20.3617 · Interpellanza · 2020-06-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Durante la crisi del coronavirus, i cittadini svizzeri soggetti all'obbligo di prestare servizio civile sono stati impiegati per fornire sostegno a diverse istituzioni. Tuttavia, mentre l'esercito ha registrato la più grande mobilitazione dai tempi della seconda guerra mondiale e anche la protezione civile ha fornito sostegno in varie regioni, le risorse del servizio civile sono state per lo più dimenticate. Per far fronte a una situazione d'emergenza, è essenziale che tutti i cittadini soggetti all'obbligo di prestare servizio civile vengano convocati rispettando in maniera ottimale la loro formazione e la loro esperienza. In situazioni di emergenza civile, si dovrebbe ricorrere in primis al servizio civile, che dovrebbe essere dispiegato il più rapidamente possibile, quando si tratta di incarichi di assistenza e sostegno nelle istituzioni civili e solo successivamente all'esercito e alla protezione civile.
Il CIVI dispone delle risorse di personale necessarie per mettere a disposizione un gran numero di civilisti con alle spalle diverse settimane di formazione e molta esperienza nel settore delle cure e dell'assistenza. Nel 2019 sono stati prestati oltre 1,6 milioni di giorni di servizio civile, l'80% dei quali è stato dedicato alla cura e all'assistenza delle persone.
Il servizio civile è in grado di mobilitare in poche settimane diverse migliaia di civilisti per incarichi che si estendono su più mesi. Si tratta di giorni di servizio civile che devono obbligatoriamente essere svolti. Da parte dei datori di lavoro c'è quindi grande comprensione e i costi dell'impiego possono essere mantenuti bassi.
L'obbligo di prestare servizi straordinari nell'ambito del servizio civile è un aspetto che rientra nell'obbligo militare e deriva dall'articolo 18 in combinato disposto con l'articolo 4 Cost.
1. Perché il Consiglio federale affida all'esercito e non al servizio civile gli impieghi in situazione straordinaria come sarebbe invece predisposto dall'articolo 14 della legge sul servizio civile?
2. È previsto un più ampio ricorso ai civilisti in caso di pandemie future?
3. In futuro, si prevede di impiegare in prima battuta le risorse civili - cioè i civilisti - nelle strutture sanitarie civili e in ambito di cure e assistenza?
4. Quale sarà il ruolo concreto del servizio civile nella fase successiva alle conseguenze della pandemia? Sono previsti impieghi straordinari in questo senso?
5. L'Ufficio federale del servizio civile afferma che gli impieghi in situazioni d'emergenza possono essere disposti solo su richiesta dei Cantoni. Tuttavia, sembrano esserci state poche richieste. Come sono stati informati i Cantoni e i rispettivi istituti d'impiego rispetto a questa possibilità? Sono previsti miglioramenti in modo che, in futuro, si possa impiegare un numero maggiore di civilisti in situazioni d'emergenza?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale ha convocato l'esercito su richiesta dei Cantoni, che non avevano più risorse a disposizione. Prima della convocazione, la sussidiarietà dell'impiego dell'esercito è stata confermata dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS). Come emerge dalla risposta all'Ip. 20.3261 Roth, le quasi 100 richieste di sostegno presentate al servizio civile da servizi cantonali e federali sono state evase grazie al dispiegamento di civilisti che avevano ancora dei giorni di servizio da prestare. Non è mai stato necessario ordinare un "impiego straordinario del servizio civile" come definito dall'articolo 14 della legge sul servizio civile (LSC; RS 824.0). L'impiego di civilisti in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza è complementare ai servizi forniti dalle organizzazioni di primo intervento e viene fornito nei cosiddetti istituti d'impiego, non in strutture direttive proprie. I civilisti non dispongono della formazione dei soldati d'ospedale o dei soldati sanitari e non possono sostituirli.
2/3. Il ricorso al servizio civile per impieghi in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza si basa sempre su una specifica esigenza di sostegno da parte delle autorità. Non è necessario trasformare il servizio civile in un'organizzazione di primo intervento (cfr. studio commissionato dal Consiglio federale sul fabbisogno di civilisti in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza, Ernst Basler & Partner, rapporto finale del 6 dicembre 2013, di cui il Consiglio federale ha preso visione il 22 gennaio 2014). Tuttavia, occorre definire meglio le modalità operative con cui il servizio civile svolge il proprio ruolo complementare in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza, comprese le pandemie. I lavori sono in corso sia all'interno della Gestione federale delle risorse civili (ResMaB) presso lo Stato maggiore federale Protezione della popolazione (inclusa l'interfaccia con SSC/OCSAN), sia in vista del rapporto del Consiglio federale sull'apporto all'esercito e alla protezione civile di persone qualificate soggette all'obbligo di prestare servizio.
4. Gli impieghi specifici COVID-19 del servizio civile sono terminati il 31 luglio 2020. Gli impieghi di supporto ai Cantoni che utilizzano il sistema di contact tracing sono previsti fino al 30 settembre 2020. Eventuali proroghe saranno prese in considerazione a tempo debito a seconda degli sviluppi epidemiologici. Poiché per un certo periodo le norme igieniche e le altre disposizioni continueranno a causare ulteriore lavoro a livello di strutture sanitarie e servizi sociali, nella fase di rigenerazione gli impieghi ordinari dei civilisti saranno particolarmente utili.
5. Nel 2019 l'Ufficio federale del servizio civile (CIVI) ha consultato l'Associazione dei medici cantonali svizzeri (AMCS) e la Commissione federale per la preparazione e la risposta alle pandemie (CFP) informandoli sulle modalità con cui il servizio civile può essere impiegato secondo il Piano svizzero per pandemia influenzale. Nella situazione straordinaria del 2020 il CIVI ha richiamato l'attenzione dei Cantoni, della Conferenza dei governi cantonali (CdC), della CDS, degli organi direttivi cantonali e dei medici cantonali sulla possibilità di ricorrere al servizio civile tramite diverse "offres de service". Il CIVI sta inoltre discutendo con i Cantoni le possibilità di impiego nell'ipotesi di un nuovo aumento del numero di casi di COVID-19. Come in passato, gli impieghi del servizio civile saranno coordinati con lo Stato maggiore federale Protezione della popolazione nel quadro del processo ResMaB.
Risposta del Consiglio federale.