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20.3373 · Mozione · 2020-05-06

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Nel quadro della crisi del coronavirus, il Consiglio federale ha istituito un sistema di aiuti alle imprese attraverso prestiti a tasso zero concessi dalle banche ma garantiti dalla Confederazione.

Il Consiglio federale è incaricato di introdurre la possibilità, prorogabile in caso di grave crisi, per le imprese di ottenere aiuti a fondo perso a determinate condizioni. Ciò è realizzabile rinunciando completamente o parzialmente al credito sul prestito d'urgenza. Il prestito deve essere concesso rapidamente, ma un aiuto a fondo perso è meno urgente quando vi è disponibilità di liquidità, quindi le domande possono essere esaminate singolarmente. Il Consiglio federale può proporre un importo massimo per la rinuncia al credito.

La rinuncia al credito sarà possibile alle seguenti condizioni:

a. la misura è essenziale per la sopravvivenza dell'impresa;

b. è accertato che le difficoltà temporanee dell'impresa sono causate da una grave crisi globale;

c. i posti di lavoro sono mantenuti in base alla capacità economica dell'impresa;

d. i proprietari dell'impresa non realizzano alcun utile nei cinque anni successivi alla concessione della rinuncia al credito, a meno che l'impresa non rimborsi integralmente il prestito ottenuto, annullando la rinuncia al credito.

Begründung

Le crisi gravi come quella innescata dalla pandemia di COVID-19 possono mettere in difficoltà molte imprese contemporaneamente. In caso di fallimenti di massa il prezzo da pagare sarebbe molto più alto di quello degli aiuti diretti, anche da un punto di vista strettamente finanziario. Per molte imprese gli apporti di liquidità sono sufficienti per evitare il fallimento.

Tuttavia, malgrado l'apporto di liquidità, molte imprese relativamente piccole che realizzano pochi utili si troverebbero in grave difficoltà se dovessero indebitarsi in modo sostanziale. Alcuni studi hanno peraltro dimostrato che l'aumento d'indebitamento riduce notevolmente le decisioni d'investimento e ciò potrebbe provocare danni a lungo termine all'economia svizzera.

È quindi importante che sia data possibilità, laddove sia nell'interesse pubblico, di fornire aiuti diretti alle imprese che non possono essere salvate in altro modo, piuttosto che perdere posti di lavoro e competenze in seguito a fallimenti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Gli effetti della pandemia di COVID-19 e dei provvedimenti adottati dalle autorità per tutelare la salute hanno portato molte imprese finanziariamente sane a una carenza di liquidità. Ne sono stati particolarmente colpiti le piccole e medie imprese e i lavoratori indipendenti. Per consentire a queste due categorie di accedere in modo rapido e senza formalità burocratiche a crediti bancari che permettessero loro di coprire nei primi mesi, nonostante le perdite di entrate, i costi fissi e non controllabili a breve termine, la Confederazione ha garantito crediti bancari per finanziamenti transitori tramite le quattro organizzazioni riconosciute che concedono fideiussioni.

Il 1° luglio 2020 il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione sulla legge sulle fideiussioni solidali COVID-19, che dovrebbe sostituire l'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19. Il disegno di legge prevede diversi strumenti volti a evitare casi di rigore:

1. proroga del termine di ammortamento: i crediti COVID-19 devono generalmente essere rimborsati entro 5 anni. In casi di rigore questo termine può essere prorogato al massimo di 5 anni (finora 2 anni);

2. prevenzione di un'eccedenza dei debiti secondo l'articolo 725 del Codice delle obbligazioni: i crediti COVID-19 fino a 500 000 franchi non devono essere considerati come capitale di terzi durante l'intera durata del credito (precedentemente solo fino al 31 marzo 2022);

3. gestione dei crediti: le organizzazioni che concedono fideiussioni devono avere a disposizione diverse opzioni che consentano loro di tenere conto dei casi di rigore individuali.

Secondo il Consiglio federale, i valori di riferimento summenzionati assicurano che i casi di rigore siano valutati e attenuati caso per caso. Tuttavia, un condono parziale generale o un contributo a fondo perso sotto forma di rinuncia al credito come quello avanzato dalla mozione al momento non viene preso in considerazione per le seguenti ragioni:

- le imprese che non hanno richiesto un credito COVID-19 perché hanno ottenuto finanziamenti transitori da altre fonti oppure perché temevano di non poterlo rimborsare non potrebbero beneficiare del condono parziale, subendo uno svantaggio economico;

- un condono parziale generebbe falsi incentivi di notevole portata: la prospettiva di una simile regolamentazione contestualmente alla possibilità di richiedere crediti COVID-19 farebbe aumentare in modo esponenziale la domanda degli stessi crediti COVID-19. L'attuazione di una simile regolamentazione dei casi di rigore porterebbe inoltre con sé il rischio di effetti negativi sull'ammortizzazione dei crediti già concessi;

- infine, il Consiglio federale non reputa necessario un condono generale dei crediti: la possibilità di ammortizzare il credito in 10 anni al massimo significa per l'impresa uno stanziamento annuo di soli 1 o 2 punti percentuali della cifra d'affari, il che dovrebbe essere realizzabile per un'impresa finanziariamente sana.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.