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20.3499 · Postulato · 2020-06-03

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare in un rapporto le possibilità di politica economica di cui dispongono Confederazione e Cantoni per promuovere le innovazioni sociali (imprese sociali, imprenditoria sociale e affari sociali).

Begründung

La Direzione generale dell'UE per l'occupazione e i diritti sociali ha il mandato di elaborare un piano d'azione sull'economia sociale e, di conseguenza, su come promuovere le innovazioni sociali. La proposta per questo piano d'azione è prevista per il 2021. Grazie alla sua tradizione nel settore delle cooperative, alle sue diverse imprese non profit e ai più recenti sviluppi nel campo dell'imprenditoria sociale, la Svizzera vanta tutte le premesse per promuovere e rafforzare in modo sostenibile questa nuova concezione di impresa e organizzazione, al fine di generare un impatto sociale più marcato. Il corso Innosuisse "Business Growth für Social Entrepreneurs" è un ottimo esempio. Purtroppo però il nostro Paese non partecipa affatto a eventuali iniziative di ricerca o programmi portati avanti nel contesto dell'UE o dell'OCSE. Sarebbe opportuno, per cominciare, se il Consiglio federale spiegasse in un proprio rapporto cosa intende intraprendere nel campo dello sviluppo comunitario, dell'economia sociale e dell'imprenditoria sociale, anche in riferimento ai programmi dell'OCSE e dell'UE. In questo rapporto il Consiglio federale può inoltre valutare l'opportunità e l'utilità di una cooperazione con i programmi del piano d'azione europeo. In qualità di partner votati al bene comune, gli imprenditori sociali meritano un riconoscimento maggiore e potrebbero anche essere integrati nella politica economica di Confederazione e Cantoni attraverso esplicite offerte di promozione e consulenza. È infatti dimostrato che l'economia sociale favorisce l'occupazione e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità globali. È opportuno che la politica contribuisca a plasmare questo ambito d'intervento emergente a livello internazionale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale riconosce l'importanza dell'imprenditoria sociale. Questa mira a far sì che il settore privato contribuisca allo sviluppo sostenibile anche nell'ambito dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite (Agenda 2030). Il Consiglio federale condivide questo obiettivo e attribuisce grande importanza alla realizzazione dell'Agenda 2030.

Con la Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030, ancora in fase di elaborazione, l'Esecutivo definirà il suo impegno per la realizzazione dei 17 obiettivi globali di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030. Le imprese sociali sono inoltre menzionate esplicitamente al capitolo 3.5.4 della nuova Strategia di cooperazione internazionale 2021-2024 e godono di un'attenzione prioritaria.

Il Consiglio federale si è già espresso sul tema dell'imprenditoria sociale in risposta all'interpellanza 18.3455 "La Svizzera sta perdendo il treno dell'imprenditoria sociale?" e al postulato 18.4073 "Panoramica dell'imprenditoria sociale in Svizzera" - depositati entrambi dal consigliere nazionale Fabian Molina - constatando che in Svizzera le condizioni quadro per promuovere questo tipo di imprenditoria sono favorevoli e che spetta tuttora al settore privato puntare in questa direzione. Anche gli sviluppi più recenti sul fronte delle iniziative private di promozione dell'imprenditoria sociale sono incoraggianti. Ad esempio, dalle ultime prese di posizione del Consiglio federale a oggi il numero di organizzazioni svizzere certificate con il marchio internazionale "B Corp" è quasi raddoppiato.

Oltre alla Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030, la Confederazione promuove la gestione aziendale responsabile (Responsabilità sociale d'impresa, RSI) con i suoi piani d'azione sulla responsabilità sociale d'impresa e sull'economia e i diritti umani, entrambi riveduti il 15 gennaio 2020 in vista del periodo 2020-2023. La RSI non è automaticamente sinonimo di imprenditoria sociale, ma persegue obiettivi analoghi. Anche la RSI, infatti, mira a ottimizzare i vantaggi per i suoi gruppi d'interesse e a prevenire eventuali ripercussioni negative. Inoltre, per attuare la RSI è necessario tenere conto degli interessi di tutti gli stakeholder di un'impresa (azionisti, lavoratori, consumatori, popolazione locale, organizzazioni non governative, ecc.). Nel rapporto sullo stato di attuazione 2017-2019 (cfr. www.csr.admin.ch e www.nap-bhr.admin.ch) la Confederazione fa anche riferimento agli sviluppi in materia di imprenditoria sociale. Mediante partenariati di sviluppo pubblico-privato ha promosso investimenti in imprese sociali che offrono, ad esempio, prestazioni assicurative a favore di economie domestiche e agricoltori poco abbienti in America latina.

Rientrano nel concetto di imprenditoria sociale anche le imprese sociali che propongono possibilità occupazionali e di qualificazione alle persone escluse dal mondo del lavoro. Nel rapporto "Ruolo delle imprese sociali", stilato nel 2016 in adempimento del postulato Carobbio Guscetti (13.3079), il Consiglio federale era giunto alla conclusione che l'attuale sistema funziona bene. A livello federale e cantonale esistono le basi giuridiche necessarie per collaborare con queste imprese sociali. L'Esecutivo non ritiene che sussista una sostanziale necessità d'intervento nel panorama delle imprese sociali svizzere.

In considerazione dell'impegno profuso dalla Confederazione - che tiene adeguatamente conto delle raccomandazioni e delle tendenze internazionali in questo settore -, delle iniziative private e delle condizioni quadro tuttora favorevoli allo sviluppo dell'imprenditoria sociale, il Consiglio federale reputa che un altro rapporto su questo tipo di imprese in Svizzera non generi alcun valore aggiunto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.