20.3571 · Interpellanza · 2020-06-10
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Si chiede al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande concernenti le esperienze legate alla libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro svizzero durante e dopo la crisi COVID-19:
1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui, a causa della portata della crisi COVID-19, così come avvenuto in occasione della crisi finanziaria del 2009, si favoriscono l'arrivo e lo stabilimento di immigrati poco qualificati, come indicato nel rapporto della SECO del 2016 sulle ripercussioni della crisi dell'euro sull'immigrazione dall'UE in Svizzera?
2. Qual è stato l'andamento delle indennità di disoccupazione versate tra i mesi di gennaio e agosto 2020, suddivise per nazionalità dei beneficiari?
3. A quanto ammontano le indennità di disoccupazione versate dalla Svizzera a stranieri residenti nell'UE tra il gennaio del 2020 e l'agosto del 2020 e a quanto ammontano i pagamenti corrisposti da Stati dell'UE a lavoratori svizzeri che hanno perso il proprio posto di lavoro nell'UE?
4. A quanto ammontano le indennità per lavoro ridotto pagate in Svizzera tra i mesi di gennaio e giugno 2020, suddivise per nazionalità dei beneficiari e mese di versamento?
Stellungnahme des Bundesrates
Al momento le conseguenze della crisi COVID-19 sull'economia mondiale e sul mercato del lavoro internazionale possono essere valutate solo in modo provvisorio. Stando alle previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, per il 2020 si delinea una forte recessione del prodotto interno lordo (- 6,2 %). La ripresa attesa per il 2021 non basterà a compensare del tutto le perdite.
1. L'immigrazione in Svizzera segue la domanda di manodopera delle imprese. A differenza della crisi dell'euro, che ha soltanto frenato la crescita elvetica, la crisi legata alla COVID-19 ha avuto immediatamente un forte impatto negativo sullo sviluppo economico e sulla domanda di manodopera. Nei mesi da marzo a maggio 2020, ciò si è tradotto anche in una minore immigrazione. La situazione non è quindi paragonabile a quella della crisi finanziaria.
2. I dati sulla riscossione delle indennità giornaliere sono disponibili in modo affidabile con uno sfasamento temporale di circa due mesi. Quando è stata redatta la presente risposta, i dati più recenti erano quelli del mese di maggio 2020. Per questo il periodo di osservazione si limita ai mesi da gennaio a maggio 2020.
I dati sulla riscossione delle indennità giornaliere sono stati consultati il 3 agosto (stato: 2 agosto 2020) e possono ancora subire lievi modifiche.
L'importo versato in questo periodo dall'assicurazione contro la disoccupazione (AD) è aumentato da 448 (gennaio 2020) a 492 milioni di franchi (maggio 2020). La quota delle indennità giornaliere versate a cittadini svizzeri è passata dal 50,9 al 52,7 per cento. La quota versata a cittadini degli Stati UE/AELS e a quelli di altri Stati europei è invece leggermente diminuita passando, rispettivamente, dal 34,8 al 33,4 per cento e dall'8,8 all'8,1 per cento. La quota delle indennità giornaliere versate ai cittadini di Stati terzi è lievemente aumentata passando dal 5,6 al 5,8 per cento.
3. Gli organismi nazionali di collegamento devono presentare i loro conteggi all'organismo di collegamento competente entro sei mesi dalla fine del semestre civile nel quale è avvenuto l'ultimo pagamento delle prestazioni di disoccupazione. Per questo, per il 2020, non vi sono ancora dati sull'emissione di fatture nel quadro dei rimborsi concernenti i frontalieri conformemente al regolamento UE 883/2004.
4. Nelle statistiche sul lavoro ridotto non vengono rilevati dettagli sul personale ma solamente sulle aziende o sui settori aziendali. Non è quindi possibile rispondere a questa domanda.
Risposta del Consiglio federale.