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Sicurezza degli investimenti per garantire la produzione di elettricità dalla forza idrica indigena

20.3407 · Mozione · 2020-05-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di disciplinare nella legge federale sull'energia un meccanismo di compensazione che permetta agli impianti idroelettrici che hanno ottenuto di recente una concessione (prima concessione, rinnovo anticipato, rinnovo ordinario, riversione o proseguimento dell'esercizio da parte del settore pubblico) di beneficiare, per l'intera durata della nuova concessione, di una garanzia in presenza di prezzi di mercato bassi e di promuovere, quindi, investimenti per il proseguimento dell'esercizio delle centrali idroelettriche esistenti.

Begründung

Il sistema di promozione adottato dalla Confederazione nel settore elettrico mira solamente all'incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Tale sistema ignora l'importanza di garantire anche in futuro la produzione di elettricità dalle centrali idroelettriche esistenti. Se gli obiettivi di incremento delle energie rinnovabili previsti per il 2050, esclusa la forza idrica, prevedono una produzione di elettricità pari a 24 200 GWh, entro il 2050 con il solo proseguimento dell'esercizio delle attuali centrali idroelettriche (ovvero senza costruirne di nuove) se ne prevedono 25 000 GWh.

Nei prossimi anni scadranno le concessioni delle grandi centrali idroelettriche. Pertanto si dovranno condurre trattative su riversioni o rinnovi di concessione anticipati o ordinari. Le parti coinvolte (Comuni, corporazioni, distretti, Cantoni, aziende elettriche) si troveranno a decidere se investire ingenti somme di denaro e sottoscrivere contratti che possono avere anche una durata di 80 anni.

Gli impianti idroelettrici, le cui concessioni sono in scadenza e devono essere prorogate per il proseguimento dell'esercizio, sono considerate nuove centrali dal punto di vista della legislazione in materia di forza idrica e ambientale nonché sotto il profilo economico e in parte tecnico. La situazione è pertanto analoga a quella di un nuovo impianto.

Inoltre il rilascio di concessioni implica lo svolgimento di processi democratici, come le votazioni comunali. Pertanto credere che il rinnovo delle attuali concessioni sia scontato perché necessario a garantire l'attuale produzione di energia idroelettrica è un grave errore di valutazione. A metà del secolo scorso, durante la costruzione delle grandi centrali elettriche, gli investimenti necessari venivano effettuati tramite il meccanismo "cost plus", poiché ci si orientava verso strutture monopolistiche.

Oggigiorno non esiste più tale certezza di pianificazione e di investimento, a causa delle condizioni di volatilità che rendono molto più difficile prendere le decisioni a lungo termine necessarie per la costruzione di centrali elettriche. Visto quindi il rischio di mancato investimento, occorre che la Confederazione, oltre a promuovere l'incremento, ricorra a incentivi efficienti che facilitino il rinnovo delle concessioni.

A tal fine è necessario disciplinare nella legge federale sull'energia un sistema di compensazione che funga per le centrali idroelettriche nazionali da rete di sicurezza durante i lunghi periodi di prezzi bassi (garanzia contro i rischi dell'approvvigionamento).

Tale strumento sarà messo a disposizione solo nei periodi di crisi e sarà utilizzato solo al momento e per la durata necessari (non si tratta di una misura di promozione permanente). Esso prevede il pagamento di un premio e/o un obbligo di rimborso.

Nel quadro della revisione della legge federale sull'energia, il Consiglio federale ha proposto un aumento dei contributi agli investimenti destinati ai progetti di ampliamento delle centrali idroelettriche. Tuttavia questo aumento è del tutto insufficiente a garantire la sicurezza di pianificazione e di investimento assolutamente necessaria al momento del rinnovo delle concessioni. Occorre quindi che tale misura venga integrata con un sistema di compensazione che favorisca gli investimenti volti al proseguimento dell'esercizio delle centrali idroelettriche esistenti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale riconosce le grandi sfide che i Comuni e i Cantoni dovranno affrontare in vista dei prossimi rinnovi di concessione e accorda grande importanza alla sicurezza e a un maggior sfruttamento dell'attuale forza idrica per la Strategia energetica 2050. Le energie rinnovabili, tra cui la forza idrica, ricoprono un ruolo di spicco anche per il raggiungimento degli obiettivi di politica climatica e a tale scopo sono necessari ulteriori sforzi. La revisione in corso della legge sull'energia (LEne; RS 730.0) prevede anche misure di promozione più incisive per la forza idrica tra cui i contributi d'investimento che saranno impiegati soprattutto per il suo incremento.

Gli investimenti di rinnovo nelle centrali idroelettriche sono in linea di massima sufficienti a coprire i costi e pertanto, almeno per le grandi centrali idroelettriche, non sono necessarie misure di promozione. Il progetto di revisione non prevede, quindi, contributi d'investimento per gli investimenti di rinnovo nelle grandi centrali idroelettriche. Sulla base delle esperienze maturate sinora in sede di attuazione, per le piccole centrali idroelettriche sarà possibile continuare a erogare contributi d'investimento per i rinnovamenti considerevoli fino a un limite previsto dal Consiglio federale. Le piccole e le grandi centrali idroelettriche che verranno ampliate in maniera considerevole grazie agli investimenti di rinnovo, dovranno avere anche in futuro la possibilità di richiedere un contributo d'investimento.

Le garanzie contro i rischi dall'approvvigionamento proposte per gli impianti con rinnovi di concessione richiederebbero, durante i periodi di prezzi bassi, ingenti risorse dal Fondo per il supplemento rete. Questo comporterebbe l'incremento o la flessibilizzazione dell'attuale supplemento di 2,3 centesimi per chilowattora oppure una considerevole riduzione delle prestazioni di sostegno ad altre forme di produzione di energia rinnovabile (per es. fotovoltaico, vento, geotermia, legna), almeno per un determinato periodo. Per di più il mercato subirebbe un'ulteriore distorsione, in particolare a danno di aziende titolari di concessioni in corso di validità e di imprese che non necessitano di questa forma di garanzia a copertura dei rischi.

Il Consiglio federale è disposto a verificare nel dettaglio la proposta della mozione nel quadro della consultazione in corso sulla revisione della legge federale sull'energia. Il Collegio non intende anticipare gli esiti di questo esame e pertanto chiede di respingere la mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.