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Il Covid-19 provocherà una recessione, assicuriamo il lavoro ai residenti limitando l'immigrazione

20.1010 · Interrogazione · 2020-05-06

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

La pandemia Covid-19 causerà certamente un forte rallentamento dell'economia provocando probabilmente una recessione.

Secondo gli esperti la disoccupazione in Svizzera potrebbe raggiungere il 7 %, il triplo di quella registrata nel primo trimestre del 2020.

I paesi confinanti con la Svizzera, Italia e Francia in particolare, non si distinguono per economie particolarmente dinamiche. La disoccupazione in questi paesi è molto più elevata che nel nostro paese.

Si può dunque presupporre che anche nei paesi UE a noi confinanti la disoccupazione aumenterà in modo ancor più marcato, rendendo di fatto il nostro paese meta ancor più ambita per molti lavoratori esteri.

Si può facilmente desumere che il fenomeno di sostituzione di manodopera residente con manodopera estera a basso costo diverrà ancora più frequente.

1. Il Consiglio federale condivide questa analisi?

2. Che scenari ha delineato circa la problematica sollevata?

3. Se si, cosa intende fare per limitarla?

4. È ipotizzabile, in ragione della particolarità della situazione, una sospensione dell'accordo di libera circolazione così da favorire l'impiego di manodopera residente?

5. In caso contrario che strumenti intende mettere in campo?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Dall'inizio della crisi, il Consiglio federale ha cercato di adottare una strategia equilibrata, che tenga conto delle esigenze sanitarie, di quelle economiche e degli obblighi internazionali della Svizzera. È a conoscenza delle ultime previsioni del Gruppo d'esperti della Confederazione per le previsioni congiunturali, che sono state ampiamente riviste al ribasso per il 2020 preventivando un forte calo del PIL e un aumento del tasso di disoccupazione. Una recessione non è pertanto esclusa.

2. e 3. La Svizzera dipende fortemente dall'estero sia per le importazioni che per le esportazioni. Interi settori dell'economia sono toccati dalla temporanea sospensione delle attività e dalla chiusura parziale delle frontiere. La produzione, la distribuzione e il consumo di beni e servizi sono toccati. Nei prossimi mesi i consumi, gli investimenti, le esportazioni e l'impiego rimarranno probabilmente a un basso livello in Svizzera così come nei Paesi limitrofi. Le incertezze sia sul piano sanitario che su quello economico non permettono dunque attualmente di delineare possibili scenari.

Alla luce della situazione, il Consiglio federale ha adottato numerose misure al fine di mitigare lo choc economico conseguente alla pandemia. Il mantenimento dei posti di lavoro e la rapida ripresa dell'economia sono al centro della sua strategia.

4. No, l'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681) non può essere sospeso in maniera unilarerale da uno Stato. L'articolo 5 dell'Allegato I dell'ALC permette allo Stato di accoglienza di limitare i diritti conferiti da questo accordo soltanto per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e pubblica sanità. Questa disposizione non consente invece di limitare questi diritti per ragioni economiche. L'articolo 14 ALC non permette di adottare misure unilaterali in risposta a determinati problemi economici e sociali. Inoltre, una sospensione dell'Accordo potrebbe risultare controproducente visto che il mantenimento di relazioni bilaterali stabili costituisce un presupposto importante per la ripresa della nostra economia.

5. Oltre a nuove misure di ordine economico, la responsabilità individuale nelle proprie scelte (spese, tempo libero) e il ricorso alla manodopera residente da parte dei datori di lavoro in Svizzera rivestiranno una grande importanza. Il Consiglio federale si è inoltre sempre adoperato affinché le imprese svizzere reclutassero il più possibile manodopera già presente sul territorio. La riattivazione dell'obbligo di annunciare i posti vacanti dall'8 giugno 2020 svolge un ruolo importante in questo contesto. A tale proposito, occorre rammentare che il 15 maggio 2019 il Consiglio federale ha deciso una serie di misure tese a incoraggiare il potenziale di manopera residente. Queste misure intendono in particolare aumentare la competitività dei lavoratori più anziani, agevolare l'accesso al mercato del lavoro dei lavoratori che faticano a trovare un impiego e migliorare l'inserimento professionale degli stranieri residenti in Svizzera. Il Consiglio federale ha pure previsto il versamento di una prestazione transitoria che garantisca il fabbisogno vitale fino al raggiungimento del pensionamento ordinario agli ultrasessantenni che hanno esaurito il diritto all'indennità e, nonostante grandi sforzi, non trovano più alcun impiego.

Risposta del Consiglio federale.