20.323 · Iniziativa cantonale · 2020-07-08
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Ausgangslage
Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 31.03.2023
La CIP-S ha adottato, con 8 voti contro 2 e 2 astensioni, la modifica della legge sulle indennità di perdita di guadagno relativa alle indennità in caso di maternità. La modifica proposta è volta a favorire la conciliabilità tra mandato parlamentare e maternità. Il diritto vigente prevede che, in caso di maternità, il diritto alle indennità si estingua il giorno in cui è ripresa un'attività lucrativa, a prescindere dal grado di occupazione. Anche un mandato parlamentare è considerato un'attività lucrativa. Ne consegue che una parlamentare perde il diritto all'indennità di maternità anche per la sua attività professionale principale se durante il congedo maternità partecipa, anche solo sporadicamente, alle sedute del Parlamento.
La Commissione ritiene che la maternità non debba impedire a una donna eletta in Parlamento di esercitare il suo mandato politico. Propone pertanto di modificare la legge affinché una parlamentare non perda il diritto all'indennità di maternità per la sua attività professionale se, durante il congedo maternità, partecipa alle sedute di camere o commissioni parlamentari a livello federale, cantonale e comunale per le quali non sono previste supplenze.
Nella consultazione svolta dal 22 agosto al 25 novembre 2023, il progetto di legge è stato accolto con favore dalla maggioranza dei partecipanti. 22 Cantoni sostengono il progetto in linea di principio, quattro Cantoni vorrebbero completarlo. Tutti i partiti, tranne l'UDC, sostengono il progetto. Le associazioni economiche ritengono che la conciliabilità tra mandato parlamentare e maternità dovrebbe in linea di principio essere promossa; tuttavia, quattro associazioni su sei respingono il progetto. Secondo la stragrande maggioranza delle altre organizzazioni e cerchie interessate, è positivo che il problema sia stato riconosciuto e vi sia l'intenzione di trovare una soluzione per le donne in Parlamento.
Il progetto passa al Consiglio federale per parere e sarà in seguito probabilmente trattato dalla Camera nella sessione estiva.
Il rapporto sui risultati della consultazione e il progetto definitivo della Commissione sono stati pubblicati oggi.
Il progetto attua le iniziative dei Cantoni di Zugo, Basilea Campagna, Lucerna e Basilea Città (19.311 / 20.313 / 20.323 / 21.311).
Comunicato stampa dal Consiglio federale, 24.05.2023
Parere del Consiglio federale sulla modifica proposta
Il Consiglio federale è favorevole all'eccezione proposta. Considerata la situazione particolare delle parlamentari, ritiene giustificata l'introduzione di un'eccezione nella LIPG.
Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla protezione della maternità. Al contempo, ritiene rilevante promuovere condizioni di lavoro favorevoli alla famiglia e attribuisce un grande valore alla conciliabilità tra famiglia e lavoro. È inoltre consapevole che la normativa vigente non è adeguata per le madri che esercitano un mandato politico in ambito legislativo. Il disciplinamento in materia di assicurazioni sociali non dovrebbe comportare la rinuncia di giovani donne al mandato parlamentare, se non addirittura la loro mancata candidatura.
Con il progetto si promuove la conciliabilità tra maternità e mandato di milizia parlamentare e si rafforza il sistema di milizia svizzero, un aspetto accolto favorevolmente dal Consiglio federale. Le parlamentari in congedo di maternità non dovrebbero ritrovarsi a temere che la loro assenza sbilanci i rapporti di forza in Parlamento. Va inoltre rilevato che le trattative materiali si svolgono in seno alle commissioni. È dunque importante che le parlamentari abbiano la possibilità di esprimervi la propria opinione anche durante il congedo di maternità, o partecipando direttamente alle sedute o facendosi sostituire. La modifica di legge proposta consente alle madri di esercitare il mandato conferito loro dal Popolo anche durante il congedo di maternità.
La partecipazione alle sedute deve però rimanere facoltativa per le parlamentari interessate, sulle quali non va esercitata alcuna pressione in tal senso. Le ripercussioni finanziarie dell'introduzione dell'eccezione nella LIPG dovrebbero essere marginali.
Wortlaut
La legislazione federale deve essere modificata in modo che le donne in congedo di maternità possano esercitare il loro mandato politico parlamentare (a tutti e tre i livelli della politica dello Stato) senza perdere l'indennità di maternità né la protezione della maternità.
Begründung
Nella sessione di dicembre 2019 il Gran Consiglio di Lucerna ha respinto l'introduzione di un disciplinamento delle supplenze nel Gran Consiglio (mozione M 699 di Rahel Estermann). I fautori di questo disciplinamento sostenevano principalmente che grazie alle supplenze diventava possibile sostituire le parlamentari in congedo di maternità.
Effettivamente, una donna in congedo di maternità rischia di perdere il diritto all'indennità di maternità derivante dalla sua occupazione principale (cioè dalla sua attività professionale) se durante il congedo partecipa alle attività del Parlamento (riunioni delle Camere e di commissione). Ciò è sconcertante perché non si tratta di riprendere la propria attività lucrativa principale.
Non c'è dubbio che le disposizioni sulla protezione della maternità e sull'indennità di maternità rappresentino conquiste importanti che vanno gestite con la massima cautela. Tuttavia, una parlamentare eletta dal Popolo adempie un mandato diverso da quello di una persona vincolata da un rapporto di lavoro. L'attuale legislazione impedisce di fatto alle giovani madri di svolgere il mandato conferito loro dal Popolo e di essere presenti in Parlamento. Questo non è compatibile con l'idea del nostro sistema di milizia. Infine, le poche assenze dovute all'attività parlamentare non mettono in pericolo né la protezione della maternità dal punto di vista del diritto del lavoro né il benessere del bambino.
Grazie a un'iniziativa cantonale viene chiesto l'adeguamento della legislazione federale. In futuro, le donne in congedo di maternità dovranno poter esercitare il loro mandato politico parlamentare (a tutti e tre i livelli della politica dello Stato) senza perdere l'indennità di maternità né la protezione della maternità.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.06.2023
"No" a soppressione congedo di maternità a deputate attive
Le parlamentari che durante il congedo maternità partecipano a sedute di legislativi o di commissioni non devono perdere il loro diritto all'indennità maternità. È quanto prevede una revisione della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG) approvata oggi dal Consiglio degli Stati con 28 voti contro 3 e 2 astensioni.
Attualmente, ha ricordato Lisa Mazzone (Verdi/GE) a nome della commissione, per le donne che partecipano alle sedute dei vari organi parlamentari durante il congedo di maternità decade il diritto all'indennità. "Questo è un vero problema per un sistema di milizia come il nostro, in particolare per i parlamenti cantonali".
Per la ginevrina non è giusto che una parlamentare neo mamma debba rinunciare alle indennità di perdita di guadagno legate alla sua attività lavorativa solo perché siede in un legislativo, tanto più che è eletta dal popolo. Si tratta insomma di adattare le IPG al sistema politico di milizia, ha aggiunto Mazzone. La relatrice ha poi fatto notare come il problema non si pone per i parlamentari maschi, poiché il congedo paternità è più flessibile.
Mazzone ha ricordato che la questione è stata chiarita dal Tribunale federale che l'8 marzo (sic!) 2022 ha bocciato un ricorso della consigliera nazionale Kathrin Bertschy (PVL/BE). I giudici avevano sentenziato che essendo il mandato parlamentare retribuito, la competente cassa di compensazione aveva correttamente interrotto il versamento delle indennità di maternità alla bernese.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 14.09.2023
Non svantaggiare deputate che diventano mamme
Le parlamentari che durante il congedo maternità partecipano a sedute di legislativi o di commissioni non devono perdere il loro diritto all'indennità maternità. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi una revisione in tal senso della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG) con 155 voti a 22 e 5 astensioni.
Il progetto scaturisce da quattro iniziative cantonali. Oggi se una deputata partecipa a una singola seduta di uno dei vari organi parlamentari durante il congedo maternità decade il suo diritto all'indennità, ha ricordato Céline Widmer (PS/ZH) a nome della commissione preparatoria. In una sua sentenza, il Tribunale federale ha infatti stabilito che il mandato parlamentare è un'attività lucrativa.
"Nessuna legge dice che una politica deve decidere tra il suo mandato e la maternità", ha rilevato Corina Gredig (PVL/ZH), facendo l'esempio delle difficoltà alle quali va incontro una consigliera comunale che diventa mamma. Questa situazione è scioccante: se rinuncia, il suo voto andrà perso, altrimenti dovrà sacrificare la sua indennità, ha affermato Irène Kälin (Verdi/AG).
Marianne Binder-Keller (Centro/AG) ha sottolineato la necessità di creare una differenza tra le madri in congedo maternità e quelle che lo sono ma hanno anche un mandato politico. Unico partito ad opporsi, in parte, al cambiamento è stata l'UDC. "Con la revisione le parlamentari rappresenterebbero un caso speciale difficile da spiegare alla popolazione", secondo Barbara Steinemann (UDC/ZH). "Si tratta di un segnale sbagliato mandato alle altre mamme, che noi parlamentari siamo in una situazione privilegiata".
Il consigliere federale Alain Berset ha sottolineato quanto sia problematica, anche per il parlamento in quanto istituzione, la situazione attuale. È importante rilevare che la legge in vigore non ha tenuto sufficientemente conto delle mamme che hanno mandato politici, ha aggiunto, precisando che il Governo sostiene il progetto. Quest'ultimo si applicherà a livello comunale, cantonale e federale.
Il dossier torna al Consiglio degli Stati per appianare una piccola divergenza.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 21.09.2023
CSt: le parlamentari non devono più essere svantaggiate
Le parlamentari che durante il congedo maternità partecipano a sedute di legislativi o di commissioni non devono perdere il loro diritto all'indennità di maternità. Se le due Camere sono d'accordo sul principio, permane un'ultima divergenza tra i due rami del Parlamento nella revisione della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG).
Il Consiglio degli Stati ha ribadito oggi tacitamente che questa regola deve essere applicata soltanto per le sedute per le quali non è prevista alcuna supplenza. Il Nazionale auspica invece che questa disposizione sia valida indipendentemente dal fatto che ci sia o meno una supplenza.
"Non vogliamo un indebolimento della protezione delle madri", ha ricordato Lisa Mazzone (Verdi/GE). Il fatto di limitare l'eccezione alle situazioni per le quali non vi sia una supplenza giustifica la differenza stabilita tra le parlamentari e le altre madri, il che è legato alla natura del sistema di milizia. La "senatrice" ecologista ha aggiunto che se la nozione di supplenza venisse tolta, vi sarebbe pure il rischio di una pressione sulle donne affinché partecipino alle sedute.
La revisione della legge ha avuto origine da una sentenza del Tribunale federale che nel marzo del 2022 ha bocciato un ricorso della consigliera nazionale Kathrin Bertschy (PVL/BE). I giudici avevano sentenziato che, essendo il mandato parlamentare retribuito, la competente cassa di compensazione aveva correttamente interrotto il versamento delle indennità di maternità alla bernese.
In seguito a questa vicenda e all'inoltro di quattro iniziative cantonali - BL, BS, LU e ZG - la Commissione delle istituzioni politiche degli Stati ha proposto di completare la LIPG con un'eccezione in base alla quale il diritto all'indennità di maternità non si estingua più prematuramente se, durante il congedo, la madre prende parte a sedute delle Camere di parlamenti a livello federale, cantonale o comunale, se non è possibile fare appello a deputati supplenti.
La partecipazione alle sedute resterà comunque facoltativa, in modo da non esercitare alcuna pressione sulle parlamentari. Le ripercussioni finanziarie dell'introduzione dell'eccezione nella LIPG dovrebbero essere marginali.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 25.09.2023
CN: deputate che diventano mamme non saranno più svantaggiate
Le parlamentari che durante il congedo maternità partecipano a sedute di legislativi o di commissioni non perderanno più il diritto all'indennità maternità. La riforma riguarderà unicamente le deputate che non possono fare appello a deputati supplenti.
Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale allineandosi su questo punto al Consiglio degli Stati. Il dossier è così pronto per le votazioni finali.
Il progetto scaturisce da quattro iniziative cantonali. Oggi se una deputata partecipa a una singola seduta di uno dei vari organi parlamentari durante il congedo maternità perde il diritto all'indennità. In una sentenza, il Tribunale federale ha infatti stabilito che il mandato parlamentare è un'attività lucrativa.
La nuova legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG) prevede un'eccezione in base alla quale il diritto all'indennità di maternità non si estingue più prematuramente se, durante il congedo, la madre prende parte a sedute delle Camere di parlamenti a livello federale, cantonale o comunale, se non è possibile fare appello a deputati supplenti.
Inizialmente, il Nazionale voleva stralciare questa condizione. Vista l'opposizione degli Stati, oggi la Camera del popolo ha come detto tacitamente deciso di soprassedere allo scopo di accelerare l'iter, ha spiegato la relatrice commissionale Céline Widmer (PS/ZH).
La partecipazione alle sedute resterà comunque facoltativa, in modo da non esercitare alcuna pressione sulle parlamentari. Le ripercussioni finanziarie dell'introduzione dell'eccezione nella LIPG dovrebbero essere marginali.