Conciliare in modo migliore gli obiettivi e le pratiche del FMI con i nostri impegni in materia di sviluppo sostenibile
20.3564 · Postulato · 2020-06-10
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a illustrare come intende conciliare gli obiettivi e le pratiche del Fondo monetario internazionale (FMI) con gli obiettivi e le prescrizioni dei trattati internazionali sullo sviluppo sostenibile. Oltre all'Agenda 2030 dell'ONU, si fa riferimento segnatamente agli accordi multilaterali concernenti l'ambiente (in particolare l'accordo sul clima e quello sulla biodiversità) e alle norme relative ai diritti dell'uomo. In quest'ottica, l'Esecutivo è incaricato in particolare di valutare le opzioni seguenti e le loro conseguenze economiche, ecologiche e sociali:
1. rinunciare interamente o in parte al rimborso dei prestiti concessi dal FMI ai Paesi più indebitati;
2. riequilibrare la condizionalità dei prestiti e i piani di aggiustamento strutturale a favore di misure ambientali (impronta di carbonio e biodiversità), sociali (accesso alle cure, reddito minimo ecc.) e dei diritti umani (libertà, diritto al lavoro e tutela dei lavoratori, diritti del fanciullo ecc.);
3. rivedere il sistema di ponderazione dei voti dei Paesi membri, considerando maggiormente il peso demografico di ciascuno, come avviene nelle istituzioni democratiche.
Begründung
Il FMI contribuisce in modo soddisfacente alla stabilità monetaria internazionale. Purtroppo però, nel corso della sua lunga esistenza, le sue pratiche hanno mostrato carenze nella capacità di favorire uno sviluppo armonioso nei Paesi debitori. Il FMI è inoltre spesso accusato dalle ONG di contribuire alla precarietà degli abitanti di questi Paesi.
Focalizzandosi eccessivamente su "piani di aggiustamento strutturale" che includono soprattutto privatizzazioni e liberalizzazioni, il FMI spingerebbe molti Paesi nella spirale dell'indebitamento. Con l'aumento del servizio del debito e la diminuzione delle entrate statali, questi Paesi dovrebbero ricorrere sempre più spesso a nuovi prestiti soltanto per assicurare il servizio del debito e le prestazioni di base alla loro popolazione. Essendo impegnati ad assicurare le scadenze dei loro prestiti e non avendo più controllo sugli impianti strategici come i porti o gli aeroporti, questi Stati non sarebbero in grado di intraprendere le riforme ambientali necessarie e, di conseguenza, raggiungere gli obiettivi climatici internazionali.
La Svizzera, che è il nono contribuente di questa organizzazione e ha un ruolo preponderante sia nel consiglio di amministrazione che nel consiglio dei governatori, deve quindi poter esercitare la propria influenza favorendo una dinamica più sostenibile e responsabile affinché i trattati sull'ambiente e sui diritti umani ratificati a livello internazionale non siano sistematicamente resi inefficaci da un'applicazione troppo dottrinaria delle teorie economiche a breve termine da parte delle istituzioni di Bretton Woods.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
In adempimento del postulato Leutenegger Oberholzer (15.3434), il Consiglio federale ha aggiornato nel 2017 i principi della politica svizzera in seno al FMI. In questo contesto ha posto l'accento, tra l'altro, sulla promozione di uno sviluppo economico compatibile con gli obiettivi sociali e ambientali nonché sulla promozione del buon governo. Nella sua risposta all'interpellanza Molina (20.3159), l'Esecutivo ha precisato la posizione attuale della Svizzera in merito ai debiti dei Paesi in via di sviluppo. Le commissioni parlamentari competenti sono regolarmente informate sull'impegno della Svizzera in seno al FMI, ad esempio mediante la newsletter pubblicamente accessibile "Informazioni attuali Svizzera-FMI".
Il FMI è incaricato di assicurare la stabilità dei sistemi finanziari e monetari internazionali e di favorire condizioni macroeconomiche a sostegno di una crescita equilibrata nei Paesi membri.
Il FMI consiglia i suoi membri nella formulazione di politiche budgetarie, monetarie, finanziarie e strutturali e sostiene la creazione delle relative strutture economiche. In stretta collaborazione con altre istituzioni internazionali, contribuisce in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi fissati nell'Agenda 2030 dell'ONU. Le raccomandazioni del FMI riguardano anche questioni climatiche, ambientali e sociali nonché la promozione della crescita inclusiva o la lotta contro la corruzione, quando questi temi presentano risvolti critici a livello macroeconomico. In tal modo, il FMI contribuisce alla prevenzione delle crisi.
Se il suo bilancio esterno è soggetto a pressione, un Paese può concordare con il FMI un programma di credito a sostegno di riforme volte a ristabilire l'equilibrio macroeconomico e finanziario. Oltre alla stabilizzazione economica, i programmi del FMI puntano alla creazione di condizioni a favore di una crescita sostenibile. In situazioni di grave crisi, un Paese spesso non ha altra scelta se non quella di attuare riforme decisive per rafforzare, tra l'altro, la sostenibilità delle sue finanze o per modernizzare le sue istituzioni. Il FMI si impegna affinché i suoi programmi siano compatibili con gli obiettivi sociali e ambientali e promuovano il buon governo.
Nell'esprimere i suoi pareri in seno al consiglio di amministrazione del FMI, la Svizzera analizza in modo critico le raccomandazioni politiche del FMI per valutare la loro rilevanza macroeconomica e il loro impatto sull'obiettivo di una crescita e di uno sviluppo del debito sostenibile a lungo termine. In linea con i principi del Consiglio federale in seno al FMI, l'analisi valuta anche se queste raccomandazioni promuovono la compatibilità sociale e ambientale dello sviluppo economico e se favoriscono il buon governo.
Il sistema di ponderazione dei voti (quote) sostiene il ruolo del FMI quale garante della stabilità del sistema finanziario e monetario globale. Le quote rispecchiano approssimativamente l'importanza dei membri nel sistema finanziario globale e, nel contempo, determinano i loro contributi alle risorse del FMI. Questo sistema promuove quindi un versamento dei crediti adeguato e moderato e garantisce la capacità di azione del FMI, soprattutto in tempi di crisi. Inoltre, crea un equilibrio tra l'impegno attivo di Paesi che, come la Svizzera, forniscono finanziamenti corposi e un'ampia partecipazione di tutti i membri.
Considerando le conclusioni sopracitate e i rapporti periodici, il Consiglio federale non intravede la necessità di redigere un rapporto separato.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.