20.3653 · Mozione · 2020-06-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a elaborare un piano di misure volte a ridurre il consumo di carne e a definire un percorso di riduzione pertinente per raggiungere gli obiettivi di riduzione concernenti le emissioni di gas serra prodotte dal settore agricolo. Tra le possibili misure da prendere in considerazione vi sono, in particolare, le seguenti:
1. Effettuando acquisti pubblici sostenibili, la Confederazione assume un ruolo esemplare di precursore nella riduzione del consumo di carne. Si adopera per convincere i Cantoni ad adottare apposite misure e sostiene i loro progetti in tal senso.
2. La Confederazione lancia una campagna informativa intesa a sensibilizzare la popolazione circa l'impatto di un consumo eccessivo di carne sull'ambiente e sulla salute.
Begründung
Con la ratifica dell'Accordo di Parigi, nel 2017, la Svizzera si è impegnata a ridurre le proprie emissioni di gas serra rispettivamente del 50 per cento entro il 2030 e del 70-85 per cento entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990. Le attività agricole sono responsabili in Svizzera del 13 per cento delle emissioni di gas serra. L'85 per cento di queste emissioni è riconducibile all'allevamento di bestiame da reddito. A livello mondiale tale attività è responsabile del 14 per cento delle emissioni complessive di gas serra. È dunque innegabile che il consumo di carne rappresenta una delle principali cause del riscaldamento climatico globale.
La Strategia sul clima per l'agricoltura prevede la riduzione del 22 per cento delle emissioni dei gas serra provenienti dall'agricoltura entro il 2030 e di un terzo entro il 2050 rispetto ai valori del 1990. Come illustra uno studio effettuato dalla ricerca agronomica svizzera ("Reduktionspotentiale von Treibhausgasemissionen aus Schweizer Nutztierhaltung", disponibile in tedesco e francese), le misure che interessano unicamente la produzione presentano un potenziale di riduzione troppo esiguo. L'obiettivo di riduzione può essere raggiunto soltanto se, parallelamente al riconversione della produzione agricola, viene promosso il consumo di derrate alimentari di origine vegetale.
Al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni del settore agricolo e adempiere agli impegni assunti con la ratifica dell'Accordo di Parigi, è pertanto indispensabile adottare misure per ridurre il consumo di carne modificando le abitudini dei consumatori.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole dell'impatto ambientale provocato dal consumo di carne e di prodotti di origine animale. Come si evince dal rapporto ambientale del 2018 del Consiglio federale, il consumo di carne e di pesce causa oltre il 6 per cento dell'impatto ambientale complessivo della Svizzera. Dal sondaggio nazionale sull'alimentazione menuCH si evince che la fascia di età dai 18 ai 75 anni consuma in Svizzera in media 780 grammi di carne alla settimana, una quantità più di tre volte superiore a quella raccomandata. Se la popolazione svizzera si nutrisse secondo le raccomandazioni della piramide alimentare svizzera e consumasse al massimo 100-120 grammi di carne da 2 a 3 volte alla settimana, contribuirebbe così alla salute come pure agli obiettivi delle diverse strategie nei settori dell'ambiente e del clima come pure dell'Agenda 2030. In tal modo si potrebbe anche ridurre del 70 per cento circa l'impatto ambientale causato dal consumo di carne e di pesce e del 20 per cento circa l'impatto ambientale complessivo generato dall'alimentazione.
La Confederazione attribuisce grande importanza agli acquisti pubblici. Con l'attuazione del nuovo diritto in materia di acquisti pubblici, verrà data, a partire dal 2021, maggiore considerazione alla qualità e alla sostenibilità. Nell'intento di assumere un ruolo di pioniere nell'ambito dell'acquisto di servizi alimentari sani e sostenibili, il Consiglio federale ha previsto diverse iniziative. Nel quadro della rielaborazione degli standard di qualità svizzeri per una ristorazione collettiva volta a promuovere la salute, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), in collaborazione con l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), terrà maggiormente conto degli aspetti della sostenibilità. La Confederazione esamina se il rispetto degli standard di qualità rielaborati possa essere imposto come condizione nei contratti stipulati con i gestori delle mense dell'Amministrazione federale. Secondo il mandato conferitogli, il servizio dell'UFAM competente per gli acquisti pubblici ecologici sostiene ad esempio anche la base logistica dell'esercito nell'ambito dell'acquisto sostenibile di generi alimentari.
Il consumo di carne e di prodotti derivati rimane elevato nonostante il lieve calo constatato negli ultimi anni. Per tale motivo, si vuole fra l'altro rafforzare la formazione e la sensibilizzazione degli specialisti del settore della gastronomia e degli insegnanti di economia domestica in merito alla preparazione di menu equilibrati e sani, secondo le raccomandazioni della piramide alimentare svizzera. Anche il "Piano d'azione contro lo spreco alimentare" chiesto dal postulato Chevalley (18.3829) e la campagna attualmente in corso "Save Food Fight Waste" possono contribuire al riciclaggio completo dei prodotti di origine animale e alla riduzione del fabbisogno di carne. Il Consiglio federale ritiene tuttavia che una campagna specifica contro l'eccessivo consumo di carne, intesa come uno di diversi aspetti per un'alimentazione sana e rispettosa delle risorse, non sia, al momento attuale, utile al raggiungimento degli obiettivi. L'USAV, tuttavia, in collaborazione con diverse organizzazioni non governative, pubblicizzerà ancora di più le raccomandazioni della piramide alimentare svizzera e si rivolgerà in modo mirato ai diversi gruppi di età fornendo loro apposito materiale informativo in forma elettronica o cartacea.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.