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20.3203 · Mozione · 2020-05-04

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire un fondo per contrastare gli effetti economici e sociali della pandemia di COVID-19. Il fondo deve essere finanziato attraverso un contributo di solidarietà temporaneo sui patrimoni molto consistenti a partire da un miliardo di franchi.

Begründung

Anche se la portata della pandemia di COVID-19 non può ancora essere quantificata, è chiaro che le ripercussioni economiche e sociali saranno gravi. Stiamo attraversando una "crisi dei piccoli", ovvero una crisi che colpisce gli indipendenti, i piccoli imprenditori, gli impiegati e le persone toccate dalla povertà.

Possiamo vincere questa sfida soltanto come società unita. La costituzione di un "fondo COVID" serve a salvaguardare i posti di lavoro, a preservare il potere d'acquisto della popolazione ponendo nel contempo il mercato del lavoro su una base sostenibile. Le liquidità del fondo devono essere impiegate per garantire gli investimenti urgenti nel settore sanitario (cure, custodia dei bambini ecc.), nell'ambito della protezione del clima (risanamento degli edifici, promozione delle energie rinnovabili) e nel quadro della trasformazione digitale. Contemporaneamente vanno finanziate anche misure per la lotta contro la povertà in Svizzera e all'estero.

Questo programma di investimento e di stimolo economico necessita denaro. Aumentare l'imposizione degli stipendi e delle rendite è però fuori discussione, perché così facendo si ridurrebbe il potere d'acquisto e i benefici degli investimenti sarebbero azzerati. Per questa situazione straordinaria è piuttosto necessario generare entrate straordinarie. Per questo motivo il fondo va finanziato attraverso un contributo di solidarietà temporaneo sui patrimoni miliardari (ad es. 2 ct. per fr. che supera 1 mia.).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si adopera per finanziare le misure volte a superare la crisi del coronavirus con le fonti di entrata della Confederazione esistenti. Grazie alla politica finanziaria prudente adottata negli ultimi anni, ora dispone del margine di manovra finanziario necessario a tale scopo. L'annuncio o l'introduzione di un'imposta supplementare a seguito del crollo economico dovuto al coronavirus rischierebbe di aggravare ulteriormente la recessione e ritardare il rilancio dell'economia. Inoltre, la rinuncia a introdurre nuove imposte collegate alla crisi rafforza la fiducia degli operatori economici nella stabilità del sistema giuridico e così anche la certezza del diritto e della pianificazione.

Ogni imposta riscossa dalla Confederazione necessita di una base costituzionale esplicita, a prescindere che le entrate siano vincolate a uno scopo o confluiscano nella cassa generale della Confederazione. Poiché non esiste una tale base per la riscossione di un'imposta supplementare sulla sostanza, l'adempimento della richiesta dell'autore della mozione richiederebbe una modifica della Costituzione con l'approvazione del popolo e dei Cantoni.

L'introduzione di un'imposta supplementare una tantum o transitoria sulla sostanza è inopportuna anche per i seguenti motivi:

- un aumento dell'onere fiscale sulla sostanza potrebbe ridurre notevolmente l'ammontare degli averi dichiarati. Tra le possibili cause vi sarebbero, in particolare, il deflusso dei contribuenti più facoltosi (mobilità), il trasferimento del patrimonio verso investimenti fiscalmente più vantaggiosi (ottimizzazione fiscale) o l'omissione della sua dichiarazione (sottrazione d'imposta);

- questi tentativi di aggirare l'ostacolo sulla base di considerazioni fiscali rappresentano distorsioni e sono quindi economicamente inefficienti. Nel contempo minano l'effetto auspicato dell'imposta sulle entrate fiscali. Determinate reazioni elusive, come il deflusso dei contribuenti verso l'estero o la ridistribuzione del patrimonio, potrebbero non essere revocate una volta eliminata l'imposta. In questo caso gli effetti economici negativi sarebbero duraturi e si ripercuoterebbero anche sulle entrate di altre imposte, in particolare delle imposte cantonali sulla sostanza e delle imposte sui redditi della sostanza;

- in Svizzera, l'imposta sulla sostanza è elevata nel confronto internazionale. Il gettito associato rappresenta circa l'1,1 per cento del prodotto interno lordo, percentuale nettamente superiore a quella dei pochi altri Paesi dell'OCSE che ancora oggi riscuotono un'imposta generale sulla sostanza;

- infine, occorre precisare che un'imposta che colpisce soltanto pochi contribuenti è contraria al principio costituzionale della generalità dell'imposizione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.