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20.3339 · Mozione · 2020-05-06

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di permettere la regolarizzazione collettiva di tutte le persone residenti in Svizzera senza titolo di soggiorno valido nonché di tutte le persone oggetto di una decisione di allontanamento (art. 30 cpv. 1 Iett. b della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI]). Dovrà esigere che i Cantoni attuino questa misura il più rapidamente possibile. Inoltre sospenderà l'applicazione degli articoli 62 capoverso 1 Iettera e e 63 capoverso 1 lettera c LStrI.

Begründung

Mentre la pandemia infuria e le misure volte ad arginarla si sono moltiplicate, alcune categorie della popolazione sono state dimenticate dalle autorità. Si tratta delle persone senza status legale, per le quali l'accesso alla sanità è spesso accompagnato dalla paura, se non addirittura dal rischio reale, di essere denunciate e allontanate. Per permettere a tutti l'accesso alle cure, la presente mozione chiede la regolarizzazione di tutte le persone senza titolo di soggiorno od oggetto di una decisione di allontanamento in base all'articolo 30 capoverso 1 lettera b che prevede la possibilità di "derogare alle condizioni di ammissione al fine di tenere conto di importanti interessi pubblici". Da un punto di vista sanitario, regolarizzare i sans-papiers permette loro di accedere alle cure, ma anche di proteggere tutti gli abitanti limitando la diffusione della pandemia. Questa misura si impone a breve termine, mentre la pandemia perdura, nonché a medio termine, nel quadro della strategia di allentamento. Se una parte della società dovesse temere di essere allontanata facendosi testare o recandosi in ospedale, ciò potrebbe nuocere agli sforzi profusi per arginare la pandemia. Dato che la crisi sanitaria sarà accompagnata da una crisi economica e sociale, la regolarizzazione collettiva chiesta garantisce a tutti mezzi d'esistenza dignitosi. Ma non è sufficiente. Per garantire a tutti l'accesso agli aiuti sociali, occorre sospendere l'applicazione degli articoli 62 capoverso 1 lettera e e 63 capoverso 1 lettera c LStrI, che pongono le persone titolari di un permesso L, B e C che ricorrono agli aiuti sociali dinanzi alla minaccia, a seconda dei casi, di una revoca del permesso, di un mancato rinnovo o persino di un allontanamento.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha già avuto modo di prendere posizione in merito alla regolarizzazione collettiva delle persone che soggiornano illegalmente in Svizzera (cfr. p. es. le risposte all'interpellanza Hubmann 00.3370, "Sanatoria per le persone sprovviste di documenti", del 23 giugno 2000 e alla mozione Zisyadis 01.3149, "Permesso di dimora in Svizzera per stranieri privi di documenti", del 22 marzo 2001). Si è sempre privilegiato l'esame caso per caso, come previsto dalla legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.1), poiché permette di prendere in considerazione gli aspetti umanitari e offre un margine di manovra per tenere conto delle situazioni particolari. Questa posizione è condivisa anche dalla maggioranza in Parlamento, come è risultato dai dibattiti relativi alla LStrI e al disegno di legge federale concernente i provvedimenti in materia di lotta contro il lavoro nero (Boll. Uff. 2004 N 1203).

Se sono adempiute determinate condizioni, la LStrI permette di rilasciare un permesso di dimora per casi di rigore a persone che soggiornano illegalmente in Svizzera (art. 30 cpv. 1 lett. b LStrI). Lo stesso vale per i richiedenti l'asilo respinti, in particolare se l'interessato si trova in Svizzera da almeno cinque anni e il suo luogo di soggiorno era sempre noto alle autorità (art. 14 cpv. 2 della legge sull'asilo; RS 142.31). I Cantoni sono competenti per il rilascio di questi permessi previa approvazione da parte della Segreteria di Stato della migrazione.

I Cantoni sono pure competenti per la procedura di allontanamento. Nelle procedure di diritto degli stranieri, i motivi che hanno condotto a una dipendenza dall'aiuto sociale devono essere esaminati individualmente. In applicazione del principio di proporzionalità (art. 96 LStrI e art. 5 della Costituzione federale; RS 101), è possibile tenere conto del fatto che una persona dipenda dall'aiuto sociale senza sua colpa. In questo quadro, le autorità migratorie competenti possono considerare l'attuale situazione eccezionale senza che sia necessario modificare la LStrI.

Fintantoché soggiornano in Svizzera, le persone senza status di soggiorno e i richiedenti l'asilo respinti sottostanno all'assicurazione malattie obbligatoria e possono beneficiare delle relative prestazioni mediche (art. 3 della legge federale sull'assicurazione malattie [LAMal; RS 832.10]). In assenza di un'assicurazione malattie, possono accedere, a seconda del Cantone, a strutture di cura specifiche. Inoltre, l'articolo 12 della Costituzione federale garantisce il diritto di essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa, indipendentemente dallo status di soggiorno, a chiunque si trovi in Svizzera in una situazione di bisogno e non sia in grado di provvedere a sé stesso. Il soccorso d'emergenza compete ai Cantoni, che sono tenuti a fornire alloggio, cibo, vestiti e cure mediche urgenti.

Il Consiglio federale respinge pertanto qualsiasi regolarizzazione collettiva. Il diritto vigente permette già oggi di tenere conto della situazione particolare dovuta alla pandemia. Non sono necessarie misure supplementari. La soluzione proposta nella mozione avrebbe un effetto di richiamo e incoraggerebbe il soggiorno illegale e il lavoro nero in Svizzera, il che sarebbe contrario ai principi della politica migratoria svizzera.

Infine, nel suo rapporto in adempimento del postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (18.3381) "Per un'ampia analisi della problematica dei sans papiers", il Consiglio federale illustrerà in particolare gli obblighi di assicurazione che incombono alle persone in situazione illegale in Svizzera e le soluzioni ipotizzabili.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.