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Facciamo luce sulle luci. Irregolarità procedurali e situazione pregressa non conforme per l'illuminazione della pista militare dell' aeroporto di Locarno Magadino

20.1028 · Interrogazione · 2020-06-17

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Nella risposta all'interpellanza Regazzi 19.4452 il Consiglio federale conferma che i piani di sostituzione dell'illuminazione della pista militare a Locarno Magadino non possono ancora essere approvati e che l'UFAM non si è ancora espresso ma ha auspicato una perizia della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio.

Ma nel documento 5603 del 13 novembre 2019/164.19, il Consiglio di Stato ticinese si esprime in merito al progetto di sostituzione delle luci pista dell'aerodromo militare (con uso anche civile) di Locarno con alcune affermazioni sorprendenti e si chiede quindi al Consiglio federale:

1. È corretto che il progetto promosso da Armasuisse immobili è in discordanza con ben 4 ordinanze federali e la legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi?

2. È corretto che l'attuale impianto fisso, che si vuole sostituire, è stato posato in assenza di procedure di approvazione formali?

3. Come mai non si è proceduto perlomeno con una procedura di esame di impatto ambientale per il progetto di posa del nuovo impianto?

Stellungnahme des Bundesrates

L'aerodromo di Locarno è da decenni la sede centrale per la selezione e l'istruzione dei piloti militari e degli esploratori paracadutisti. Il volo notturno è un elemento importante dell'istruzione e negli ultimi anni la sua importanza è ulteriormente cresciuta. Per tale ragione l'aerodromo di Locarno dispone da decenni di un sistema di illuminazione della pista, indispensabile per il volo notturno per motivi di sicurezza. L'attuale sistema di illuminazione è obsoleto, non corrisponde alle norme militari e deve pertanto essere sostituito. Nel quadro della procedura di approvazione dei piani di costruzioni militari, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) non ha ancora espresso un parere sul progetto e ha chiesto una perizia della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP).

1. L'esercizio dell'aerodromo di Locarno influisce su quattro zone degne di protezione di importanza nazionale. Il Consiglio federale ha tuttavia ritenuto che l'esercizio dell'aerodromo fosse sostanzialmente compatibile con gli interessi in materia di protezione dell'ambiente e ha iscritto l'aerodromo nel Piano settoriale militare e nel Piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica in considerazione della sua importanza a livello militare e civile. Inoltre, all'inizio del 2013 l'UFAM ha approvato una regolamentazione derogatoria al divieto generale di decollo e di atterraggio di cui all'articolo 5 capoverso 1 lettera e dell'ordinanza sulle riserve d'importanza internazionale e nazionale d'uccelli acquatici e migratori (ORUAM; RS 922.32). Poiché sono coinvolti due interessi di importanza nazionale, occorre procedere a una ponderazione degli interessi in causa.

2. Il sistema di illuminazione della pista originario (che doveva essere posizionato di volta in volta manualmente per l'esercizio) consentiva soltanto decolli e atterraggi in un'unica direzione. Per ridurre i sorvoli delle Bolle di Magadino, le Forze aeree, la Fondazione Bolle di Magadino e il Cantone Ticino hanno firmato un corrispondente accordo in data 7 maggio 2004. Tale accordo ha comportato un adeguamento dell'illuminazione della pista. Nel quadro della procedura di approvazione dei piani di costruzioni militari, l'autorità di approvazione ha concluso che tale progetto non era soggetto ad approvazione perché si trattava di un sistema mobile. Nel 2010 i cavi del sistema sono stati interrati. I relativi lavori non sono stati oggetto di una nuova valutazione da parte dell'autorità di approvazione. Nel quadro del progetto "RILOC" (risanamento e adeguamento dell'infrastruttura dell'esercito), l'accordo del 7 maggio 2004 è confluito, come parte integrante, nell'approvazione dei piani dell'8 ottobre 2004.

3. Il progetto previsto non consiste in una ristrutturazione sostanziale né in un ampliamento di un impianto soggetto all'EIA. Per questo motivo non è richiesto un esame dell'impatto sull'ambiente. Va tuttavia osservato che nell'incarto della domanda è compreso un rapporto sull'impatto ambientale, datato 13 marzo 2018. In tal sede sono forniti una descrizione delle ripercussioni del progetto sull'ambiente e un confronto della situazione attuale con quella futura. Nel rapporto sono inoltre proposte diverse misure di compensazione.

Risposta del Consiglio federale.

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