Proteggere efficacemente i minori di 16 anni dai contenuti pornografici su Internet. #banporn4kids#
20.3374 · Mozione · 2020-05-06
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale adeguamenti di legge che obblighino i fornitori di servizi di telecomunicazione a disporre blocchi d'accesso ai fornitori che diffondono contenuti pornografici ai sensi dell'articolo 197 capoverso 1 CP senza adottare misure tecniche sufficienti per proteggere le persone di età inferiore ai 16 anni.
Begründung
Durante la crisi del coronavirus, la disponibilità e la diffusione delle rappresentazioni pornografiche su Internet sono fortemente aumentate. Alcuni dei maggiori fornitori di contenuti pornografici offrono nel frattempo servizi premium gratuiti. In base all'articolo 197 capoverso 1 CP, chiunque offre, mostra, lascia o rende accessibili contenuti pornografici a una persona minore di sedici anni è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Ciò vale anche per la diffusione tramite sistemi di telecomunicazione come Internet. Tali fornitori aggirano l'articolo 197 capoverso 1 invitando l'utente, con un messaggio di allerta, a confermare con un click di avere l'età minima consentita. Il semplice cliccare per far scomparire un messaggio di allerta non garantisce né una sufficiente protezione dei giovani né un'applicazione efficace dell'articolo 197 capoverso 1 CP.
Sinora la protezione dei minori non è stata attuata in Internet, e ciò con molteplici scuse:
1. l'attuazione sarebbe troppo complessa sotto il profilo tecnico, eccessivamente dispendiosa e sproporzionata e, per gli utenti abili, troppo facile da aggirare. Nella realtà vi sono però numerose possibilità tecniche per determinare l'età dell'utente e attuare così in modo più efficace la protezione dei giovani su Internet.
2. Insegnare le competenze mediatiche sarebbe più importante della protezione dei giovani. Questo non ha senso: la prevenzione è un complemento prezioso, ma non un sostituto. Il fatturato dell'industria pornografica è enorme, quest'ultima punta tutto sul fatto che le imprese aggirino la protezione dei giovani. Per il bene dei nostri bambini e adolescenti è importante, e proporzionato, attuare il diritto vigente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale attribuisce una grande importanza alla protezione dei bambini e dei giovani dalla pornografia su Internet. Il divieto di rendere loro accessibile la pornografia è iscritto all'articolo 197 capoverso 1 del Codice penale svizzero (RS 311.0; CP).
L'applicazione legale di tale divieto è possibile nei confronti di piattaforme Internet che si trovano in Svizzera, mentre l'esecuzione all'estero comporta una serie di difficoltà. Infatti, la perseguibilità di un atto non è giudicata nello stesso modo in tutti i Paesi. Inoltre, le aziende coinvolte possono insediarsi facilmente in un altro Stato per sottrarsi a un procedimento.
Alla luce di tale contesto, risulta comprensibile che si ricerchino soluzioni non soltanto a livello dei responsabili all'origine della problematica, ma anche a livello degli altri soggetti coinvolti. Per quanto riguarda i fornitori del collegamento a Internet, si pone a questo proposito la questione dei blocchi dell'accesso, come richiesto nella mozione. Il Consiglio federale non ritiene tuttavia che l'introduzione di tale blocco sia appropriata all'obiettivo perseguito, e ciò per i seguenti motivi.
I blocchi dell'accesso sono uno strumento che può essere sviato facilmente. Soltanto gli Stati che controllano severamente l'intero traffico Internet sono in grado di mettere in atto efficacemente tali blocchi. Possono farlo perché identificano tutti gli utenti Internet in modo costante, vietano diversi tipi di VPN (virtual private network, rete privata virtuale) e cifrature, obbligano i fornitori del servizio Internet ad analizzare il traffico in rete e analizzano a loro volta i contenuti comunicati. In considerazione della Costituzione federale svizzera queste misure sarebbero impensabili per il nostro Paese.
Attualmente i blocchi dell'accesso sono previsti dal diritto vigente nella legge federale sui giochi in denaro (RS 935.51; LGD) per i giochi in denaro all'estero. Con la prevista entrata in vigore il 1° gennaio 2021 della legge sulle telecomunicazioni riveduta, saranno applicabili anche per la pornografia qualificata conformemente all'articolo 197 capoversi 4 e 5 CP (art. 46a cpv. 2 e 3 LTC riveduta; FF 2019 2275).
Conformemente agli articoli 86 segg. della legge federale sui giochi in denaro i blocchi dell'accesso si applicano soltanto ai giochi in denaro non ammessi in Svizzera. Ai giocatori è concesso l'accesso ai giochi in denaro autorizzati in Svizzera. Non si tratta di dissuaderli dal giocare in linea di principio, ma di far sì che utilizzino le offerte legali in Svizzera.
Per quanto riguarda la pornografia qualificata, in ambito internazionale praticamente tutti i fornitori del collegamento a Internet sono disposti a collaborare nella lotta contro questo reato eliminando alla fonte i contenuti in questione, così che i blocchi dell'accesso devono essere attuati soltanto in pochi casi e di regola solamente per brevi periodi di tempo. Pertanto in questi due ambiti i blocchi dell'accesso possono funzionare.
Tali premesse non sono date nella protezione dei bambini e dei giovani dalla pornografia ai sensi dell'articolo 197 capoverso 1 CP.
Le misure che il Consiglio federale può mettere in atto al fine di proteggere fanciulli e giovani dalla pornografia su Internet sono già state realizzate o lo saranno a breve. Dall'inizio del 2021, infatti, per i fornitori dell'accesso a Internet vigerà l'obbligo di fornire consulenza alla propria clientela in merito alle possibilità per proteggere i fanciulli e i giovani (art. 46a cpv. 1 LTC riveduta; FF 2275). Per promuovere le competenze mediatiche di genitori, bambini e adolescenti è stata inoltre creata la piattaforma nazionale "Giovani e media".
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.