Un'imposta federale di solidarietà sul patrimonio limitata nel tempo per finanziare parzialmente le misure di lotta contro la Covid-19 e la crisi economica e sociale che esso genera
20.3335 · Mozione · 2020-05-06
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un disegno di atto normativo dell'Assemblea federale che preveda la riscossione, limitata nel tempo, di un'imposta federale di solidarietà sul patrimonio dal 2021. L'imposta deve essere limitata a tre anni e ammontare all'1 per cento del patrimonio che supera i due milioni di franchi.
Begründung
Le conseguenze sanitarie e sociali della pandemia di COVID-19 non sono uguali per tutti. Riguardano soprattutto il mondo del lavoro, in particolare i settori più precari e tutti coloro che sono in prima linea, perlopiù donne. Pertanto, le misure messe in atto per combattere gli effetti sociali di questa crisi devono essere finanziate in modo solidale. È essenziale evitare un finanziamento basato sull'imposizione dei redditi da lavoro, in modo tale da risparmiare l'ampia fascia della popolazione già colpita dalla crisi e mantenere i relativi redditi. Pertanto, tassare i grandi patrimoni all'1 per cento sembra una misura proporzionata e ragionevole. Per questo motivo, chiediamo al Consiglio federale di presentare un disegno di atto normativo dell'Assemblea federale che preveda la riscossione, dal 2021 e per i tre anni successivi, di un'imposta federale di solidarietà sul patrimonio pari all'1 per cento della parte del patrimonio che supera i due milioni di franchi. L'imposta dovrebbe consentire di incassare poco meno di 10 miliardi di franchi all'anno, che confluirebbero nel fondo creato per rispondere alla crisi senza peggiorare le condizioni di vita delle persone già fragili: i precari, i disoccupati, i lavoratori dipendenti e i piccoli lavoratori indipendenti.
Stime secondo le cifre dell'AFC, anno fiscale 2016
Contribuenti interessati: 128 010
Patrimonio netto totale superiore a 2 000 000 di franchi: 1 002 389 100 000 franchi
Entrate annue da un'imposta federale pari all'1 per cento dei patrimoni superiori a 2 milioni: 10 023 891 000 franchi (cifre fornite a titolo indicativo sulla base dei dati relativi al patrimonio netto).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si adopera per finanziare le misure volte a superare la crisi del coronavirus con le fonti di entrata della Confederazione esistenti. Grazie alla politica finanziaria prudente adottata negli ultimi anni, ora dispone del margine di manovra finanziario necessario a tale scopo. L'annuncio o l'introduzione di un'imposta supplementare a seguito del crollo economico dovuto al coronavirus rischierebbe di aggravare ulteriormente la recessione e ritardare il rilancio dell'economia. Inoltre, la rinuncia a introdurre nuove imposte collegate alla crisi rafforza la fiducia degli operatori economici nella stabilità del sistema giuridico e così anche la certezza del diritto e della pianificazione.
Ogni imposta riscossa dalla Confederazione necessita di una base costituzionale esplicita, a prescindere che le entrate siano vincolate a uno scopo o confluiscano nella cassa generale della Confederazione. Poiché non esiste una tale base per la riscossione di un'imposta supplementare sulla sostanza, l'adempimento della richiesta dell'autore della mozione richiederebbe una modifica della Costituzione con l'approvazione del popolo e dei Cantoni.
L'introduzione di un'imposta supplementare una tantum o transitoria sulla sostanza è inopportuna anche per i seguenti motivi:
- un aumento dell'onere fiscale sulla sostanza potrebbe ridurre notevolmente l'ammontare degli averi dichiarati. Tra le possibili cause vi sarebbero, in particolare, il deflusso dei contribuenti più facoltosi (mobilità), il trasferimento del patrimonio verso investimenti fiscalmente più vantaggiosi (ottimizzazione fiscale) o l'omissione della sua dichiarazione (sottrazione d'imposta);
- questi tentativi di aggirare l'ostacolo sulla base di considerazioni fiscali rappresentano distorsioni e sono quindi economicamente inefficienti. Nel contempo minano l'effetto auspicato dell'imposta sulle entrate fiscali. Determinate reazioni elusive, come il deflusso dei contribuenti verso l'estero o la ridistribuzione del patrimonio, potrebbero non essere revocate una volta eliminata l'imposta. In questo caso gli effetti economici negativi sarebbero duraturi e si ripercuoterebbero anche sulle entrate di altre imposte, in particolare delle imposte cantonali sulla sostanza e delle imposte sui redditi della sostanza;
- in Svizzera, l'imposta sulla sostanza è elevata nel confronto internazionale. Il gettito associato rappresenta circa l'1,1 per cento del prodotto interno lordo, percentuale nettamente superiore a quella dei pochi altri Paesi dell'OCSE che ancora oggi riscuotono un'imposta generale sulla sostanza;
- la misura richiesta dovrebbe entrare in vigore già dal 2021, ma la sua attuazione e la modifica costituzionale necessaria potrebbero durare anni. Se si volesse attuare alla lettera questo punto della mozione, l'imposta andrebbe introdotta retroattivamente. Questo pregiudicherebbe la certezza del diritto e violerebbe i principi costituzionali dello Stato di diritto, dell'uguaglianza giuridica e della tutela della buona fede.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.