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20.3596 · Interpellanza · 2020-06-11

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In relazione alla revisione dell'ordinanza sulla cartella informatizzata del paziente (OCIP) concernente la cartella farmacologica informatizzata si pongono le seguenti domande:

1. Per tutti i servizi supplementari, come per la cartella farmacologica informatizzata (eMedikation), saranno necessarie modifiche distinte dell'ordinanza? O le autorizzazioni e le responsabilità per l'utilizzazione di servizi supplementari potranno essere disciplinate in generale nell'OCIP?

2. È pertinente l'affermazione secondo cui l'attuazione del piano relativo alla cartella farmacologica informatizzata comporta per le comunità di riferimento investimenti dell'ordine di milioni, analoghi a quelli necessari per l'attuale CIP (che è statica)? Ogni servizio supplementare sarà connesso a costi d'investimento così elevati? Quali costi sorgono per le certificazioni di un servizio supplementare?

3. Il Consiglio federale prevede di sottoporre al Parlamento una proposta di finanziamento iniziale dei servizi supplementari, come ha fatto per la CIP quale servizio di base?

4. La mancanza di una soluzione di finanziamento per la cartella farmacologica informatizzata potrebbe avere come conseguenza che alcune comunità di riferimento dovranno posticipare l'investimento o persino sospendere l'esercizio?

5. Quali saranno le conseguenze per i pazienti e i fornitori di prestazioni, se non tutte le comunità di riferimento potranno offrire contemporaneamente la cartella farmacologica informatizzata nella CIP?

6. Come valuta il Consiglio federale il pericolo che i fornitori di prestazioni si affilieranno a una comunità di riferimento soltanto quando un primo caso d'uso funzionerà con la cartella farmacologica informatizzata nella CIP. Sulla base di un parere giuridico è già stato comunicato che un'affiliazione tardiva a una comunità di riferimento non costituisce un motivo per essere rimossi dall'elenco degli ospedali.

Begründung

Secondo la scheda informativa "eMedikation" di eHealthSuisse del 26 maggio 2020 le specificazioni necessarie per i dati farmacologici nella cartella del paziente saranno stabiliti in un'ordinanza. Il DFI derogherà presumibilmente all'attuale principio, secondo cui secondo la legge federale sulla cartella informatizzata del paziente (LCIP) potranno essere inseriti nelle cartelle solo dati "statici". La problematica dei PDF statici rappresentava sin dall'inizio un punto critico della CIP.

Oltre all'inserimento statico di un piano farmacologico, nella CIP è ora possibile presentare modifiche di diversi documenti strutturati come prescrizioni e modifiche di prescrizioni oppure visualizzare la dispensazione aggiornata di medicamenti. In tal modo la CIP offrirà un primo servizio supplementare attrattivo.

Stellungnahme des Bundesrates

La legge federale sulla cartella informatizzata del paziente (LCIP; RS 816.1) richiede la certificazione di comunità di riferimento e comunità per garantire, da un lato, la protezione e la sicurezza dei dati, dall'altro, l'interoperabilità tecnica e semantica. In relazione alla cartella farmacologica informatizzata, in primo piano si colloca l'interoperabilità tecnica e semantica definita nell'allegato 4 dell'ordinanza del DFI del 22 marzo 2017 sulla cartella informatizzata del paziente (OCIP-DFI; RS 816.111).

1. La cartella farmacologica informatizzata non è un "servizio aggiuntivo", bensì un cosiddetto "formato di scambio" strutturato ed è definito nell'allegato 4 OCIP-DFI. Di conseguenza, la sua attuazione è vincolante per tutte le comunità di riferimento. Non è possibile prevedere un'autorizzazione generale per tutti i tipi di formati di scambio, dato che questi formati devono essere specifici per ciascun caso di applicazione.

2. - 4. L'introduzione di un piano farmacologico elettronico strutturato è in programma da diverso tempo e non causa investimenti degni di nota alle comunità di riferimento. Come tutte le altre informazioni contenute nella cartella informatizzata del paziente (CIP), è un documento archiviato che può essere consultato dai professionisti della salute autorizzati. La certificazione esplicita di singoli formati di scambio non è prevista dalla legge. La garanzia della qualità è di competenza delle organizzazioni sanitarie e delle comunità di riferimento.

Nel 2017 il gruppo di lavoro interprofessionale (IPAG) delle associazioni professionali ha elaborato raccomandazioni relative alla cartella farmacologica informatizzata nel contesto della CIP, nelle quali il piano farmacologico elettronico è considerato soltanto un aspetto tra tanti. Sono infatti riferite anche ad altre fasi del processo, come l'allestimento di una ricetta elettronica o la documentazione della dispensazione di un medicamento in farmacia. eHealth Suisse ha elaborato un piano completo per l'attuazione del processo, comprensivo di tutti i documenti necessari. Non è però ancora stato deciso se - ed eventualmente quando - questo piano sarà attuato. In futuro, comunità di riferimento, Confederazione, Cantoni ed eHealth Suisse pianificheranno e decideranno attraverso un processo condiviso come sviluppare la CIP dal punto di vista tecnico. La pianificazione terrà conto anche dei costi risultanti da una nuova funzionalità.

5. Di norma, le comunità di riferimento sono libere di definire formati di scambio strutturati propri per i processi di trattamento nel proprio bacino di utenza. In tal caso, è tuttavia possibile che questi formati di scambio non siano leggibili dalle altre comunità di riferimento o lo siano soltanto in formato PDF. Se però nella OCIP-DFI viene definito un formato di scambio relativo a un ambito tematico, come la cartella farmacologica informatizzata, questo deve essere utilizzato in tutte le comunità di riferimento.

6. Secondo il Consiglio federale, mettere a disposizione dati rilevanti ai fini della cura quali un rapporto di dimissione dall'ospedale o risultati di laboratorio costituisce già il primo "use case" della CIP. Secondo la base legale vigente, tutte le strutture stazionarie autorizzate a esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie sono obbligate ad affiliarsi a una comunità o comunità di riferimento certificata. Questo obbligo non vale per i fornitori di prestazioni ambulatoriali.

Lo stralcio dall'elenco degli ospedali delle strutture che, una volta terminato il periodo transitorio di tre anni dall'entrata in vigore della LCIP, non si sono ancora affiliate a nessuna comunità o comunità di riferimento è considerato come non proporzionato in una perizia legale (cfr. Aktuelle Juristische Praxis (AJP) 2019, pag. 1156-1170). Stando alla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS), all'inizio di maggio del 2020 tutti gli ospedali che figuravano negli elenchi hanno aderito a una comunità di riferimento, a eccezione di dieci ospedali privati, che tuttavia si presume aderiranno a una comunità o a una comunità di riferimento entro l'avvio della CIP.

Risposta del Consiglio federale.