Lexipedia

20.3267 · Mozione · 2020-05-04

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD) in modo che la consegna di derrate alimentari a organizzazioni di utilità pubblica esentate dall'imposta sia fiscalmente più vantaggiosa dello smaltimento.

Begründung

Già oggi diversi produttori di derrate alimentari e negozi di commercio al dettaglio donano regolarmente cibo alle organizzazioni di utilità pubblica. A livello pratico essi incontrano però vari ostacoli, che li inducono a gettare via molti alimenti che in realtà sarebbero ancora commestibili. Ad esempio, per i donatori gli ostacoli sono di carattere

1. amministrativo: è più semplice gettare via le derrate alimentari che donarle (non si devono concludere accordi per il ritiro né rispettare prescrizioni per l'immagazzinamento come quelle per il mantenimento della catena del freddo ecc.);

2. giuridico: è meno rischioso gettare via gli alimenti, considerato che il produttore e il commerciante al dettaglio devono rispondere della qualità ineccepibile del cibo anche quando viene donato;

3. finanziario: nella migliore delle ipotesi è un gioco a somma zero, dato che la donazione non offre incentivi finanziari rispetto allo smaltimento (fatta eccezione per il risparmio su eventuali tasse di smaltimento, cui però si contrappongono il dispendio per la cernita e quello amministrativo, che normalmente sono superiori).

La mozione chiede di modificare la LIFD in modo che la donazione di derrate alimentari porti vantaggi fiscali alle imprese donatrici. Senza una norma specifica, donare gli alimenti a un'organizzazione di utilità pubblica o gettarli via è praticamente la stessa cosa dal punto di vista finanziario. Il cibo donato è registrato nella contabilità al costo di produzione e il relativo importo è detraibile al momento della donazione. Se queste stesse derrate alimentari vengono gettate via, i costi di produzione vengono contabilizzati come perdite, il che dal punto di vista fiscale porta allo stesso risultato. Dato che la donazione causa un dispendio supplementare per la cernita, è più onerosa dal punto di vista amministrativo e implica la responsabilità giuridica dell'impresa per il cibo donato, vengono gettate via anche derrate alimentari che potrebbero essere consumate senza problemi. Si deve inoltre tenere conto dei costi supplementari sostenuti dall'industria alimentare per un eventuale imballaggio finale.

Occorre pertanto creare un incentivo fiscale che compensi una parte del dispendio supplementare delle imprese donatrici al fine di rendere più interessante la donazione di derrate alimentari. Secondo la Commissione europea, gli incentivi fiscali a favore delle imprese previsti in alcuni Stati membri (ad es. Francia, Spagna e Portogallo) hanno dimostrato la loro efficacia nell'incoraggiare le donazioni di eccedenze alimentari da parte dell'industria. In Francia, ad esempio, si può dedurre il 60 per cento del valore delle derrate alimentari donate direttamente dall'imposta sull'utile, in Spagna il 35 per cento (Comunicazione C 2017/6872 della Commissione europea del 16.10.2017 "Orientamenti dell'UE sulle donazioni alimentari", n. 7.2). In questo modo le imprese sono incentivate a donare il cibo invece di smaltirlo.

La mozione è anche da intendere come una riforma fiscale ecologica, perché le donazioni di derrate alimentari riducono i costi ambientali esterni a beneficio dell'intera società. Inoltre, queste donazioni sgravano le opere sociali.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La politica tributaria dovrebbe di principio promuovere obiettivi di carattere non fiscale soltanto se sono soddisfatte in maniera cumulativa le tre condizioni seguenti. In primo luogo, deve effettivamente sussistere un problema sostanziale di natura economica, sociale e/o sociopolitica (necessità di intervento). Inoltre, il ricorso allo strumento di politica tributaria dovrebbe essere in grado di risolvere almeno in parte questo problema (efficacia). In terzo luogo, lo strumento di politica fiscale deve presentare un miglior rapporto costi-benefici rispetto ad altri strumenti di politica economica (efficienza).

La Svizzera ha riconosciuto il problema dello spreco alimentare e quindi la necessità d'intervenire. Nel 2015 il nostro Paese e più di 190 altri Stati hanno adottato l'"Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile" dell'ONU. Ciò significa che entro il 2030 anche la Svizzera è chiamata a dimezzare lo spreco alimentare globale pro-capite a livello della vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo che si verificano nelle catene di produzione e di fornitura (obiettivo 12.3).

Attualmente il Consiglio federale sta elaborando un piano d'azione contro lo spreco alimentare (Po. 18.3829) con l'obiettivo di ridurlo del 50 per cento entro il 2030. Parallelamente, nella legge sulle derrate alimentari viene creata una base legale che permetterà al Consiglio federale di emanare disposizioni speciali per la consegna di derrate alimentari (Mo. 19.3112). Nel quadro dell'adempimento di questi due interventi parlamentari si valuteranno ampie misure per evitare che vengano gettate derrate alimentari. La verifica dell'efficienza e dell'efficacia di eventuali misure dovrebbe avvenire senza adottare anticipatamente singoli provvedimenti per combattere lo spreco alimentare.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.