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Trattamento dei condensati degli impianti di riscaldamento a legna, gas e olio. Perché vi sono sostanze che possono essere emesse "da sotto" ma non "da sopra"?

20.1053 · Interrogazione · 2020-10-29

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il raffreddamento dei gas di scarico dei sistemi di riscaldamento a legna, gas e olio produce condensati contaminati dalle emissioni. Queste possono danneggiare le tubazioni della rete fognaria, finire nell'ambiente o compromettere la qualità delle acque. La Confederazione disciplina la gestione di tali condensati in una raccomandazione del 1988 basata su uno stato della tecnica ormai obsoleto. Inoltre, detta raccomandazione disciplina i condensati degli impianti di riscaldamento a olio e a gas, ma non quelli degli impianti di riscaldamento a legna. Questa situazione crea ambiguità e attuazioni diverse da un Cantone all'altro.

Chiedo pertanto una risposta alle seguenti domande:

1. Quando e in che misura la Confederazione intende adeguare le norme alle realtà attuali?

2. In che modo la Confederazione intende prevenire differenze tra le norme cantonali?

3. In che modo la Confederazione intende garantire il rispetto delle norme vigenti (attuali e future) anche in sede di esecuzione?

4. In che modo la Confederazione impedisce che, oltre ai "classici" condensati, vengano rilasciati nella rete fognaria anche metalli o ceneri (degli impianti di riscaldamento a legna)?

5. Quando e in che misura la Confederazione garantisce che per i condensati si applichino prescrizioni analoghe a quelle, ad esempio, in materia di protezione dell'aria? In altre parole, come fare per garantire che le emissioni siano vietate indipendentemente che avvengano "da sotto" o "da sopra"?

Stellungnahme des Bundesrates

1. L'attuale legge sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20) è entrata in vigore nel 1991 e la relativa ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201) nel 1998. La raccomandazione menzionata (oggi: aiuto all'esecuzione) del 1988, ormai obsoleta, non è più disponibile sul sito dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e non è stata sostituita da un nuovo aiuto all'esecuzione. Si applica invece quanto segue:

- l'immissione delle acque di scarico industriali (p. es. quelle delle grandi reti di teleriscaldamento) nelle canalizzazioni è disciplinato nell'allegato 3.2 OPAc. Vi rientra anche l'immissione di condensati degli impianti di riscaldamento aziendali. Le acque di scarico devono essere trattate conformemente allo stato della tecnica e soddisfare le esigenze generali concernenti il valore pH, singole sostanze quali i metalli pesanti e diversi parametri globali;

- per l'immissione di condensati degli impianti di riscaldamento privati nelle canalizzazioni si applica la norma svizzera SN 592 000 dell'Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque (VSA) e dell'Associazione svizzera e del Liechtenstein della tecnica della costruzione (suissetec) del 2012. L'obiettivo di questa norma è proteggere le canalizzazioni dai danni da corrosione causati dai condensati acidi. Le sostanze immesse nelle acque di scarico con i condensati sono eliminate negli impianti di depurazione delle acque (IDA).

2. La Confederazione sostiene l'elaborazione di raccomandazioni da parte delle associazioni specializzate con aiuti finanziari e, talvolta, con un supporto tecnico. Nel caso dei condensati di impianti di riscaldamento, le raccomandazioni sono fornite da associazioni quali VSA e suissetec e favoriscono un'esecuzione uniforme su tutto il territorio nazionale.

3. L'attuazione delle misure previste dalla legislazione sulla protezione delle acque è di competenza dei Cantoni. Le raccomandazioni a valenza nazionale emanate delle associazioni specializzate sostengono i Cantoni nei loro compiti.

4. Le sostanze come i metalli o le ceneri che finiscono nelle canalizzazioni assieme ai condensati non creano problemi nella rete fognaria. L'importante è che dette sostanze siano trasportate senza difficoltà negli IDA, dove vengono separate dalle acque di scarico prima che queste ultime siano reimmesse nelle acque. Per garantire suddetto trasporto, occorre prevenire i danni da corrosione nelle canalizzazioni. Il condensato acido dei gas di scarico potrebbe provocare questi danni, ragione per cui deve essere rispettata la norma svizzera SN 592 000 (cfr. risposta alla domanda 1).

5. L'OPAc stabilisce le esigenze riguardanti l'immissione delle acque di scarico nelle canalizzazioni e nelle acque per diversi parametri. Tali parametri sono paragonabili con quelli della protezione dell'aria. Di regola, le ceneri dei filtri per polveri fini degli impianti più piccoli sono pertanto smaltite come rifiuti.

Risposta del Consiglio federale.

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