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20.3307 · Interpellanza · 2020-05-05

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nella sua risposta all'interpellanza 18.4149, il Consiglio federale ha assicurato di voler attuare la Convenzione di Istanbul, in particolare con l'ordinanza del 13 novembre 2019, entrata in vigore il 1° gennaio 2020. Ha però anche sottolineato che spetta in primo luogo ai Cantoni proporre prestazioni concrete nella lotta alla violenza domestica. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. La crisi causata dal coronavirus non ha forse mostrato in modo evidente che sarebbe necessaria una piattaforma federale, raggiungibile per telefono o per altri canali 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, in particolare per l'attuazione della Convenzione di Istanbul, tanto più che soltanto tre (tra cui la Svizzera) dei 47 Stati firmatari non hanno istituito una simile linea telefonica?

2. Alcuni Cantoni ritengono che l'attuale crisi e il parziale confinamento non abbiano portato a un aumento della violenza domestica. È effettivamente così o è ragionevole supporre che le vittime, per definizione costrette a convivere quasi permanentemente con l'autore delle violenze, non erano in grado di chiedere aiuto?

3. In tal caso, la strategia di attuazione della Convenzione di Istanbul non dovrebbe essere modificata per facilitare l'accesso all'assistenza a chi chiede aiuto?

4. In che modo la Confederazione intende raggiungere entro il febbraio del 2021 (termine per la presentazione del rapporto di valutazione) l'obiettivo dell'articolo 24 della Convenzione visto che diversi Cantoni non dispongono di una linea telefonica?

Begründung

La crisi causata dal coronavirus fa temere un aumento dei casi di violenza domestica. Gli strumenti messi in atto dalla Confederazione per attuare la Convenzione di Istanbul erano sembrati insufficienti già all'autore dell'interpellanza 18.4149. Le considerazioni fatte allora si rivelano purtroppo più attuali che mai, tanto più che le prime informazioni dei Cantoni, secondo i quali la violenza domestica non è aumentata durante la crisi pandemica, destano preoccupazione visto che i Paesi che hanno potuto tracciare primi bilanci dei provvedimenti di (parziale) confinamento sembrano tutti indicare un aumento dei casi. È quindi probabile che in Svizzera le vittime non trovino semplicemente accesso alle autorità competenti.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Come esposto dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Berberat 18.4149 "Attuazione della Convenzione di Istanbul. Quali mezzi finanziari ci sono per interventi concreti?", la possibilità di istituire una linea telefonica nazionale di assistenza alle vittime di violenza è già stata esaminata dai Cantoni a due riprese con il sostegno della Confederazione. Sia nel 2013 che nel 2018, le conferenze cantonali competenti hanno deciso di rinunciare per il momento all'istituzione di una linea telefonica centrale. In compenso, con la rielaborazione del sito www.aiuto-alle-vittime.ch, è stato nettamente migliorato l'accesso on-line all'aiuto alle vittime. Durante la pandemia di COVID-19, tutte le offerte di assistenza erano costantemente disponibili.

2. e 3. La task force contro la violenza domestica, istituita il 20 marzo 2020 da Confederazione e Cantoni sotto la guida dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) e incaricata di monitorare l'evoluzione del numero di casi di violenza domestica in stretto contatto con i servizi competenti dell'aiuto alle vittime, delle case di accoglienza per donne e della polizia, non ha finora osservato un aumento significativo delle segnalazioni durante la pandemia nella maggior parte dei Cantoni (stato al 4 giugno 2020). Dopo l'11 maggio, tuttavia, in quattro Cantoni della Svizzera nordoccidentale il numero delle persone che si sono rivolte all'aiuto alle vittime è aumentato. La task force resta attiva anche durante la fase di allentamento dei provvedimenti e osserverà attentamente la situazione fino alla fine dell'anno, adottando, se del caso, provvedimenti adeguati.

A cavallo tra l'aprile e il maggio del 2020, la task force ha promosso un'iniziativa di affissione affinché le vittime di violenza fossero informate sulle offerte di aiuto disponibili e sapessero a chi rivolgersi anche durante la pandemia (www.parita-svizzera.ch > Temi > Violenza > Coordinamento e lavoro in rete). I membri di oltre 20 associazioni mantello hanno sostenuto la diffusione dei manifesti nei loro negozi, studi o uffici. L'Ufficio federale della sanità pubblica e l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali hanno garantito un finanziamento supplementare al Telefono amico 143, al servizio di consulenza per bambini e giovani "Consulenza + aiuto 147" di Pro Juventute e al servizio di consulenza telefonica di Pro Mente Sana. Inoltre, il 15 maggio 2020 la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) ha avviato sui social media una campagna finalizzata a dare maggior visibilità al sito Internet di aiuto alle vittime di reati. La campagna, sostenuta anche dalla Confederazione, è destinata agli adolescenti e ai bambini, ma anche agli adulti, vittime di violenza.

4. Secondo l'articolo 24 della Convenzione di Istanbul (RS 0.311.35), gli Stati parte adottano le misure necessarie per istituire a livello nazionale apposite linee telefoniche gratuite di assistenza continua, operanti 24 ore su 24, sette giorni alla settimana. Nel suo messaggio del 2 dicembre 2016 (FF 2017 143), il Consiglio federale afferma che, nel complesso, il diritto svizzero adempie i requisiti della Convenzione e che resta soltanto da approfondire se, ed eventualmente in quale misura, ampliare l'attuale offerta di servizi di consulenza telefonica. Allo scopo, l'UFU sta elaborando una panoramica di tutti i servizi di consulenza per vittime di violenza già disponibili. I risultati di quest'inventariazione, che saranno disponibili nell'autunno del 2020, fungeranno da base per il prosieguo delle discussioni tra Confederazione e Cantoni sull'istituzione di una linea telefonica nazionale di assistenza alle vittime di violenza e sul miglioramento o lo sviluppo delle offerte di assistenza telefonica già disponibili e del sito Internet di aiuto alle vittime di reati della CDOS.

Risposta del Consiglio federale.