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20.3423 · Mozione · 2020-05-06

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di attuare rapidamente d'un pacchetto di misure per far fronte all'emergenza coronavirus in modo da diminuire il rischio di povertà e il ricorso all'aiuto sociale.

Begründung

La crisi sociale ed economica a seguito del coronavirus colpisce più duramente coloro che, nella nostra società, si trovano già in situazioni precarie. Si tratta di famiglie o persone sole a rischio di povertà o di indipendenti con piccole attività che ricevono indennità perdita di guadagno o di lavoro ridotto molto basse. Le persone con bassi redditi e coloro che vivono appena al di sopra della soglia di povertà non dispongono delle risorse finanziarie per far fronte alla crisi. A medio termine sono necessari dei provvedimenti per combattere la povertà. Nell'immediato però ci vogliono delle misure rapide per evitare che più persone cadano in povertà e siano costrette a ricorrere all'aiuto sociale. Nell'ambito di queste misure si tratta anche di valutare a livello federale un pagamento diretto una tantum non rimborsabile da destinare alle famiglie e alle persone singole con un reddito inferiore al livello che dà diritto alle prestazioni complementari (Caritas Svizzera propone 1000 franchi quale pagamento diretto una tantum) , ma anche di introdurre, nell'ambito delle misure già prese con il diritto d'urgenza , una soglia minima per le indennità perdita di guadagno corona per gli indipendenti, e il mantenimento del 100 per cento del salario per le indennità per il lavoro ridotto per i redditi al di sotto dei 4000 franchi

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale concorda con l'autrice della mozione sul fatto che le ripercussioni della pandemia di COVID-19 sull'andamento della povertà in Svizzera vanno seguite in una prospettiva di breve e di lungo periodo e che vanno prese misure adeguate per ridurre il rischio di povertà.

L'Esecutivo ha agito in tal senso adottando provvedimenti rapidi e mirati, nel marzo del 2020, per attenuare le conseguenze economiche della pandemia. Da un lato, si è proceduto a diversi ampliamenti e semplificazioni per quanto riguarda il diritto all'indennità per lavoro ridotto dell'assicurazione contro la disoccupazione; per evitare l'esaurimento del diritto all'indennità di disoccupazione, tutti gli aventi diritto ricevono 120 indennità giornaliere supplementari. Dall'altro, il Consiglio federale ha introdotto un'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. All'inizio di luglio del 2020 la durata massima di riscossione dell'indennità per lavoro ridotto è stata prolungata da 12 a 18 mesi e il diritto all'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus è stato prorogato fino al 16 settembre 2020.

Laddove queste misure non bastano a evitare il rischio che il sostentamento non sia più garantito, intervengono le prestazioni sociali in funzione del bisogno di Cantoni e Comuni destinate specificamente alle persone con risorse finanziarie limitate, tra cui in particolare l'aiuto sociale. Questo meccanismo è conforme alla ripartizione federalistica delle competenze nel sistema della sicurezza sociale in Svizzera, valido anche nella situazione di crisi attuale. Per il momento il meccanismo si è dimostrato valido: le misure hanno raggiunto molte economie domestiche e finora hanno impedito un netto incremento del ricorso all'aiuto sociale.

Il Consiglio federale è consapevole della sua responsabilità nell'impostare le misure in materia di diritto delle assicurazioni sociali in modo tale che i Cantoni e i Comuni non siano gravati in misura sproporzionata dalle conseguenze sociali della crisi del coronavirus. Ora si tratta di seguire attentamente l'evolversi della situazione. La Piattaforma nazionale contro la povertà, gestita congiuntamente da Confederazione, Cantoni e Comuni, è una struttura adeguata per analizzare in una prospettiva di lungo periodo le ripercussioni della crisi del coronavirus rilevanti per la povertà e formulare raccomandazioni per le misure necessarie.

Considerando il volume delle misure prese finora e le loro notevoli conseguenze finanziarie per la Confederazione nonché la ripartizione delle competenze con i Cantoni, il Consiglio federale propone dunque di respingere la mozione. Per quanto concerne le singole misure concrete proposte nella motivazione della mozione, rimanda ai suoi pareri e alle sue risposte ai pertinenti interventi parlamentari (pagamenti diretti una tantum per il coronavirus: Mo. Wermuth 20.3193; importo minimo per l'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus: Mo. Meyer Mattea 20.3319; indennità per lavoro ridotto con copertura integrale in caso di salari bassi: Mo. Graf Maya 20.3410, Mo. Prelicz-Huber 20.3364, Mo. Wermuth 20.3192, Iv. Pa. Gruppo socialista 20.417).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.