20.027 · Oggetto del Consiglio federale · 2020-03-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 6 marzo 2020 relativo all’approvazione e alla trasposizione nel diritto svizzero dello scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del regolamento (UE) 2018/1240 sul sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) (Sviluppo dell’acquis di Schengen) e alla modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (Assoggettamento del Servizio delle attività informative della Confederazione alla legge sulla protezione dei dati in ambito Schengen)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 06.03.2020
Maggiore sicurezza nello spazio Schengen: messaggi relativi al SIS e all'ETIAS
Occorre migliorare il controllo alle frontiere esterne dello spazio Schengen e potenziare in tutta Europa la cooperazione tra le autorità nazionali competenti in materia di sicurezza e migrazione. Nella sua seduta del 6 marzo 2020, il Consiglio federale ha trasmesso a tale riguardo due messaggi al Parlamento: il primo riguarda lo sviluppo ulteriore del sistema di informazione Schengen (SIS), mentre il secondo la trasposizione nel diritto svizzero del regolamento sul sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS).
Già oggi la Svizzera lavora in stretta collaborazione con gli Stati europei nel settore della migrazione e della sicurezza. Dal 2008 ha accesso al sistema di ricerca europeo SIS, che è diventato uno strumento indispensabile per la sicurezza interna, oltre ad agevolare il lavoro della polizia e della autorità di frontiera.
Ulteriore sviluppo del SIS
Il SIS sarà ampliato migliorando la ricerca di persone sospettate di essere coinvolte in attività terroristiche. D'ora in poi potranno essere segnalate in via preventiva anche persone particolarmente vulnerabili, come ad esempio potenziali vittime di matrimoni forzati o della tratta di esseri umani, ma anche minori che potrebbero essere rapiti da un genitore.
Infine, va potenziata anche la collaborazione Schengen nel settore del ritorno. Il futuro SIS agevolerà l'esecuzione degli allontanamenti di cittadini di Stati terzi che soggiornano illegalmente nello spazio Schengen mediante l'obbligo di segnalare nel sistema tutte le decisioni di rimpatrio a carico di cittadini di Stati terzi, rendendole così visibili agli altri Stati Schengen.
Maggiore protezione delle frontiere esterne
Si prevede anche l'introduzione di un sistema automatizzato per individuare i rischi connessi all'ingresso nello spazio Schengen di cittadini di Stati terzi esentati dall'obbligo del visto. A tal fine queste persone devono richiedere online un'autorizzazione ai viaggi soggetta a emolumento prima di iniziare il viaggio. Grazie a questa verifica preliminare, il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi ETIAS incrementerà l'efficacia dei controlli alle frontiere esterne e colmerà le lacune esistenti in termini di informazione e sicurezza.
Nella consultazione i due progetti sono stati accolti perlopiù favorevolmente. Molti partecipanti hanno accolto con particolare favore il fatto che queste nuove misure consentiranno di aumentare la sicurezza negli Stati Schengen. Nella sua seduta del 6 marzo 2020, il Consiglio federale ha adottato i messaggi relativi al SIS e all'ETIAS trasmettendoli al Parlamento.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.06.2020
Maggior controllo frontiere e migrazione
Occorre migliorare il controllo alle frontiere esterne dello spazio Schengen e potenziare in tutta Europa la cooperazione tra le autorità competenti in materia di sicurezza e migrazione.
Ne è convinto il Consiglio degli stati che ha approvato sia il progetto di sviluppo del Sistema di informazione Schengen (SIS) sia quello riguardante la trasposizione nel diritto svizzero del regolamento sul Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 17.09.2020
Spazio Schengen, più controlli per chi viene da "fuori"
In futuro, i cittadini di Stati terzi non soggetti all'obbligo del visto dovrebbero richiedere online un'autorizzione per viaggiare nello spazio Schengen. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale, nonostante l'opposizione del campo rosso-verde.
Nessuna alleanza "tra opposti" quindi, come accaduto stamane, quando UDC, Verdi e PS (che si sono astenuti) sono riusciti a bocciare il progetto di legge volto ad adeguare il diritto elvetico agli ultimi sviluppi del Sistema di informazione Schengen (SIS), già approvato lo scorso giugno dalla camera dei Cantoni, che ora dovrà ritornare sull'argomento.
Questa volta, sempre per quanto attiene alla sicurezza e, in particolare alla lotta al terrorismo, la camera ha dato il suo benestare alla trasposizione nel diritto svizzero del regolamento sul Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), sistema simile a quello in vigore per chi intende recarsi negli Stati Uniti.
Questi viaggiatori, non soggetti a visto, dovranno richiedere online un'autorizzazione ai viaggi a pagamento prima di partire. Grazie a questa verifica preliminare, ETIAS dovrebbe migliorare l'efficacia dei controlli alle frontiere esterne, colmando le lacune esistenti in termini di informazione e sicurezza.
Come per il SIS, il campo rosso-verde ha perorato il rinvio del oggetto, invitando il Consiglio federale a trasporre in una legge (quindi attaccabile mediante referendum, n.d.r) le disposizioni incluse in ETIAS e non a livello di ordinanza di applicazione. La proposta di rinvio è stata però respinta per 109 voti a 67.
Per la consigliera nazionale Greta Gysin (Verdi/TI), ETIAS non contribuirà a combattere il terrorismo, tanto più che molti autori di atti simili sono stati "creati in casa". Inoltre, in futuro basterà un semplice sospetto per rifiutare l'entrata nello spazio Schengen, non l'esistenza di un reato, un elemento a suo parere che strapazza lo stato di diritto.
Per quanto riguarda l'UDC, il partito ha sostenuto il progetto in nome della sicurezza e del realismo, pur aggiungendo di avere sin dall'inizio, ossia 15 anni fa, guardato con sospetto, se non ostilità, al sistema Schengen in generale.