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20.3381 · Mozione · 2020-05-06

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare una base legale che consenta alle famiglie o ai detentori dell'autorità parentale che non dispongono di un reddito tale da garantire loro la copertura del fabbisogno vitale di ricevere un sostegno analogo a quello previsto dal modello delle prestazioni complementari all'AVS e all'AI. Il diritto a questa prestazione dovrà essere garantito fino a quando gli adolescenti o i giovani adulti non avranno completato la loro formazione o i loro studi.

Begründung

In Svizzera, circa l'8 per cento della popolazione, ovvero 660 000 persone (UST), è colpito dalla povertà e quasi un altro milione è a rischio (Caritas). Un bambino su sette cresce in povertà. Questa situazione verrà ulteriormente acuita dalla crisi del coronavirus: uno scandalo in un Paese così ricco! La povertà ha conseguenze devastanti per la salute, la vita sociale, l'integrazione, la formazione e le pari opportunità dei bambini.

È vero che una famiglia che vive al di sotto del minimo vitale può richiedere l'aiuto sociale al Comune. Tuttavia, queste prestazioni differiscono da un Comune all'altro, gravano pesantemente sul bilancio comunale e sono calcolate in modo troppo restrittivo per le persone interessate. Il denaro manca già per i bisogni quotidiani e non può certo bastare per pagare gli hobby, le lezioni di musica, le vacanze o i campi scolastici. I problemi economici creano tensioni in seno alla famiglia. La partecipazione alla vita sociale è di fatto impossibile; i bambini crescono svantaggiati.

Va sottolineato che le famiglie forniscono prestazioni di assistenza e cura insostituibili per la società. Gli investimenti dei genitori nei propri figli hanno un valore economico fondamentale. La politica familiare deve pertanto fare in modo che i genitori o i detentori dell'autorità parentale possano effettivamente fornire queste prestazioni.

Perché avere figli costa! Secondo l'UST, nel 2018 un figlio costava in media 819 franchi al mese, due figli 754 franchi ciascuno e tre figli 607 franchi ciascuno. Questo significa che fino al compimento dei 20 anni due figli costano 361 920 franchi e tre mezzo milione. Le persone con salari bassi non se lo possono permettere.

Il collaudato modello delle prestazioni complementari all'AVS e all'AI potrebbe essere esteso alle famiglie, proteggendole così dalla povertà con prestazioni garantite. In questo modo il denaro andrebbe a beneficio di chi ne ha davvero bisogno, in modo mirato e adeguato. Inoltre, diminuirebbero le spese per l'aiuto sociale a carico dei Comuni.

La Svizzera ha ratificato la Convenzione sui diritti del fanciullo e ha dunque l'obbligo di proteggere e promuovere il benessere dei minori. I figli rappresentano il futuro della nostra società ed è inammissibile che siano una causa di povertà.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La povertà infantile e delle famiglie, con le conseguenze menzionate dagli autori della mozione, è un problema che preoccupa il Consiglio federale. Nella lotta contro la povertà, i Cantoni sono competenti per le prestazioni versate in caso di bisogno. Ad oggi, quattro Cantoni (Ticino, Soletta, Vaud e Ginevra) hanno introdotto prestazioni per le famiglie sul modello delle prestazioni complementari, constatando che questo strumento può contribuire alla lotta contro la povertà. In diversi altri Cantoni la discussione non è andata in porto o è tuttora in corso. La Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali ha elaborato direttive per sostenere i Cantoni nelle loro riflessioni e garantire un certo grado di armonizzazione tra questi sistemi di prestazioni.

Il Parlamento federale si è interessato a questo strumento di politica sociale. In seguito a due iniziative parlamentari (00.436 Fehr Jacqueline e 00.437 Meier-Schatz "Prestazioni complementari per le famiglie. Modello ticinese"), dal 2000 al 2011 la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale ha lavorato a un progetto di legge quadro per prestazioni complementari in favore delle famiglie, prima di decidere di togliere dal ruolo le iniziative. Durante questi lavori, l'Amministrazione è stata chiamata a studiare diverse varianti con i Cantoni, i quali, per finire, non hanno condiviso l'idea di un sistema di prestazioni definito a livello federale il cui finanziamento, in parte compensato da una riduzione delle spese dell'aiuto sociale, sarebbe stato a loro carico.

In seguito al rapporto sullo stato della politica familiare e le possibilità d'intervento della Confederazione ("Familienpolitik. Auslegeordnung und Handlungsoptionen des Bundes" / "Politique familiale. Etat des lieux et possibilités d'action de la Confédération" non disponibile in italiano), adottato nel 2015 in adempimento del postulato 13.3135 Tornare "Politica familiare", il Consiglio federale ha esaminato diversi interventi in favore delle famiglie e deciso di non dare seguito a misure di sostegno materiale come le prestazioni complementari o gli assegni familiari in funzione del bisogno, per motivi legati alla ripartizione delle competenze e ai costi di attuazione. Per contro, la Confederazione fornisce un contributo finanziario temporaneo per lo sviluppo delle strutture di custodia di bambini complementare alla famiglia, in particolare per ridurre le spese a carico dei genitori. Una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro consente alle economie domestiche di incrementare il proprio reddito.

Per altro, il Consiglio federale pone l'accento sulla prevenzione della povertà infantile e delle famiglie. Nel quadro del Programma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà 2014-2018, la Confederazione ha messo a disposizione dei Cantoni, dei Comuni e degli operatori del settore lavori di riferimento e strumenti pratici per promuovere le opportunità educative fin dalla prima infanzia e favorire un approccio strategico della lotta contro la povertà delle famiglie nei Comuni. La Piattaforma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà 2019-2024 si concentrerà sul tema prioritario della povertà delle famiglie a partire dal 2021. Inoltre, è in fase di elaborazione anche una strategia volta a rafforzare l'educazione e l'accoglienza nella prima infanzia (sostegno alla prima infanzia; postulato 19.3262 Gugger "Se i bambini stanno bene, la Svizzera sta meglio", postulato 19.3417 CSEC-N "Strategia per rafforzare il sostegno alla prima infanzia").

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.