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Presa di posizione aggiornata del Consiglio federale in merito all'ordinanza concernente il riconoscimento di sedi di negoziazione estere per il commercio di titoli di partecipazione di società con sede in Svizzera

20.1073 · Interrogazione · 2020-12-03

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Nelle spiegazioni concernenti l'ordinanza summenzionata del 30 novembre 2018 (RS 958.2) il Consiglio federale sottolineava che avrebbe continuato a prediligere chiaramente un rinnovo illimitato dell'equivalenza delle borse e che si sarebbe adoperato a favore di questo obiettivo in quanto migliore soluzione per tutte le parti interessate. Dopo la presa di posizione del Consiglio federale inerente alla politica europea dell'11 novembre 2020 e l'organizzazione di una sessione speciale di politica europea del Consiglio nazionale tenutasi il 16 dicembre 2020 si pongono le seguenti questioni urgenti:

1. Il Consiglio federale ritiene che il rinnovo dell'equivalenza delle borse continui a essere la migliore soluzione?

2. Il Consiglio federale come intende procedere nei confronti dell'Unione europea (UE) nel caso in cui l'equivalenza delle borse non venga concessa illimitatamente entro il 30 giugno 2021?

3. In caso di persistente stallo nelle relazioni tra Svizzera e UE, nel 2021 il Consiglio federale si spingerebbe fino al punto di abbandonare la soluzione migliore e che ha sostenuto esplicitamente finora, ovvero il riconoscimento delle sedi di negoziazione svizzere, e convertirebbe in legge la summenzionata ordinanza, la cui validità scade a fine 2021?

4. Il Consiglio federale riconosce un nesso tra lo stallo nelle relazioni tra Svizzera e UE e la soppressione di 20 000 posti di lavoro nel settore finanziario svizzero avvenuta negli ultimi anni (v. consigliere federale U. Maurer nel dibattito sul preventivo 2021, 2.12.2020)?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale resta dell'avviso che un riconoscimento illimitato dell'equivalenza delle borse da parte dell'UE sia la migliore soluzione per tutti gli operatori del mercato coinvolti, in Svizzera come nell'UE.

2./3. Al più tardi nell'autunno 2021, se l'UE non avrà ancora concesso un riconoscimento illimitato dell'equivalenza delle borse, il Consiglio federale procederà a una valutazione della situazione. In questo contesto considererà la protezione dell'infrastruttura borsistica svizzera e la scadenza della base legale per la misura di protezione. Inoltre valuterà anche gli sviluppi della regolamentazione europea del mercato finanziario e le ripercussioni dell'uscita del Regno Unito dall'UE sulle sedi di negoziazione.

4. Come il Consiglio federale ha mostrato nel suo rapporto del 4 dicembre 2020 "Radicata in Svizzera, all'avanguardia nel mondo: Politica per una piazza finanziaria svizzera rivolta verso il futuro", il settore finanziario si trova, indipendentemente dalle relazioni tra Svizzera e UE, dinnanzi a numerose sfide che influiscono sulla sua competitività. Tra queste sono in primo piano la concorrenza tra piazze internazionali, i cambiamenti nella politica fiscale internazionale, il contesto normativo, la trasformazione strutturale in relazione agli sviluppi tecnologici, la pressione sui margini e i persistenti bassi tassi di interesse. Va inoltre precisato che rappresenta una sfida anche l'esternalizzazione ("outsourcing") di attività in ambiti in cui la creazione di valore e i dati occupazionali non sono attribuiti al settore finanziario. Nel rapporto il Consiglio federale ha ribadito anche l'importanza dell'UE e dei suoi Stati membri quali mercati di sbocco principali per la piazza finanziaria svizzera. L'Esecutivo persegue pertanto l'obiettivo di convenire con l'UE e gli Stati confinanti soluzioni di accesso al mercato praticabili, tra cui il riconoscimento dell'equivalenza della regolamentazione e della vigilanza svizzere, laddove ragionevole sotto il profilo economico.

Risposta del Consiglio federale.

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