20.3422 · Mozione · 2020-05-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un atto legislativo urgente secondo cui, fintantoché il tasso di disoccupazione in Svizzera resta superiore al tre per cento, i datori di lavoro possono assumere dall'estero soltanto persone già titolari di un permesso di lavoro.
Begründung
Con l'ordinanza 2 Covid-19 il Consiglio federale ha giustamente sospeso la libera circolazione delle persone con l'UE/AELS nonché il trattamento delle domande e l'entrata da Paesi terzi. La presente mozione chiede al Consiglio federale di mantenere questo regime. Attualmente sono state presentate domande di indennità per lavoro ridotto per circa due milioni di lavoratori, ossia per il 40 per cento di tutti gli impieghi svizzeri. Incombe ora la minaccia di un forte aumento della disoccupazione in Svizzera nonché di una recessione mondiale. Dovremo sostenere costi nell'ordine di miliardi per le indennità di disoccupazione e per lavoro ridotto e assisteremo a povertà e tensioni sociali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Dall'inizio della crisi, il Consiglio federale ha cercato di adottare una strategia equilibrata, che tenga conto delle esigenze sanitarie, di quelle economiche e degli obblighi internazionali della Svizzera.
In un primo tempo ha deciso di introdurre, dal 13 marzo 2020, tutte le restrizioni d'entrata e di soggiorno necessarie per impedire la diffusione del coronavirus e preservare le capacità del sistema sanitario svizzero. Le conseguenti restrizioni all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.12.681) sono compatibili con l'articolo 5 dell'Allegato I all'ALC.
Il fatto che l'ALC non sia stato sospeso nonostante la crisi ha permesso in particolare al personale del settore della sanità di continuare a entrare in Svizzera per recarsi al lavoro nelle regioni di frontiera. Ai fini di un ritorno progressivo alla normalità, il 29 aprile, il 27 maggio e il 12 giugno 2020 il Consiglio federale ha deciso di allentare queste restrizioni, parallelamente alla riapertura dell'economia. Ogni tappa è stata preceduta da un'analisi dettagliata dei rischi che teneva conto della situazione sanitaria.
Il Consiglio federale ha inoltre adottato numerose misure al fine di mitigare lo choc economico conseguente alla pandemia. Il mantenimento dei posti di lavoro e la rapida ripresa dell'economia sono al centro della sua strategia. Per questo motivo ha in particolare adeguato le condizioni di ricorso al lavoro ridotto e previsto diverse forme di sostegno in favore delle imprese e degli indipendenti. L'economia svizzera continua a dipendere dalla manodopera straniera nei settori in cui non riesce a reclutare in Svizzera il personale necessario. Nel contempo, si tratta di provvedere affinché i datori di lavoro svizzeri continuino a utilizzare in maniera sistematica il potenziale offerto dalla manodopera presente nel Paese. Per questo motivo il Consiglio federale ha riattivato dall'8 giugno 2020 l'obbligo di annunciare i posti vacanti.
Nuove restrizioni nell'ambito dell'ammissione di lavoratori stranieri sarebbero in contraddizione con gli obiettivi perseguiti dal Consiglio federale e frenerebbero la crescita indispensabile alla normalizzazione della situazione economica.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.