e Verdi, spalleggiati dall'astensione del partito socialista, ha respinto oggi (79 voti a 74 e 38 astensioni) il progetto di legge volto ad adeguare il diritto elvetico agli ultimi sviluppi del Sistema di informazione Schengen (SIS).

Nel corso del dibattito sull'entrata in materia, combattuta dagli ecologisti, è stata più volte sottolineata l'importanza di Schengen per la sicurezza del Paese e la necessità di estendere la cooperazione ad altri settori per contrastare il terrorismo, ma anche per proteggere i minori da rapimenti da parte di un genitore o da possibili violenze come le mutilazioni genitali.

Per i sostenitori del progetto governativo, sarebbe impensabile oggi per le forze di polizia e le guardie di confine lavorare senza potere accedere al sistema SIS, sollecitato in media ogni giorno dalle autorità elvetiche 350 mila volte.

I Verdi e l'UDC hanno espresso preoccupazione per i nuovi adeguamenti Schengen, ma per ragioni opposte. Per gli ecologisti, Schengen sta diventando un sistema sempre più tentacolare e repressivo volto a criminalizzare i migranti, per esempio procedendo alla schedatura di persone entrate illegalmente, infrangendo così le disposizioni internazionali - in particolare le Convenzioni di Ginevra - che vietano la criminalizzazione di azioni simili.

Insomma, gli attentati terroristici degli ultimi anni hanno causato una svolta repressiva nella politica degli stranieri e d'asilo sia in Europa che in Svizzera, trasformando il Continente europeo in una "fortezza" chiusa sul resto del mondo.

In particolare, gli ecologisti si sono detti preoccupati per la protezione dei dati, alla luce anche del fatto che ben 2 milioni di persone nello spazio Schengen hanno accesso al sistema SIS con tutti i pericoli di abuso che ciò comporta. Nel 2018, per esempio, la Gran Bretagna si è appropriata illegalmente di milioni di dati contenuti nel sistema, scambiandoli con gli Stati Uniti e dando mandato a IBM di trattarli a suo nome.

È anche noto il caso di uso politico delle informazioni ivi contenute. La Polonia, per esempio, ha negato l'accesso nello spazio Schengen a un'attività dei diritti umani particolarmente critica con governo di Varsavia.

Il PS, favorevole al sistema Schengen, si è dichiarato scontento però per gli inasprimenti al diritto degli stranieri apportati dal governo sulla base degli sviluppi del diritto europeo in materia, aggiungendo che senza correttivi su determinati aspetti del progetto, come chiesto dai Verdi, si sarebbe astenuto al voto finale, dimostrandosi di parola alla resa dei conti.

I democentristi, ostili di principio a Schenge e a tutto quello che "sa" di europeo, chiedevano invece il rinvio del progetto al Consiglio federale, temendo che le disposizioni europee avrebbero reso più difficile l'espulsione di stranieri indesiderabili.

Chiamata in causa, la ministra di giustizia e polizia, Karin Keller-Sutter, ha rassicurato che il disegno di legge non avrà ripercussioni su questo aspetto. La proposta UDC di rinvio al governo, e quella di non entrata in materia dei verdi, sono state respinte.

Quanto ai timori espressi dal campo rosso-verde, la consigliera federale ha sostenuto che divieti d'entrata per stranieri sono già oggi possibili per vari motivi, anche in caso di soggiorno illegale. La normativa non intacca a suo avviso il principio internazionale del "non respingimento" per le persone in pericolo di vita. Il progetto, ha affermato, "non ha nulla a che vedere con l'asilo"

Quanto alle persone a carico dell'assistenza, la Segreteria di Stato della migrazione può, come già accade adesso, rifiutare l'ingresso a uno straniero, ma non "deve" per forza farlo. Il principio di proporzionalità viene quindi rispettato, a parere di Karin Keller-Sutter.

Quest'ultima ha poi specificato che, alla luce di quanto accaduto in passato, l'Ue ha apportato miglioramenti in merito alla protezione delle informazioni raccolte nelle sue banche dati. In futuro dovrebbero venir inseriti nel SIS dati biometrici, tra cui profili del DNA di persone scomparse e impronte digitali di persone sospette. Anche gli stranieri di Stati terzi residenti in situazione irregolare nello spazio Schengen verrebbero censiti dal SIS.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.12.2020

Schengen, approvata partecipazione a banca dati allargata

La Svizzera deve recepire l'acquis di Schengen al fine di rafforzare la sicurezza. A differenza del Nazionale, il Consiglio degli Stati ha approvato oggi - senza opposizioni - il progetto volto ad adeguare il diritto elvetico agli ultimi sviluppi del Sistema di informazione Schengen (SIS).

Il SIS è un sistema essenziale per il lavoro della polizia al fine di rintracciare persone scomparse e oggetti smarriti o rubati. Svolge un ruolo chiave nel controllo delle frontiere esterne dello spazio Schengen, ha spiegato Andrea Gmür (PPD/LU) a nome della commissione.

Il SIS verrà ora ampliato, migliorando la ricerca di persone sospettate di essere coinvolte in attività terroristiche. D'ora in poi potranno essere segnalate in via preventiva anche persone particolarmente vulnerabili, come ad esempio potenziali vittime di matrimoni forzati o della tratta di esseri umani, ma anche minori che potrebbero essere rapiti da un genitore, indica una nota governativa odierna.

Infine, va potenziata anche la collaborazione tra gli Stati Schengen nel settore del ritorno. Il futuro SIS agevolerà l'esecuzione degli allontanamenti di cittadini di Stati terzi che soggiornano illegalmente nello spazio Schengen mediante l'obbligo di segnalare nel sistema tutte le decisioni di rimpatrio a carico di cittadini di Stati terzi, rendendole così visibili agli altri Paesi.

L'UDC ha espresso scetticismo temendo che le disposizioni europee renderanno più difficile l'espulsione di stranieri indesiderabili. "È in gioco la sicurezza della Svizzera", ha affermato Werner Salzmann (UDC/BE).

Al Consiglio nazionale il progetto era stato bocciato - 79 voti favorevoli, 74 contrari e 38 astensioni - da una insolita alleanza tra UDC e Verdi. Per quest'ultimi Schengen sta diventando un sistema sempre più tentacolare e repressivo volto a criminalizzare i migranti. I socialisti si erano invece astenuti. Se il progetto dovesse essere nuovamente respinto dal Nazionale, ha avvertito la consigliera federale Karin Keller-Sutter, la Svizzera dovrà uscire dagli accordi di Schengen.

ETIAS

I "senatori" hanno poi approvato la trasposizione nel diritto svizzero del regolamento sul Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS).

A tal fine, queste persone dovranno richiedere online un'autorizzazione ai viaggi soggetta a emolumento prima di iniziare il viaggio. Grazie a questa verifica preliminare, ETIAS incrementerà l'efficacia dei controlli alle frontiere esterne e colmerà le lacune esistenti in termini di informazione e sicurezza.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 07.12.2020

Schengen, approvata partecipazione a banca dati allargata

Dopo un primo rifiuto in settembre, oggi il Consiglio nazionale ha accettato, con 148 voti contro 32 e 4 astenuti, di adeguare il diritto elvetico agli ultimi sviluppi del Sistema di informazione Schengen (SIS). Si tratta del recepimento del cosiddetto "acquis di Schengen". Visto che anche gli Stati hanno approvato il dossier, questo è pronto per le votazioni finali.

Il SIS è un sistema essenziale per il lavoro della polizia al fine di rintracciare persone scomparse e oggetti smarriti o rubati. Svolge un ruolo chiave nel controllo delle frontiere esterne dello spazio Schengen, ha spiegato François Pointet (PVL/VD) a nome della commissione.

Il SIS verrà ora ampliato, migliorando la ricerca di persone sospettate di essere coinvolte in attività terroristiche. D'ora in poi potranno essere segnalate in via preventiva anche persone particolarmente vulnerabili, come ad esempio potenziali vittime di matrimoni forzati o della tratta di esseri umani, ma anche minori che potrebbero essere rapiti da un genitore, indica una nota governativa odierna.

Infine, va potenziata anche la collaborazione tra gli Stati Schengen nell'ambito del ritorno. Il futuro SIS agevolerà l'esecuzione degli allontanamenti di cittadini di Stati terzi che soggiornano illegalmente nello spazio Schengen mediante l'obbligo di segnalare nel sistema tutte le decisioni di rimpatrio a carico di cittadini di Stati terzi, rendendole così visibili agli altri Paesi.

Non da ultimo, la trasposizione degli "acquis di Schengen" nel diritto elvetico è necessaria per non correre il rischio di essere esclusi Schengen, ha ricordato Pointet. Un rafforzamento della cooperazione all'interno dello spazio Schengen è auspicabile e necessario, ha sostenuto da parte sua la consigliera federale Karin Keller-Sutter alludendo al recente attacco terroristico di Vienna con ramificazioni in altri Paesi, Svizzera compresa.

In prima lettura il Nazionale aveva bocciato il progetto - 79 voti favorevoli, 74 contrari e 38 astensioni - con una insolita alleanza tra UDC e Verdi. Le astensioni venivano dal gruppo socialista.

Per gli ecologisti Schengen sta diventando un sistema sempre più tentacolare e repressivo volto a criminalizzare i migranti. Fabien Fivaz (Verdi/NE) ha denunciato anche oggi l'esistenza di una "fortezza Europa" inaccessibile ai bisognosi provenienti dagli Stati terzi.

L'UDC aveva bocciato la riforma poiché riteneva che le disposizioni europee rendano più difficile l'espulsione di stranieri indesiderabili. La soluzione proposta dal Consiglio degli Stati è però stata giudicata soddisfacente: la direttiva comunitaria non si applicherà infatti alle decisioni di espulsioni giudiziarie, ha precisato Jean-Luc Addor (UDC/VS).

Anche i socialisti hanno ritenuto soddisfacente la versione uscita dai banchi dalla Camera dei cantoni, ad esempio per quel che concerne la protezione dei dati. Per questo motivo non si sono più astenuti.